“Un gravissimo furto è stato commesso questa mattina ai danni di una delle imprese incaricate dal Consorzio Ecolandia e impegnate nella realizzazione della Comunità Energetica Rinnovabile FATA Arghillà, nata grazie al Progetto F.A.T.A. Fuoco, Acqua, Terra, Aria… Comunità, con il sostegno dei fondi Otto per mille della Chiesa Valdese. Proprio nella giornata di oggi, l’impresa aveva completato i lavori relativi all’ultima sezione dell’impianto fotovoltaico. Approfittando di pochi attimi di distrazione degli operai, ignoti hanno aperto il furgone utilizzato dalla squadra di lavoro, sottraendo tutti gli attrezzi necessari all’installazione degli impianti, per un valore secondo le prime stime di circa 6.000 euro“. È quanto dichiarato in una nota stampa da CER Fata Arghillà ed Ecolandia.
“L’impresa coinvolta ha prontamente sporto denuncia alle autorità competenti, fornendo tutti gli elementi utili alla ricostruzione dell’accaduto. Anche il Consorzio Ecolandia si prepara a presentare formale denuncia, ritenendosi direttamente parte lesa: il furto, infatti, non danneggia soltanto l’impresa incaricata dei lavori, ma colpisce un progetto promosso e realizzato nell’interesse dell’intera comunità di Arghillà.
Non si tratta, dunque, soltanto di un danno economico arrecato a un’impresa. Chi ha compiuto questo gesto ha colpito un intervento finalizzato a produrre energia pulita, contrastare la povertà energetica e migliorare concretamente la qualità della vita nel quartiere.
È la prima volta, dall’avvio delle attività del progetto F.A.T.A. Comunità, che subiamo un episodio di tale gravità e riteniamo che su quanto accaduto non sia possibile tacere.
In questi anni il Consorzio Ecolandia e le organizzazioni della rete hanno sempre lavorato insieme alla comunità, incontrando la partecipazione, il coinvolgimento e il sostegno di tantissimi abitanti di Arghillà: cittadini onesti, famiglie, giovani e realtà sociali che quotidianamente provano a costruire condizioni di vita migliori. Sono proprio questi cittadini a vivere sotto scacco, evidentemente, di gruppi criminali che reiterano comportamenti illegali e compromettono ogni tentativo di riscatto e rigenerazione del territorio.
Allo stesso tempo, registriamo una perdurante e non più tollerabile carenza di controllo, presidio e intervento da parte delle istituzioni competenti, ai diversi livelli.
La situazione relativa all’abbandono illecito dei rifiuti è ormai fuori controllo. Le strade di Arghillà sono letteralmente sommerse da rifiuti, in particolare ingombranti, che per quantità e tipologia risultano chiaramente provenire anche da altre zone della città e del territorio.
La particella 1392, concessa in comodato d’uso gratuito al Consorzio Ecolandia per la realizzazione di una delle sezioni della CER FATA Arghillà, è costantemente invasa e circondata da pneumatici, materassi, elettrodomestici e altri rifiuti ingombranti, frutto di continui abbandoni abusivi.
Su quella particella sorge un impianto che consentirà, tra le altre cose, di alimentare oltre 90 pali dell’illuminazione pubblica collocati nei comparti ATERP. Un intervento che rappresenta un presidio di sicurezza, sostenibilità e dignità urbana e che non può essere lasciato esposto all’incuria, agli abbandoni e agli atti criminali.
Chiediamo ancora una volta, con forza, una maggiore presenza dello Stato, delle istituzioni, delle forze dell’ordine e di tutti gli organismi preposti al controllo e alla sicurezza del territorio.
Chiediamo l’installazione urgente di un sistema di videosorveglianza capace di monitorare costantemente le aree maggiormente esposte, insieme a un’azione continuativa di prevenzione, controllo e severa repressione dei comportamenti illegali, a partire dallo sversamento abusivo dei rifiuti e dai reati contro il patrimonio.
Il Consorzio Ecolandia continuerà a portare avanti il progetto F.A.T.A. Comunità e la Comunità Energetica Rinnovabile di Arghillà, al fianco degli abitanti onesti del quartiere.
Ma è necessario essere chiari: senza un’assunzione concreta di responsabilità da parte delle istituzioni, senza sicurezza, controllo e legalità, ogni sforzo compiuto dalle organizzazioni sociali rischia di restare una goccia nel deserto.
Arghillà non può essere abbandonata. La comunità non può essere lasciata sola“, si legge in conclusione nella nota.


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