Sabato scorso si è spento Nelson Carrilho ad Amsterdam. L’artista esponente dalla diaspora afrocaraibica aveva settantatré anni, gli ultimi dei quali spesi facendo da spola tra i Paesi Bassi e la Calabria. Due le grandi opere bronzee d’arte pubblica che lascia in questa terra, entrambe nel reggino: “L’Arciere” installato a Camini nel 2020 e “L’Altra Faccia”, monumento dedicato a Soumaila Sacko ed eretto a San Ferdinando nel 2022. Quest’ultima è stata la sua ultima grande installazione. Una presenza quella calabrese sulla spinta dello spirito di accoglienza maturato a Riace, il cui eco internazionale ha attirato Carrilho, coadiuvato in loco dall’instancabile pittrice marchigiana Chiara Scolastica Mosciatti, autentica interprete dello spirito dell’artista.
Esperienza travagliata quella di Nelson Carrilho nel reggino, iniziata con la mostra “Diaspore Riunite” a Riace nel 2019
Esperienza travagliata quella di Nelson Carrilho nel reggino, iniziata con la mostra “Diaspore Riunite” a Riace nel 2019, conclusasi anzitempo a causa di un furto, con tre delle quattro opere bronzee lì esposte razziate. L’unica superstite è stata acquistata dall’associazione “Famiglia Ventura” di Reggio Calabria, la quale, colpita dalla sincera solidarietà di Carrilho con la Calabria e l’impegno incrollabile della Mosciatti, compì questo gesto a mo’ di riparazione per l’accaduto. Si tratta di una miniatura del gruppo scultoreo “Dragers van verre” sito al Westpark di Amsterdam.
Nel momento del cordoglio che rilega la Calabria ai Paesi Bassi per la scomparsa dell’artista antillano, il pensiero va alla famiglia di Nelson ed a coloro che hanno avuto la fortuna di apprezzarne l’estro e la vitalità, nonché a Chiara Scolastica Mosciatti, la quale perde un grande amico e maestro. E mentre in Olanda si svolgono le esequie, il sole della nostra estate riscalda i bronzi di Nelson Carrilho, per sempre vivi qui dove le acque dello Ionio e del Tirreno si congiungono. Riposa ora ad imperitura memoria l’Artista, mentre Noi si eredita un pezzo di storia dell’arte. Sappiano i Calabresi custodirla assieme alla memoria del suo Artefice.


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