Si è chiusa nel segno della musica e della memoria la quarta edizione de “L’Arte della Pesca“, la manifestazione promossa dal Comune di Fuscaldo – attraverso l’Assessorato alla Pesca e al Borgo Marinaro guidato da Marianna Piemontese – per celebrare il legame secolare tra la comunità e il mare. Due le serate che hanno animato il Borgo Marinaro di Fuscaldo Marina: venerdì 18 luglio, dedicata al racconto della marineria locale attraverso immagini, testimonianze e degustazioni a base di pesce, con l’accompagnamento musicale del gruppo I Cinghios; e sabato 19 luglio, il momento clou, con la suggestiva rievocazione dell’arrivo dei pescatori a bordo della tradizionale lampara.
Proprio la serata di sabato ha regalato il momento più significativo
dell’intera manifestazione: il conferimento della cittadinanza onoraria della Città di Fuscaldo a Mimmo Cavallaro, tra le voci più autentiche e rappresentative della musica popolare calabrese, ospite d’eccezione dell’evento con il suo concerto.
La motivazione dell’onorificenza, letta durante la cerimonia, riconosce all’artista il merito di “aver dato voce alle radici della nostra terra,
custodendo e diffondendo con la sua musica l’identità, la cultura e i valori delle nostre comunità“. Un riconoscimento che va oltre il valore
artistico del cantautore, e che l’amministrazione comunale ha voluto legare esplicitamente allo spirito stesso de “L’Arte della Pesca“: la difesa di un patrimonio immateriale fatto di saperi, tecniche, canti e tradizioni che rischiano altrimenti di disperdersi.
La targa, consegnata nella cornice del Borgo Marinaro il 19 luglio 2026, porta le firme dell’Assessore alla Pesca Marianna Piemontese e del Sindaco, avv. Giacomo Middea.
Un gesto simbolico che chiude idealmente il cerchio della manifestazione: se la lampara dei pescatori racconta la fatica e l’orgoglio di un mestiere antico, la musica di Cavallaro ne diventa la voce contemporanea, capace di trasformare quella memoria in un racconto collettivo che parla ancora alle nuove generazioni.
Un’edizione, quella 2026, che conferma “L’Arte della Pesca” non come semplice evento estivo, ma come progetto culturale a tutti gli effetti: promozione turistica, valorizzazione dell’identità marinara e, quest’anno più che mai, un ponte tra la tradizione popolare calabrese e chi, come Cavallaro, ne è oggi tra i più autorevoli interpreti.


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