A 24 ore dalla rivolta dei detenuti che ha semi distrutto la casa circondariale di Enna, il carcere resta in una situazione di forte tensione. I danni ammonterebbero a centinaia di migliaia di euro e, ad eccezione degli 8 arrestati trasferiti nella notte in altri istituti, nessun altro detenuto ha lasciato o lascerà la struttura ennese. I reclusi sono stati concentrati nelle celle rimaste utilizzabili, anche 8 o 10 per cella, mentre gli agenti denunciano turni estenuanti e continue emergenze.
Clima teso all’interno della casa circondariale
Il clima dentro il carcere ennese resta teso. All’indomani della rivolta, si continua a fare la conta dei danni e a valutare le condizioni effettive della struttura, che ha subito conseguenze pesanti sul piano materiale e operativo. Tra le criticità più rilevanti viene segnalata anche una parte dell’impianto elettrico inutilizzabile. Questo elemento aggrava ulteriormente la situazione, perché incide sul funzionamento della struttura e sulla capacità di garantire condizioni ordinarie di gestione e controllo.
Danni per centinaia di migliaia di euro
La rivolta dei detenuti a Enna ha lasciato dietro di sé un bilancio economico pesante. I danni vengono quantificati in centinaia di migliaia di euro, anche se la stima definitiva richiederà ulteriori verifiche. La semi distruzione di parte della casa circondariale ha prodotto conseguenze immediate non solo sul piano strutturale, ma anche su quello organizzativo. Le celle rimaste utilizzabili sono state riempite con i detenuti che non sono stati trasferiti, mentre il personale penitenziario continua a operare in condizioni di emergenza.
Solidarietà dopo la rivolta nel carcere di Enna
Intanto si moltiplicano le attestazioni di solidarietà nei confronti del personale impegnato nella gestione dell’emergenza. L’ultima è quella del presidente provinciale di Fratelli d’Italia, Nino Cammarata, sindaco di Piazza Armerina. Cammarata ha collegato quanto accaduto alla necessità di continuare a investire nel comparto sicurezza e di sostenere concretamente la polizia penitenziaria. Il suo intervento arriva mentre il carcere di Enna è ancora alle prese con le conseguenze della rivolta.
Le parole di Nino Cammarata
Il presidente provinciale di Fratelli d’Italia, Nino Cammarata, sindaco di Piazza Armerina, è intervenuto sulla vicenda esprimendo solidarietà e richiamando l’importanza del sostegno alla sicurezza e alla polizia penitenziaria. “L’episodio dimostra quanto sia fondamentale continuare ad investire nel comparto della sicurezza e sostenere concretamente la polizia penitenziaria. Garantire sicurezza a chi serve lo stato significa garantire sicurezza a tutti i cittadini“, scrive Cammarata. La dichiarazione pone l’accento sul ruolo degli agenti e sulla necessità di assicurare condizioni adeguate a chi opera all’interno degli istituti penitenziari.


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