“Il caldo estremo sta mettendo in ginocchio il comparto agrumicolo della Calabria, dove i frutti ancora sulle piante risultano gravemente compromessi e le perdite vengono stimate tra il 30 e il 40% rispetto alla produzione dello scorso anno, già caratterizzata da livelli particolarmente scarsi”. È uno dei dati più preoccupanti che emerge dalle nuove segnalazioni raccolte da Legacoop Agroalimentare in un quadro nazionale segnato da eventi meteorologici estremi che si susseguono senza tregua e da una nuova, intensa ondata di calore in arrivo.
Le indicazioni provenienti dai territori aggravano una situazione già complessa. A pochi giorni da una rilevazione che aveva segnalato un andamento dei prezzi fortemente differenziato, con rialzi limitati ad alcuni comparti interessati da carenza di prodotto e ribassi diffusi dovuti all’abbondanza dell’offerta stagionale, gli effetti del clima stanno creando nuove difficoltà per le imprese agricole.
“Quello che si osserva in queste settimane non è più solo un problema di intensità della singola grandinata o della singola ondata di calore. È l’intensità complessiva dei fenomeni che sta mettendo in crisi anche quelle realtà che negli anni hanno investito in difesa attiva”, dichiara Cristian Maretti, presidente di Legacoop Agroalimentare. “Gli impianti che fino a poco tempo fa garantivano una protezione adeguata oggi non reggono più il peso delle grandinate né la forza dei venti generati dai fenomeni di downburst che si verificano sempre più spesso”.
Prezzi agricoli, aumentano le albicocche e calano angurie e meloni
Gli effetti del clima sull’andamento dei prezzi dei prodotti agricoli restano difficili da stimare e mostrano dinamiche molto diverse a seconda delle produzioni. Le albicocche registrano un lieve aumento delle quotazioni, mentre risultano in calo i prezzi delle angurie e dei meloni. Tra gli ortaggi, i fagiolini rappresentano l’unico prodotto in rialzo, al contrario di cavolfiori, pomodori rossi e zucchine, le cui quotazioni risultano in diminuzione.
Le verifiche condotte sul territorio calabrese restituiscono un quadro allarmante per l’intero comparto agrumicolo. Le temperature particolarmente elevate hanno letteralmente compromesso i frutti ancora presenti sulle piante, provocando danni che vengono stimati tra il 30 e il 40% rispetto alla produzione dello scorso anno. Una perdita che si aggiunge a un’annata già difficile e aggrava ulteriormente una situazione strutturale di sofferenza per le imprese del settore.
In Calabria, inoltre, il caldo estremo arriva dopo un inverno eccessivamente piovoso, che aveva già provocato danni all’agricoltura durante le delicate fasi della semina e dei trapianti. Nel giro di appena sei mesi, quindi, le aziende agricole si sono trovate ad affrontare condizioni meteorologiche opposte ma ugualmente dannose per le coltivazioni.
Ferrara, grandine distruttiva e reti di protezione cedute
La situazione è particolarmente critica anche nel Ferrarese, dove una violenta grandinata ha raso al suolo ettari di frutteto. In alcuni areali le coltivazioni di mais, soia, girasole e meloni sono state completamente distrutte. I periti assicurativi sono al lavoro nelle aziende colpite e le operazioni di sopralluogo proseguiranno per tutto il mese di agosto, con l’obiettivo di quantificare l’entità complessiva dei danni.
Particolarmente grave è la situazione della frutta protetta dalle reti antigrandine, strutture che non risultano coperte da assicurazione. Il peso eccezionale del ghiaccio ha in molti casi aperto e fatto cedere le reti, lasciando i frutti esposti alla grandine e provocando ammaccature su buona parte della produzione. Sistemi di difesa considerati fino a poco tempo fa adeguati non sono riusciti a resistere all’intensità dei fenomeni meteorologici.
“Il caso di Ferrara e quello della Calabria, con gli agrumi compromessi dal caldo estremo prima ancora della raccolta, raccontano la stessa storia da due prospettive diverse. Ovvero che i nostri sistemi di prevenzione, per quanto efficaci fino a ieri, sono stati progettati per un clima che non esiste più. In Calabria si assiste addirittura al paradosso che in sei mesi si è passati da un inverno eccessivamente piovoso che aveva già danneggiato l’agricoltura nella fase della semina e dei trapianti, alla situazione di oggi”, prosegue Maretti. “Serve un investimento straordinario e strutturale su nuove tecnologie di difesa attiva, ma serve soprattutto un intervento immediato sul fronte assicurativo, perché troppe imprese si trovano oggi a fronteggiare danni ingenti senza alcuna copertura”.


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