I ritardi sui lavori per il Campo Coni rappresentano una delle tante “medaglie al valore” della vecchia Amministrazione di Reggio Calabria. E, attenzione, si parla di sport. Quello sport che, in riferimento ad altre strutture cittadine, è stato trattato allo stesso modo. Mentre c’è chi si incaponisce sui termini e non sulla sostanza (Carmelo Romeo ha diffuso un video per affermare che sul Granillo non si può parlare di restyling, perché i lavori veri di restyling erano già stati effettuati prima), la realtà vede un Granillo ridotto a un campo di patate e un Sant’Agata messo ancora peggio, per non parlare della mancanza di aria condizionata al PalaCalafiore o ai tornei di ping-pong programmati per le finali promozione.
Cosa c’è di peggio? Il campo Coni. Lavori iniziati e, come al solito, mai finiti. Cantieri aperti e infiniti, rabbia e frustrazione di chi vede(va) in quell’unica struttura il luogo dove poter svolgere allenamenti di atletica. A tal proposito, un cittadino, tecnico e atleta ha scritto una lettera aperta al Sindaco Cannizzaro, una sorta di appello, di urlo disperato, affinché si possa risolvere il problema, iniziando magari prima dalle piste e poi dalle tribune. A causa di questi ritardi, dei 21 atleti che allenava ne sono rimasti soltanto 2, e tra l’altro per allenarsi si sono trasferiti a Messina per un periodo. Ora si allenano in mezzo alla strada, al Parco Lineare Sud. Un disastro.
La lettera aperta
Questa la lettera aperta diffusa dal tecnico:
“Egregio Signor Sindaco, Le scrivo come cittadino, tecnico e atleta che da oltre cinquant’anni vive il mondo dell’atletica leggera a Reggio Calabria. Ho 72 anni e pratico questo sport da quando ne avevo 14. In tutti questi anni ho visto crescere generazioni di ragazzi grazie al Campo Scuola CONI, un impianto che ha rappresentato un punto di riferimento non solo per gli atleti, ma per l’intera città. Non intendo entrare nel merito delle scelte progettuali. Pur avendo espresso, a suo tempo, alcune perplessità sulla decisione di realizzare una pista a otto corsie, una volta approvato il progetto ho ritenuto giusto sostenerne la realizzazione, nell’interesse della collettività.
Oggi, tuttavia, dopo oltre un anno dall’avvio dei lavori, permane una situazione che desta forte preoccupazione. L’impianto è stato demolito, sono in corso i lavori della tribuna, ma la pista di atletica non è ancora stata realizzata. Già in passato avevo proposto di programmare i lavori in modo da dare priorità alla pista, rinviando le altre opere a una fase successiva. Ritengo che questa soluzione sarebbe stata vantaggiosa, anche considerando che la realizzazione della pista è affidata a un’impresa specializzata e può procedere parallelamente ad altri interventi.
Le conseguenze di questo ritardo sono purtroppo sotto gli occhi di tutti. Molti giovani hanno abbandonato l’attività sportiva. Personalmente seguivo un gruppo di 21 atleti; oggi ne sono rimasti soltanto due. Per consentire loro di continuare ad allenarsi siamo stati costretti, per mesi, a raggiungere quotidianamente Messina, affrontando sacrifici economici e organizzativi non indifferenti. Non desidero soffermarmi sul passato, ma guardare avanti. Per questo Le chiedo di valutare la possibilità di dare priorità assoluta al completamento della pista di atletica, consentendo poi la prosecuzione delle altre lavorazioni. Da quanto mi risulta, e in base all’esperienza maturata in tanti anni, una pista può essere completata in tempi relativamente brevi. Gli esempi non mancano: la pista di Messina è stata realizzata in circa un mese, quella di Acireale, anch’essa a otto corsie, in circa un mese e mezzo, mentre quella di Siderno procede con tempi altrettanto contenuti.
Sono convinto che, con un’adeguata organizzazione del cantiere e con la collaborazione delle imprese coinvolte, sia possibile accelerare i lavori e restituire finalmente agli atleti un impianto indispensabile. Oggi siamo costretti ad allenarci su un tratto di circa 100 metri del Parco Lineare, dove non è possibile utilizzare blocchi di partenza, ostacoli e gran parte delle attrezzature necessarie per una preparazione tecnica adeguata. È una soluzione provvisoria che non può sostituire un vero impianto di atletica.
Signor Sindaco, l’atletica leggera è una disciplina che educa al sacrificio, al rispetto delle regole e alla crescita personale. Restituire alla città il Campo Scuola significa offrire ai giovani un luogo di sport, formazione e aggregazione. Lei ama ripetere lo slogan “Adesso Reggio”. Mi permetto, con lo stesso spirito costruttivo, di aggiungere: “Adesso la pista.” Confido nella Sua sensibilità e nel Suo impegno affinché venga individuata una soluzione che consenta di completare quanto prima quest’opera, tanto attesa dalla comunità sportiva reggina. La ringrazio per l’attenzione e Le porgo i miei più cordiali saluti”.
Dott. Angelo Turano, Tecnico e istruttore di atletica leggera


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