“Fil Rouge”: il teatro oltre le sbarre approda al Tindari Festival con “Le Supplici”

Sotto la regia di Moni Ovadia e Mario Incudine, i detenuti attori della Libera Compagnia del Teatro per Sognare debuttano il 24 luglio al Teatro Greco di Tindari

  • D'aRteventi Selezione
    Foto di Pier Paolo Papalia / StrettoWeb
  • D'aRteventi Selezione
    Foto di Pier Paolo Papalia / StrettoWeb
  • D'aRteventi Selezione
    Foto di Pier Paolo Papalia / StrettoWeb
  • D'aRteventi Selezione
    Foto di Pier Paolo Papalia / StrettoWeb
  • D'aRteventi Selezione
    Foto di Pier Paolo Papalia / StrettoWeb
  • D'aRteventi Selezione
    Foto di Pier Paolo Papalia / StrettoWeb
  • D'aRteventi Selezione
    Foto di Pier Paolo Papalia / StrettoWeb
  • D'aRteventi Selezione
    Foto di Pier Paolo Papalia / StrettoWeb
  • D'aRteventi Selezione
    Foto di Pier Paolo Papalia / StrettoWeb
  • D'aRteventi Selezione
    Foto di Pier Paolo Papalia / StrettoWeb
/

Un percorso costruito giorno dopo giorno attraverso laboratori, prove, spettacoli e relazioni. Un progetto che ha fatto del teatro uno strumento di crescita personale, di dialogo con la società e di concreta attuazione della funzione rieducativa della pena. È questo il significato di “Fil Rouge”, quel filo rosso che mette in connessione istituti penitenziari e mondo esterno. Ideato e promosso da Daniela Ursino, presidente dell’associazione D’aRteventi, con il sostegno di Enel Cuore l’Ente Filantropico del Gruppo Enel, “Fil Rouge” coinvolge la Casa Circondariale di Messina e la Casa Circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto, inserendosi nel più ampio progetto ” Il Teatro per Sognare”, che da nove anni utilizza il linguaggio teatrale come strumento di inclusione sociale e di reinserimento. Una realtà che, dopo un intenso anno di attività, raggiungerà uno dei suoi momenti più significativi con la partecipazione della Libera Compagnia del Teatro per Sognare al Tindari Festival, dove i detenuti attori debutteranno in prima nazionale il 24  luglio alle 20,30 con “Le Supplici” di Eschilo, nell’adattamento e con la regia di Moni Ovadia e Mario Incudine, sul prestigioso palcoscenico del Teatro Greco di Tindari.

Il debutto rappresenta l’approdo naturale di un percorso che ha saputo trasformare il teatro in un luogo di responsabilità

Il debutto rappresenta l’approdo naturale di un percorso che ha saputo trasformare il teatro in un luogo di responsabilità, ascolto e partecipazione, offrendo ai detenuti un’opportunità concreta di crescita artistica, umana e professionale. Il laboratorio teatrale diventa così uno spazio permanente di formazione, nel quale ciascuno è chiamato a mettersi in gioco, ad assumersi responsabilità, a lavorare in gruppo e a sperimentare il valore della disciplina e della fiducia reciproca. Per tutto l’inverno e la primavera la Libera Compagnia del Teatro per Sognare ha lavorato con continuità all’interno degli istituti penitenziari. I laboratori sono stati condotti da Gabriella Cacia nella Casa Circondariale di Messina e da Viviana Isgrò nella Casa Circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto, accompagnando i detenuti in un percorso che non si limita alla recitazione, ma coinvolge tutti gli aspetti della produzione teatrale: dalla scrittura alla preparazione scenica, dalla tecnica all’organizzazione dello spettacolo. Il cammino artistico è stato scandito da numerosi appuntamenti che hanno progressivamente aperto il carcere al territorio, creando occasioni di incontro tra la comunità penitenziaria e quella esterna.

Uno dei momenti significativi nel foyer del Teatro Mandanici di Barcellona Pozzo di Gotto, dove la Compagnia ha presentato il reading “Ora dimmi di te – Lettera a Matilda”, tratto dal testo di Andrea Camilleri. Lo spettacolo è nato dalla collaborazione tra D’aRteventi, il Fondo Andrea Camilleri e Alessandra Mortelliti, offrendo ai detenuti l’opportunità di confrontarsi con una scrittura intima e universale, capace di trasformare il racconto autobiografico dello scrittore in una riflessione condivisa sulla memoria, sugli affetti e sul dialogo tra generazioni.

Da ricordare anche anche “Da Canzonissima a Sanremo – Grandi successi per grandi artisti che hanno fatto la storia della canzone italiana”

Da ricordare anche anche “Da Canzonissima a Sanremo – Grandi successi per grandi artisti che hanno fatto la storia della canzone italiana”, ideato da Daniela Ursino, che ne firma testi, scene e costumi. Lo spettacolo ha portato sul palco del Piccolo Shakespeare della Casa Circondariale di Messina un viaggio attraverso la storia della musica italiana, interpretata dai detenuti attori non come semplice imitazione, ma come ricerca espressiva e interpretativa.

La rappresentazione del 27 marzo, in occasione della Giornata Mondiale del Teatro e della Giornata Nazionale del Teatro e della Danza in Carcere ha visto la partecipazione dei familiari dei detenuti. La replica del 22 maggio ha invece accolto gli studenti e i docenti dell’Istituto “G. Minutoli” di Messina, impegnato da anni in attività didattiche all’interno della Casa Circondariale e in percorsi educativi dedicati alla legalità.

L’incontro tra il mondo della scuola e quello del carcere rappresenta uno degli aspetti più qualificanti di “Fil Rouge”: un’occasione per far conoscere ai giovani il valore rieducativo della pena e il ruolo che la cultura e il teatro possono svolgere nei processi di reinserimento sociale.

Anche la Casa Circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto ha proseguito il proprio percorso artistico con “Quasimodale”

Anche la Casa Circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto ha proseguito il proprio percorso artistico con “Quasimodale”, performance realizzata il 23 giugno in occasione della Festa Europea della Musica, in collaborazione con la Filarmonica Laudamo diretta da Antonino Cicero e con la Banda Meccanizzata della Brigata «Aosta». A chiudere la manifestazione un toccante brano rap scritto da uno dei detenuti attori, Domenico D’E., dimostrando come il laboratorio teatrale possa diventare anche luogo di scrittura, creatività ed elaborazione personale.

Sempre a Barcellona Pozzo di Gotto la Compagnia è attualmente impegnata nella realizzazione di un nuovo spettacolo, “Non è tutto oro quello che luccica”, testo interamente scritto dai detenuti, ulteriore testimonianza della maturazione artistica e umana raggiunta nel corso del progetto.

Il lavoro di “Fil Rouge” prosegue anche all’esterno degli istituti penitenziari, coinvolgendo detenuti in regime di semilibertà e persone affidate ai servizi sociali nei laboratori del Teatro di Camaro San Paolo a Messina e dell’Associazione Le Lucertole di Barcellona Pozzo di Gotto. Da questa esperienza è nata anche la partecipazione alla rassegna “Il Teatro all’Orto”, organizzata dall’Orto Botanico di Messina, dove il 12 giugno è stata presentata una nuova replica di “Ora dimmi di te – Lettera a Matilda”, confermando il dialogo continuo tra il carcere e la società civile.

Uno degli elementi distintivi del progetto è la costruzione di una rete stabile di collaborazioni. Partecipano infatti al percorso le studentesse dell’Università degli Studi di Messina della Compagnia Liberi di Essere Liberi, insieme a numerosi professionisti che mettono le proprie competenze al servizio del progetto: la pianista e compositrice jazz Erika La Fauci, autrice di molte delle musiche originali; la scuola di danza di Mariangela Bonanno, con il coreografo Berta e la coreografa Giò Prizzi; la truccatrice Giovanna Gaudenti; i light designer Valerio Vella e Mirko Oteri; il fotografo Pier Paolo Papalia, oltre ai tecnici e agli operatori che accompagnano quotidianamente il percorso della Compagnia.

Accanto all’attività artistica, il progetto promuove una formazione completa di arti e mestieri coinvolgendo i detenuti anche nelle attività tecniche e organizzative del teatro: dalla gestione del palcoscenico ai camerini, dalla scenotecnica alla logistica. Un’esperienza che permette di acquisire competenze professionali, rafforzare il senso di responsabilità e sperimentare concretamente il valore del lavoro di squadra.

Il progetto “Fil Rouge” si realizza grazie alla collaborazione dell’Amministrazione Penitenziaria

Il progetto “Fil Rouge” si realizza grazie alla collaborazione dell’Amministrazione Penitenziaria, della Polizia Penitenziaria, delle Aree Trattamentali, del Tribunale di Sorveglianza, Dell’UEPE e del mondo della scuola, dell’Università e di numerose realtà culturali del territorio. Una rete che rende il teatro un autentico strumento di inclusione sociale, capace di creare relazioni, abbattere pregiudizi e costruire occasioni di dialogo tra il dentro e il fuori del carcere.

Il debutto della Libera Compagnia del Teatro per Sognare al Teatro Greco di Tindari con “Le Supplici” rappresenta il naturale approdo di questo percorso: non soltanto un importante riconoscimento artistico, ma il simbolo di un progetto culturale che negli anni ha dimostrato come il teatro possa diventare un presidio permanente di educazione, cittadinanza e rinascita, restituendo dignità alla persona e rafforzando il legame tra istituzioni, cultura e comunità. Per info biglietti: tickettando.it.