La Reggina sta gettando le basi – perché ancora siamo solo all’inizio – per costruire una corazzata, in Serie D. C’è euforia, entusiasmo, ed è anche giusto così, dopo questi tre anni. Ma in realtà non sta facendo niente di diverso da ciò che dovrebbe fare sempre, a prescindere, in questa categoria, una società del suo blasone, della sua storia, del suo bacino d’utenza. In sostanza, non è per sminuire l’avvio della gestione Lotito, ma col suo nuovo club sta esattamente operando in modo normale. Con tre anni di ritardo…
Sì, perché la differenza sta tutta lì. Questi primi annunci tra direzione tecnica e calciatori, infatti, non sono nient’altro che una campagna acquisti “in ritardo” di tre anni. Ciò che sta facendo adesso Lotito avrebbe dovuto farlo Ballarino tre anni fa, già tre anni fa, e ancor di più l’anno dopo, visto l’alibi della prima stagione. Perché una piazza come quella amaranto merita un mercato del genere in Serie D. E’ già successo a Palermo, Bari, Catania, tanto per fare qualche esempio. Al primo anno, senza tentennamenti.
Dunque è praticamente un “bentornata Reggina, con tre anni di ritardo”. Tre anni persi, purtroppo, ma ormai non resta che lasciarsi il passato alle spalle. Le ufficialità di questi giorni rappresentano, altresì, l’assoluta normalità. E non solo perché è scontato che la Reggina debba andare sui big della Serie D per stravincere il campionato, ma anche perché i nomi annunciati tra ieri e oggi sono già stati chiusi da un po’, così come DS e allenatore.
Inutile e superflua, nonché lo specchio di una cattiva figura, la preoccupata narrazione di chi – dopo i tre anni di difese a Ballarino, di veline, di censura pilotata, di spericolate arrampicate sugli specchi – ora si trova totalmente spaesato, isolato, perso. Come scriviamo da settimane, questa società annuncia solo a cose fatte. Definite, firmate, serrate. Non ha bisogno di tirare fuori nomi a caso, totalmente falsi, per tenere buona la tifoseria. Bastano semplicemente i fatti, gli annunci. E tra i calciatori sono, al momento, ancora (solo) sei in due giorni, di cui quattro autentici colpacci. In due giorni Lotito ha fatto più di Ballarino in tre anni, e siamo solo all’inizio.
No, non è tifare per l’uno o per l’altro. Sono fatti. Abonckelet, Guida, Alma e Rotulo. Una caterva di campionati di Serie D vinti e, per gli ultimi tre, tanti e tanti gol pur non essendo attaccanti puri. Perché il calcio non è una scienza esatta, ma la Serie D è abbastanza semplice: basta spendere, andare su chi ha vinto la Serie D, e il gioco è fatto. Chiedere a Catania, Trapani, Siracusa e Scafatese, nell’ordine. Non si sbaglia.
L’altro nome forte per l’attacco oltre Patierno
Claudio Lotito è il primo a sapere che non sta facendo niente. E’ il primo a sapere che la Serie D deve essere solo di passaggio. E non a parole. Ed è per questo che siamo solo all’inizio. Ed è per questo che quelli annunciati oggi sono solo i primi colpi. Ne arriveranno altri grossi in difesa, a centrocampo e in attacco, per quanto concerne i centravanti. La nuova proprietà vuole giocarsi la carta vincente sulla punta centrale, una punta centrale che possa essere già pronta per l’anno prossimo, per un campionato da protagonista in Serie C.
Per questo il nome di Cosimo Patierno non è follia, seppur la pista non resti semplice. Ingaggio importante, caterve di presenze e gol nelle big di Serie C e anche in B, tanta esperienza. La Reggina deve battere la concorrenza proprio della Serie C. E se non dovesse chiudere, l’obiettivo è comunque provare a puntare profili di questo tipo. Per questo, secondo quanto verificato da StrettoWeb, la società avrebbe anche provato a sondare il terreno per un altro attaccante “pesante” del girone C di Serie C: Salvatore Caturano. Stiamo parlando di un attaccante totale, il classico centravanti forte fisicamente e che in Serie D non ha mai giocato. Vent’anni di e quasi soltanto Serie C. Una Serie C fatta di gol, gol su gol. Sei volte in doppia cifra, due anni fa ha segnato 18 reti col Potenza. Passato al Catania, big del girone C, non ha inciso a dovere, ma resta un “animale” dell’area di rigore. Ribadiamo, però: in Serie C. E, ribadiamo: la Reggina è in Serie D.
Bentornati sulla terra. Bentornati nella realtà più vicina possibile ad una parvenza di normalità, per una società come la Reggina. E a chi in questi anni si era addormentato, buongiorno…


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