Inchiesta “Epicentro 2”, FAST-Confsal Calabria: “pronti a costituirci parte civile”

La Segreteria generale regionale esprime piena fiducia nella Magistratura e nelle Forze dell’Ordine. Il sindacato valuta "un’azione giudiziaria qualora emergesse un danno alla propria immagine riconducibile alla condotta di Bruno Nicolazzo"

La FAST-Confsal Calabria interviene ufficialmente sull’inchiesta denominata “Epicentro 2”, esprimendo fiducia nell’attività della Magistratura e delle Forze dell’Ordine e ribadendo, allo stesso tempo, “il rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza”. La posizione è stata affidata a un lungo comunicato della Segreteria generale regionale, nel quale l’organizzazione sindacale sottolinea la necessità di fare piena luce sui fatti oggetto dell’indagine. Nella nota  si sottolinea “la piena fiducia nell’operato della Magistratura e delle Forze dell’Ordine impegnate nell’inchiesta denominata “Epicentro 2”, nella convinzione che l’accertamento della verità rappresenti l’unica strada per garantire giustizia, legalità e trasparenza. Nel pieno rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva, riteniamo che il lavoro svolto dagli organi inquirenti meriti il massimo rispetto e confidiamo che il procedimento consenta di fare piena luce sui fatti oggetto di indagine“.

Il sindacato ribadisce legalità, autonomia e trasparenza

Nel documento, la FAST-Confsal Calabria rivendica il proprio impegno a tutela dei lavoratori e richiama i principi che, secondo quanto affermato dalla Segreteria regionale, hanno sempre orientato l’attività dell’organizzazione. Al centro della presa di posizione vengono indicati i valori della legalità, della correttezza, dell’autonomia sindacale e della trasparenza, descritti come elementi irrinunciabili e non negoziabili.

La FAST-Confsal Calabria ha “sempre operato esclusivamente nell’interesse dei lavoratori, ispirando ogni propria azione ai principi della legalità, della correttezza, dell’autonomia sindacale e della trasparenza. Sono valori che non sono mai stati oggetto di compromesso e che continueranno a rappresentare il fondamento della nostra attività”.

Possibile costituzione di parte civile

Il passaggio più rilevante del comunicato riguarda la possibilità che la FAST-Confsal Calabria si costituisca parte civile qualora, dagli sviluppi del procedimento, dovesse emergere un danno all’immagine dell’organizzazione sindacale riconducibile alla condotta di Bruno Nicolazzo. L’eventuale iniziativa avrebbe l’obiettivo, secondo quanto dichiarato, di ottenere il ristoro del pregiudizio morale e reputazionale che avrebbe colpito la Federazione, i suoi dirigenti e gli iscritti.

“Per tale ragione, qualora dagli sviluppi del procedimento dovesse emergere che la condotta del sig. Bruno Nicolazzo abbia arrecato un danno all’immagine della nostra Organizzazione Sindacale, la FAST-Confsal Calabria è pronta a costituirsi parte civile in tutte le sedi competenti per ottenere il giusto ristoro del grave pregiudizio morale e reputazionale subito dalla Federazione, dai suoi dirigenti e dai tanti iscritti che quotidianamente ripongono fiducia nella nostra azione sindacale”, rimarca la nota.

Il passaggio dei lavoratori verso un’altra sigla sindacale

La Segreteria regionale si sofferma anche sul trasferimento di numerosi lavoratori dalla FAST-Confsal a un’altra organizzazione sindacale. Il comunicato collega questo fenomeno alle ipotesi investigative, precisando però che ogni valutazione resta subordinata all’eventuale conferma dei fatti nelle competenti sedi giudiziarie. Secondo la ricostruzione proposta dal sindacato, qualora le ipotesi fossero confermate, il passaggio dei lavoratori potrebbe assumere un significato differente rispetto a una normale dinamica di rappresentanza sindacale.

“Alla luce di quanto emergerebbe dall’inchiesta, assume oggi un significato profondamente diverso il passaggio di numerosi lavoratori dalla FAST-Confsal ad altra sigla sindacale. Se le ipotesi investigative dovessero trovare conferma nelle sedi giudiziarie competenti, tale fenomeno non sarebbe stato frutto di una libera dinamica sindacale, bensì della volontà di allontanare i lavoratori da un’organizzazione che, proprio perché improntata ai principi di legalità, trasparenza e autonomia, non avrebbe consentit o il perseguimento di interessi estranei alla tutela dei lavoratori. È un quadro che, qualora venisse accertato, rappresenterebbe un gravissimo vulnus alla libertà sindacale e spiegherebbe il prezzo pagato dalla FAST-Confsal Calabria per avere sempre rifiutato qualsiasi logica incompatibile con la legalità”, sottolinea la nota.

La denuncia del peso del malaffare sul territorio

Nel comunicato emerge anche l’amarezza dell’organizzazione per il rischio che anni di attività sindacale possano essere compromessi da un contesto nel quale, secondo la FAST-Confsal Calabria, il malaffare continuerebbe a esercitare una forte influenza sulle dinamiche economiche e sociali. Il sindacato rivendica di avere operato con sacrificio, competenza e spirito di servizio, sostenendo di non aver mai accettato compromessi o condizionamenti contrari all’etica sindacale.

“Rimane una profonda amarezza nel constatare come anni di lavoro svolto con sacrificio, competenza e spirito di servizio a tutela dei lavoratori rischino di essere compromessi da un contesto sociale nel quale il malaffare continua ad esercitare un’influenza devastante sulle dinamiche economiche e sociali del territorio. È ancora più doloroso pensare che chi ha scelto di operare esclusivamente nel rispetto delle regole possa aver subito conseguenze proprio per non avere mai accettato compromessi o condizionamenti incompatibili con l’etica sindacale”, puntualizza la nota.

“Paghiamo il prezzo di aver scelto la legalità”

La Segreteria regionale definisce la legalità come la strada più difficile, ma anche come l’unica compatibile con la propria attività. Nel testo viene ribadito il rifiuto di qualsiasi tentativo di orientare l’azione sindacale verso interessi differenti da quelli dei lavoratori. “Paghiamo il prezzo di aver scelto sempre la strada più difficile: quella della legalità. Una scelta che, probabilmente, in un contesto così complesso ha rappresentato un ostacolo per chi avrebbe voluto piegare l’azione sindacale a interessi diversi da quelli dei lavoratori. Noi non lo abbiamo mai consentito e non lo consentiremo mai. Continueremo a stare dalla stessa parte di sempre: quella dei lavoratori onesti, della legalità e delle istituzioni”, aggiunge la nota.

Collaborazione con le autorità nel settore ferroviario

La FAST-Confsal Calabria dichiara inoltre che continuerà a collaborare con le autorità competenti affinché il mondo del lavoro ferroviario venga liberato da ogni possibile forma di pressione, condizionamento o interesse illecito. La Federazione assicura che non intende arretrare rispetto ai principi posti alla base della propria azione sindacale. “Non arretreremo di un solo passo rispetto ai principi che guidano la nostra Organizzazione e continueremo a collaborare con tutte le Autorità competenti affinché il mondo del lavoro ferroviario sia definitivamente liberato da ogni forma di pressione, condizionamento o interesse illecito“, prosegue la nota.

La difesa della credibilità della FAST-Confsal Calabria

Un ulteriore passaggio del comunicato riguarda la tutela della credibilità costruita dall’organizzazione nel corso degli anni attraverso la presenza nei luoghi di lavoro e le battaglie sindacali condotte a sostegno dei lavoratori. La FAST-Confsal Calabria definisce questa credibilità un patrimonio morale da difendere attraverso ogni strumento previsto dall’ordinamento, compresa la possibile costituzione di parte civile. “La credibilità della FAST-Confsal Calabria è stata costruita in anni di presenza quotidiana nei luoghi di lavoro, attraverso battaglie condotte con serietà, competenza e indipendenza. È un patrimonio morale che difenderemo con ogni mezzo consentito dall’ordinamento, anche attraverso la costituzione di parte civile qualora gli esiti del procedimento dovessero confermare un danno arrecato all’immagine della nostra Organizzazione”, rimarca la nota.

Legalità come valore irrinunciabile

Nella parte conclusiva del documento, il sindacato torna a ribadire che la legalità non rappresenta una scelta legata alla convenienza, ma un principio fondamentale da difendere anche quando comporta conseguenze difficili, come sacrifici, isolamento o perdita di consenso. “La legalità non è una scelta di convenienza, ma un valore irrinunciabile. La FAST-Confsal Calabria continuerà a difenderla senza esitazioni, anche quando ciò comporta sacrifici, isolamento o la perdita di consenso. Perché la dignità di un’organizzazione sindacale si misura dalla sua capacità di non piegarsi mai a interessi diversi da quelli dei lavoratori che rappresenta“, conclude la nota.