Gli avvocati Corrado Politi e Maddalena Aglieco, entrambi del Foro di Reggio Calabria, intervengono formalmente sul procedimento penale che coinvolge Girolamo Emanuele Lubrano, uno dei tifosi indagati nell’ambito dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria sui rapporti tra alcuni esponenti del tifo organizzato e la precedente dirigenza della Reggina. I due difensori hanno trasmesso una nota formale chiedendone espressamente la pubblicazione, con l’obiettivo di precisare lo stato attuale del procedimento e la posizione del loro assistito. La difesa evidenzia che le circostanze emerse dagli atti investigativi costituiscono, allo stato, delle contestazioni formulate dall’accusa e non fatti definitivamente accertati da un giudice.
È opportuno chiarire che, quando nella nota si richiama la necessità di distinguere tra una contestazione e una responsabilità accertata, il riferimento riguarda in questo caso le accuse mosse dalla Procura della Repubblica – DDA di Reggio Calabria e non certamente la stampa. StrettoWeb ha infatti riportato fedelmente il contenuto degli atti dell’inchiesta, attribuendo sempre le ricostruzioni e le ipotesi accusatorie agli organi inquirenti e utilizzando le formule previste per un procedimento ancora nella fase delle indagini.
L’inchiesta della DDA di Reggio Calabria sugli ultras amaranto
L’intervento dei legali arriva dopo la pubblicazione della notizia relativa all’avviso di conclusione delle indagini preliminari notificato a tre esponenti del tifo organizzato amaranto. Secondo quanto riportato negli atti della DDA di Reggio Calabria, gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere ed estorsione aggravata dal metodo mafioso. La ricostruzione dell’accusa riguarda i rapporti che sarebbero intercorsi tra alcuni ultras e la precedente proprietà della società calcistica, riconducibile all’imprenditore Antonino Ballarino. Secondo le contestazioni formulate dagli inquirenti, la dirigenza sarebbe stata sottoposta a pressioni per ottenere somme di denaro, materiale sportivo, biglietti, il finanziamento di coreografie e altri benefici legati alle attività della tifoseria organizzata. Si tratta, tuttavia, di ipotesi investigative che dovranno essere sottoposte al vaglio dell’autorità giudiziaria nelle successive fasi del procedimento. Proprio su questo punto si concentra la precisazione degli avvocati Politi e Aglieco, che richiamano il principio costituzionale della presunzione di innocenza.
Gli avvocati Politi e Aglieco: “nessuna responsabilità è stata accertata”
Nel comunicato trasmesso alla redazione, i difensori precisano innanzitutto che il procedimento penale è ancora in corso e che le circostanze riportate nell’articolo rappresentano fatti oggetto di contestazione. “In relazione all’articolo pubblicato sul procedimento penale che riguarda il sig. Girolamo Emanuele Lubrano, gli Avv.ti Corrado Politi e Maddalena Aglieco, entrambi del Foro di Reggio Calabria, ritengono doveroso precisare che le circostanze riportate rappresentano fatti oggetto di contestazione nell’ambito di un procedimento penale ancora in corso e non costituiscono, allo stato, fatti definitivamente accertati“.
Gli avvocati sottolineano inoltre che, al momento della diffusione della nota, non è intervenuto alcun rinvio a giudizio e nessun giudice ha pronunciato una decisione sulla responsabilità di Lubrano. “Ad oggi non è intervenuto alcun rinvio a giudizio e nessun giudice ha accertato alcuna responsabilità a carico del sig. Lubrano. Le contestazioni dovranno essere valutate nelle sedi competenti, nel pieno rispetto del contraddittorio e delle garanzie difensive”.
La puntualizzazione non modifica il contenuto delle contestazioni riportate negli atti dell’inchiesta, ma inserisce la vicenda nel corretto perimetro processuale: le accuse formulate dalla Procura dovranno essere esaminate nelle sedi giudiziarie competenti e potranno essere contestate dalla difesa attraverso gli strumenti previsti dall’ordinamento.
Il richiamo alla presunzione di innocenza
La difesa richiama espressamente l’articolo 27 della Costituzione, secondo cui l’imputato non può essere considerato colpevole fino alla condanna definitiva, e il Decreto legislativo 8 novembre 2021, numero 188, riguardante la presunzione di innocenza e la corretta informazione sui procedimenti penali. Secondo gli avvocati, questi principi impongono di mantenere sempre netta la distinzione tra le contestazioni avanzate dagli organi inquirenti e una responsabilità definitivamente accertata in sede giudiziaria.
“Siamo consapevoli del valore del diritto di cronaca e del ruolo fondamentale dell’informazione, ma riteniamo necessario che venga rappresentato correttamente lo stato del procedimento, evitando che una persona possa essere considerata responsabile prima che la giustizia abbia fatto il proprio corso”.
La dichiarazione riconosce dunque espressamente il valore del diritto di cronaca e il ruolo dell’informazione. Nel caso dell’articolo oggetto della nota, la testata ha riportato le risultanze contenute negli atti della DDA, attribuendo le condotte contestate all’ipotesi formulata dall’accusa e senza presentarle come responsabilità già accertate. Il chiarimento richiesto dai legali riguarda pertanto la posizione processuale di Lubrano rispetto alle contestazioni della Procura della Repubblica, che non sono ancora state sottoposte al giudizio di merito, e non l’operato della stampa, che ha riferito fedelmente quanto contenuto nella documentazione dell’inchiesta.
La difesa: la passione di Lubrano per la Reggina non diventi un giudizio anticipato
Un’altra parte della nota riguarda il rapporto tra Girolamo Emanuele Lubrano e la Reggina. I suoi difensori sottolineano che l’uomo è da sempre un sostenitore della squadra amaranto e che questa appartenenza sportiva rappresenta una componente della sua storia personale. “Il sig. Lubrano è da sempre un tifoso della Reggina e ha vissuto la propria passione per i colori amaranto come parte della propria storia personale. Tale appartenenza sportiva non può e non deve costituire un elemento di valutazione anticipata rispetto alle contestazioni oggetto del procedimento”.
La difesa chiede quindi che la sua partecipazione alla vita della tifoseria non venga considerata, da sola, come un elemento attraverso cui anticipare una valutazione sulle accuse formulate nell’ambito dell’inchiesta. L’appartenenza al mondo del tifo organizzato e la passione per la Reggina, sostengono gli avvocati, devono restare distinte dall’accertamento giudiziario delle condotte contestate. Saranno gli sviluppi del procedimento, il confronto tra accusa e difesa e le eventuali decisioni dei giudici a determinare la posizione processuale dell’indagato.
Girolamo Emanuele Lubrano ribadisce la propria estraneità
Nella nota trasmessa dagli avvocati Corrado Politi e Maddalena Aglieco viene riportata anche la posizione personale di Girolamo Emanuele Lubrano, che respinge le contestazioni mosse nei suoi confronti e affida alla magistratura l’accertamento dei fatti. Il documento della difesa riporta testualmente: “Il sig. Lubrano dichiara di confidare pienamente nella giustizia e nell’accertamento della verità, ribadendo la propria estraneità alle contestazioni mosse nei suoi confronti“.
Lubrano, dunque, attraverso la nota dei propri legali, sostiene di essere estraneo alle condotte che gli vengono contestate. La sua posizione sarà esaminata nell’ambito del procedimento e nel rispetto delle garanzie previste per la difesa. La conclusione delle indagini preliminari, infatti, non equivale a una condanna e non comporta automaticamente il rinvio a giudizio. Si tratta di una fase nella quale la Procura comunica agli indagati la chiusura dell’attività investigativa, consentendo alla difesa di esaminare gli atti, depositare memorie, produrre documenti o chiedere ulteriori attività.
La richiesta formale di pubblicazione delle precisazioni
Gli avvocati Politi e Aglieco concludono la loro comunicazione chiedendo che le precisazioni difensive vengano diffuse con un rilievo adeguato e attraverso modalità analoghe a quelle utilizzate per la pubblicazione della notizia sull’inchiesta. “La difesa auspica, nel rispetto dei principi di correttezza dell’informazione e del diritto di rettifica previsto dall’art. 8 della Legge 8 febbraio 1948 n. 47, che le presenti precisazioni siano diffuse con adeguato rilievo e con modalità analoghe a quelle utilizzate per la pubblicazione della notizia cui si riferiscono, al fine di garantire una completa e corretta rappresentazione dei fatti”.
La pubblicazione di queste precisazioni avviene quindi su espressa richiesta degli avvocati Corrado Politi e Maddalena Aglieco, formalizzata attraverso la nota datata 30 luglio 2026.
Resta ferma la ricostruzione dell’inchiesta contenuta negli atti della DDA di Reggio Calabria, così come resta ferma la necessità di considerare quelle ricostruzioni come contestazioni dell’accusa ancora da verificare nelle competenti sedi giudiziarie. Allo stesso modo, viene riportata integralmente la posizione della difesa, secondo cui nessuna responsabilità è stata finora accertata nei confronti di Girolamo Emanuele Lubrano, che ribadisce la propria estraneità e confida nell’accertamento della verità.



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