Le acque dei cinque laghi silani monitorati da Legambiente sono risultate entro i limiti di legge per quanto riguarda le concentrazioni di Escherichia coli, enterococchi intestinali e i parametri chimico-fisici. Il quadro positivo emerso dalle analisi di Goletta dei Laghi 2026 si accompagna, però, a una grave carenza di informazioni ufficiali aggiornate sullo stato di salute dei bacini della Sila e alla necessità di rafforzare la gestione della depurazione, delle reti fognarie e delle attività che esercitano pressioni sugli ecosistemi lacustri.
La tutela dei laghi silani, secondo Legambiente, richiede una visione strategica capace di mettere in relazione la conservazione degli ecosistemi con una gestione sostenibile del territorio e delle sue risorse. L’associazione sollecita un maggiore protagonismo delle istituzioni locali, a cominciare dal Parco nazionale della Sila e dai Comuni rivieraschi, che hanno delegato la gestione della risorsa idrica alle società idroelettriche e alla Regione. Un coinvolgimento più forte delle comunità locali viene ritenuto indispensabile alla luce delle numerose pressioni che insistono sui bacini, dalla qualità della depurazione agli usi idroelettrici e irrigui, fino alle attività produttive e alla fruizione turistica.
Il dossier “Laghi Silani 2026” presentato a Lorica
È questo il messaggio con cui Legambiente ha aperto la dodicesima tappa di Goletta dei Laghi, la campagna nazionale dedicata alla tutela degli ecosistemi lacustri. Questa mattina, al Centro Sportivo Lorica, sul lago Arvo, in provincia di Cosenza, l’associazione ha presentato il dossier “Laghi Silani 2026”, contenente dieci proposte per la salvaguardia dei laghi della Sila. Gli interventi indicati riguardano la qualità delle acque, la tutela della biodiversità, la gestione delle risorse idriche e lo sviluppo di un turismo sostenibile.
Nel corso dell’incontro sono stati illustrati anche i risultati del monitoraggio microbiologico e chimico-fisico effettuato nei laghi Arvo, Cecita, Ampollino, Passante e Ariamacina. Legambiente sottolinea come le analisi di Goletta dei Laghi rappresentino attualmente l’unico monitoraggio sistematico sullo stato di salute dei laghi silani, nonostante questi bacini ricadano nel Parco nazionale della Sila, nella rete Natura 2000 e nell’Area MAB Unesco, oltre a costituire risorse strategiche per l’approvvigionamento idropotabile e per la produzione di energia idroelettrica.
In Calabria i dati ufficiali sono fermi ai monitoraggi del 2005-2007
Nel dossier viene evidenziata la mancanza, in Calabria, di dati aggiornati sulla qualità delle acque superficiali e, in particolare, sui laghi della Sila. Le informazioni ufficiali più recenti risalgono al Piano di tutela delle acque della Regione Calabria, basato sui monitoraggi effettuati nel triennio 2005-2007. Dal 2009 il Piano non è stato più aggiornato e, secondo quanto riportato da Legambiente, la Calabria è oggi l’unica Regione nella quale non risultano disponibili dati recenti né campionamenti sulla qualità delle acque e dei sedimenti effettuati da Arpacal o dalle Aziende sanitarie provinciali.
Le analisi di Goletta dei Laghi hanno fornito comunque buone notizie. I cinque punti monitorati nei laghi Arvo, Cecita, Ampollino, Ariamacina e Passante, uno per ciascun bacino, sono risultati tutti entro i limiti di legge per le concentrazioni di Escherichia coli ed enterococchi intestinali e per i parametri chimico-fisici. Per questi ultimi, tuttavia, l’associazione precisa che i risultati restituiscono un quadro necessariamente parziale, poiché le analisi sono state effettuate in un solo punto per ogni lago. I valori rilevati sono riconducibili alle classi di qualità più elevate, la I e la II, e risultano inferiori ai limiti previsti per gli scarichi nelle acque superficiali, ma saranno necessari ulteriori approfondimenti per accertare l’eventuale presenza di eccessi di macronutrienti.
Nicoletti: “Risultato importante, ma l’attenzione deve restare alta”
Antonio Nicoletti, responsabile nazionale Aree protette di Legambiente, richiama l’attenzione sulle criticità che continuano a interessare i bacini e sulla necessità di interventi strutturali, soprattutto nei comprensori turistici di Lorica e Trepidò e nelle aree vicine al lago Cecita.
“È sicuramente un risultato importante quello che emerge dai monitoraggi 2026 di Goletta dei Laghi sui cinque laghi silani, ma non deve far venir meno l’attenzione sulle pressioni che continuano a interessare gli ecosistemi lacustri – sottolinea Antonio Nicoletti, responsabile nazionale Aree protette Legambiente – La qualità delle acque, infatti, va tutelata nel tempo attraverso una gestione strutturale della depurazione, il completamento e l’efficientamento delle reti fognarie, un monitoraggio costante degli impatti e una progressiva riduzione delle pressioni derivanti dalle attività antropiche, agricole, turistiche e produttive. Le criticità ancora presenti nei sistemi di depurazione, evidenziate nel Dossier presentato oggi, in particolare nei comprensori turistici di Lorica, Trepidò e nelle aree prossime al Lago Cecita, confermano la necessità di completare gli interventi programmati e garantire una gestione efficace e continuativa degli impianti, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza turistica. Mancano dati e la conoscenza della biodiversità lacustre è molto frammentata, ma soprattutto manca il protagonismo del Parco nazionale della Sila che fin qui non è stato capace di svolgere un’azione di indirizzo, sorveglianza e tutela efficace per garantire l’integrità dei luoghi e lo sviluppo sostenibile locale.”
Concessioni idroelettriche e gestione dell’acqua
Dopo il focus sulla qualità delle acque e sulle criticità della depurazione, la direttrice di Legambiente Calabria, Silvia De Santis, è intervenuta sugli altri temi contenuti nel dossier. Al centro dell’analisi figurano le modalità di gestione della risorsa idrica, gli usi idroelettrici dei bacini, le prospettive di sviluppo turistico sostenibile e la necessità di una governance più trasparente e partecipata.
“Il rinnovo delle concessioni idroelettriche dei bacini silani rappresenta un passaggio decisivo per il futuro di questi territori e deve diventare un’occasione per introdurre criteri più stringenti di sostenibilità, trasparenza e partecipazione. La produzione di energia rinnovabile si affianca alla salvaguardia della biodiversità con una gestione maggiormente attenta ed equilibrata della risorsa idrica, un monitoraggio costante degli ecosistemi e indirizzi chiari da parte degli enti preposti alla tutela. È necessario che le comunità locali abbiano un ruolo più centrale nelle decisioni sulla gestione dell’acqua, valorizzando i servizi ecosistemici prodotti dai bacini e garantendo che i benefici derivanti dall’utilizzo di questa risorsa ricadano maggiormente sui territori che la custodiscono. Anche la fruizione turistica dei laghi deve essere regolata attraverso criteri chiari e trasparenti, capaci di coniugare tutela ambientale, sicurezza e valorizzazione sostenibile”.
Le dieci proposte per tutelare i laghi silani
Il dossier individua dieci linee di intervento. La prima proposta consiste nel rafforzare lo studio degli ambienti acquatici silani, monitorando gli effetti delle attività antropiche, agricole, zootecniche e della produzione idroelettrica sulla biodiversità, oltre a migliorare il controllo della qualità delle acque attraverso una strategia condivisa per la gestione delle risorse idriche.
Legambiente chiede inoltre di completare l’adeguamento dei sistemi di depurazione e delle reti fognarie dei centri abitati e dei villaggi turistici, riducendo gli apporti inquinanti provenienti dagli scarichi, dall’agricoltura e dagli allevamenti, con particolare attenzione alle criticità del lago Ampollino. Tra gli obiettivi figurano anche la protezione degli habitat acquatici, il recupero degli ambienti naturali compromessi e la promozione di soluzioni basate sulla natura, capaci di aumentare la resilienza dei laghi di fronte alla crisi climatica.
La quarta proposta riguarda la diffusione di modelli produttivi sostenibili, attraverso l’incentivazione di pratiche agricole e zootecniche biologiche che riducano gli impatti delle attività economiche sugli ecosistemi. Il dossier propone poi di limitare le nuove urbanizzazioni, recuperare le aree degradate, contrastare l’abusivismo edilizio e tutelare il paesaggio dell’altopiano silano, in particolare nelle zone maggiormente compromesse.
Un altro punto riguarda il rafforzamento della vigilanza per contrastare il bracconaggio, la pesca di frodo e le altre attività illegali che danneggiano gli ecosistemi naturali. Legambiente propone anche di avviare un percorso tecnico e amministrativo per rendere i laghi silani balneabili, garantendo monitoraggi costanti delle acque e condizioni adeguate per una fruizione sicura.
Il dossier chiede inoltre regole chiare per le concessioni turistiche, assicurandone la compatibilità con il Parco nazionale della Sila e con la rete Natura 2000, anche attraverso il coinvolgimento dei Comuni del bacino imbrifero montano nella gestione della risorsa idrica e della produzione idroelettrica. Tra le proposte rientra la promozione di Lorica e del lago Arvo come destinazione di turismo lacustre attivo, sostenibile e di qualità, favorendone il riconoscimento nell’ambito delle iniziative di valorizzazione ambientale, come le Vele della Guida Blu di Legambiente e Touring Club Italiano.
L’ultima proposta prevede il coinvolgimento delle comunità locali, delle istituzioni e dei portatori di interesse nella gestione dei bacini, attraverso strumenti partecipativi come i Contratti di Lago. L’obiettivo è migliorare l’informazione pubblica e valorizzare i servizi ecosistemici garantiti dalle risorse idriche.
I risultati nei laghi Arvo, Cecita, Ampollino, Ariamacina e Passante
Nel lago Arvo il campionamento è stato effettuato presso l’accesso principale del lungolago, sul lato nord, in località Lorica, nel territorio comunale di San Giovanni in Fiore, in provincia di Cosenza. Il punto viene monitorato dal 2022, anno in cui era risultato fortemente inquinato. Dal 2023, invece, le analisi hanno sempre evidenziato valori entro i limiti di legge.
Nel lago Cecita il prelievo è stato eseguito nel tratto antistante il Centro Visite Cupone, in località Cupone, nel comune di Spezzano della Sila. Il punto è sottoposto a monitoraggio dal 2022 e ha sempre registrato risultati conformi ai limiti di legge. Per il lago Ampollino, invece, il campionamento è stato effettuato davanti all’ingresso del villaggio, in località Trepidò, nel comune di Cotronei, in provincia di Crotone. Anche questo punto viene monitorato dal 2022 e ha sempre evidenziato valori entro i limiti previsti.
Nel lago Ariamacina il prelievo è stato eseguito sul lato nord, lungo la strada che conduce alla diga, in località Contrada Casolesi, nel comune di Casali del Manco. Il punto è monitorato dal 2023 e da allora è sempre risultato entro i limiti di legge. Nel lago del Passante, infine, il campionamento è stato effettuato sul lato ovest, dietro il villaggio Lagomar, in località Santa Caterina, nel comune di Sorbo San Basile, in provincia di Catanzaro. Anche questo punto, monitorato dal 2023, ha sempre restituito valori conformi alla normativa.
Come sono stati effettuati i campionamenti
I prelievi di Goletta dei Laghi sono stati effettuati il 14 luglio 2026 da tecnici, volontarie e volontari di Legambiente. I campioni destinati alle analisi microbiologiche sono stati raccolti in barattoli sterili e conservati in frigorifero fino al momento dell’esame, avvenuto nello stesso giorno del campionamento o, in ogni caso, entro le 24 ore successive al prelievo.
I parametri microbiologici analizzati sono stati gli enterococchi intestinali e l’Escherichia coli. I campioni vengono classificati come “inquinati” quando superano i limiti di legge e come “fortemente inquinati” quando li superano di oltre il doppio, secondo quanto stabilito dalla normativa nazionale sulle acque di balneazione, contenuta nel decreto legislativo 116 del 2008 e nel decreto attuativo del 30 marzo 2010.
Legambiente precisa che i risultati di Goletta dei Laghi non certificano la balneabilità dei punti di campionamento. Le aree sottoposte a prelievo vengono selezionate in base al potenziale rischio di inquinamento e alle segnalazioni provenienti dai circoli territoriali dell’associazione e dai cittadini attraverso il servizio SOS Goletta. Foci di fiumi e torrenti, scarichi e piccoli canali rappresentano le principali vie di contaminazione batterica nei laghi, spesso a causa di una depurazione insufficiente o della presenza di scarichi abusivi.




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