Giallo in Sicilia, mezzo milione di euro gettato da un motoscafo

Il natante, sospettato di essere partito da Malta, si sarebbe fermato per mancanza di carburante davanti alla costa di Santa Croce Camerina. All’arrivo della Guardia costiera alcuni involucri sigillati sono stati lanciati in acqua e successivamente recuperati con l’aiuto dei bagnanti

Un motoscafo in avaria, alcuni occupanti che raggiungono autonomamente la terraferma e una serie di plichi sigillati contenenti quasi mezzo milione di euro gettati in mare all’arrivo della Guardia costiera. Sono gli elementi del giallo avvenuto nelle acque del Ragusano, a poca distanza dalla costa di Casuzze, frazione marinara di Santa Croce Camerina. Il natante si è fermato non lontano dalla riva, probabilmente perché rimasto senza carburante. Nonostante la situazione di difficoltà, nessuno degli occupanti avrebbe chiesto l’intervento dei soccorsi. Un paio di passeggeri sarebbero riusciti a raggiungere la terraferma, mentre un’altra persona sarebbe rimasta a bordo dell’imbarcazione. La presenza del motoscafo fermo davanti alla costa non è però passata inosservata e alcuni passanti hanno deciso di segnalare l’accaduto.

Nessuna richiesta di soccorso dagli occupanti

Uno degli aspetti che rendono la vicenda particolarmente insolita è proprio l’assenza di una richiesta di aiuto da parte delle persone presenti sul motoscafo. Il natante era in avaria e si trovava vicino alla costa, ma gli occupanti non avrebbero contattato direttamente le autorità. Due di loro avrebbero lasciato l’imbarcazione e raggiunto la riva con i propri mezzi, mentre un altro sarebbe rimasto sul motoscafo. Non sono stati forniti ulteriori particolari sulle modalità con cui i passeggeri hanno raggiunto la terraferma né sulle ragioni per cui non sia stato richiesto il soccorso della Guardia costiera. Proprio questa condotta, insieme a quanto sarebbe accaduto pochi minuti dopo, ha contribuito ad alimentare gli interrogativi sulla presenza dell’imbarcazione nelle acque del Ragusano e sulla natura del viaggio.

La segnalazione dei passanti e l’arrivo della Guardia costiera

A far scattare l’intervento sono stati alcuni passanti, che hanno notato la situazione e hanno allertato le autorità. Nelle acque davanti a Casuzze è quindi arrivata una motovedetta della Guardia costiera, incaricata di raggiungere il motoscafo e verificare le condizioni del natante e delle persone a bordo. È proprio durante l’avvicinamento dei militari che la vicenda ha assunto contorni ancora più misteriosi. Alla vista della motovedetta, dal motoscafo sarebbero stati lanciati in mare alcuni plichi sigillati. Un gesto che ha immediatamente attirato l’attenzione degli uomini della Guardia costiera e trasformato quello che inizialmente poteva apparire come un semplice intervento per un’avaria in un caso sul quale sarà necessario fare piena luce.

Plichi sigillati lanciati in mare dal motoscafo

Gli involucri gettati in acqua contenevano una somma complessiva vicina al mezzo milione di euro. Il denaro, suddiviso in più plichi sigillati, è stato recuperato dalla Guardia costiera. Alle operazioni hanno collaborato anche alcuni bagnanti presenti nella zona, che hanno aiutato i militari a recuperare gli involucri finiti in mare. La circostanza che il denaro fosse contenuto in pacchi chiusi e che questi siano stati gettati fuori bordo proprio durante l’arrivo della motovedetta costituisce uno degli elementi centrali dell’inchiesta. Resta da chiarire la provenienza della somma, a chi fosse destinata e perché si trovasse a bordo del motoscafo. Dovrà inoltre essere accertato chi abbia materialmente gettato i plichi in acqua e quale fosse il ruolo delle persone presenti sul natante o arrivate sulla costa.

Quasi mezzo milione di euro recuperato con l’aiuto dei bagnanti

Il recupero dei plichi con il denaro è avvenuto nelle acque vicine alla costa. L’intervento tempestivo ha consentito di recuperare gli involucri prima che potessero essere dispersi o trascinati al largo. La somma rinvenuta ammonterebbe complessivamente a quasi mezzo milione di euro. Il dato conferisce alla vicenda un rilievo che va ben oltre l’avaria dell’imbarcazione. La collaborazione dei bagnanti si è rivelata utile per riportare a riva i pacchi lanciati dal natante. Una volta recuperato, il denaro è entrato a far parte degli elementi sui quali si concentreranno gli accertamenti. Non sono disponibili, al momento, ulteriori informazioni sulla composizione della somma, sul numero esatto dei plichi o sulle modalità con cui il contante fosse stato confezionato.

La Procura di Ragusa apre un’inchiesta

Sulla vicenda la Procura di Ragusa ha aperto un’inchiesta. L’obiettivo è ricostruire l’intera dinamica e chiarire la provenienza del denaro recuperato in mare. Gli accertamenti dovranno concentrarsi sull’identificazione di tutte le persone presenti a bordo, sui loro movimenti prima e dopo l’avaria e sull’eventuale collegamento con la somma rinvenuta. Dovrà essere verificata anche la proprietà dell’imbarcazione e ricostruito il viaggio compiuto prima dell’arrivo nelle acque davanti a Casuzze. Il comportamento degli occupanti rappresenta uno degli aspetti da approfondire. Nonostante l’avaria, nessuno avrebbe chiesto soccorso; due passeggeri avrebbero raggiunto la riva, mentre un altro sarebbe rimasto sul natante. Poco dopo, all’arrivo della Guardia costiera, alcuni pacchi contenenti denaro sarebbero stati gettati in acqua.