Disabilità in Calabria, Straface: “i Progetti di Vita sono già operativi in tutte le province”

L’assessore regionale al Welfare risponde alla consigliera Filomena Greco e illustra risorse, procedure e tempi della riforma: avvio delle pratiche entro 15 giorni e conclusione entro 90, salvo i casi più complessi

La sperimentazione dei Progetti di Vita per le persone con disabilità è attiva in tutte le province calabresi dal primo marzo 2026 ed è sostenuta da risorse, linee guida e atti amministrativi vincolanti. Lo afferma l’assessore regionale al Welfare Pasqualina Straface, intervenendo sull’attuazione in Calabria del Decreto legislativo 62 del 2024 e rispondendo ai dubbi sollevati dalla consigliera regionale Filomena Greco. “La Riforma dei Progetti di Vita in Calabria non è un’ipotesi del futuro né un annuncio di giunta: è un processo complesso già avviato, pienamente operativo nei fatti e supportato da atti amministrativi vincolanti per tutto il territorio regionale”. Secondo l’assessore, il lavoro portato avanti dalla Giunta regionale è già tradotto in azioni concrete e in una struttura finanziaria e organizzativa definita, a partire dalla copertura economica necessaria a sostenere i percorsi individualizzati.

L’assenza di un fondo regionale unico e autonomo, chiarisce la Regione, non corrisponde a una mancanza di risorse. In base alla normativa statale, la sostenibilità del “budget di progetto” viene garantita attraverso l’integrazione di diverse fonti di finanziamento già operative. Tra queste rientrano i fondi pubblici ordinari, il Fondo statale previsto dall’articolo 31 del Decreto legislativo 62 del 2024, le cui risorse sono già state assegnate e in parte erogate agli Ambiti Territoriali Sociali, i capitoli destinati al “Dopo di Noi” e alla “Vita Indipendente”, oltre al contributo del Terzo Settore. Le risorse necessarie a sostenere i percorsi individualizzati vengono pertanto definite dall’assessorato come concrete, certe e disponibili.

Linee guida uniformi per tutte le province

Sul piano procedurale, la fase di definizione degli strumenti viene considerata conclusa. La Regione ha infatti adottato le nuove Linee Guida per i Punti Unici di Accesso, le Unità di Valutazione Multidimensionale e i Progetti di Vita, già entrate in vigore e vincolanti in tutte le province calabresi. L’obiettivo è assicurare regole uniformi ed evitare differenze nell’applicazione della riforma tra i diversi territori regionali. Per garantire l’integrazione tra il sistema sociale e quello sanitario sono inoltre già operativi l’Accordo interistituzionale tra Ambiti Territoriali Sociali e Aziende Sanitarie Provinciali, approvato con decreto dirigenziale, e la Cabina di Regia regionale permanente, incaricata di svolgere un monitoraggio continuo.

Il procedimento amministrativo prevede tempi definiti anche per le risposte alle persone con disabilità e alle loro famiglie. L’iter deve essere avviato entro 15 giorni dalla presentazione della richiesta e concluso entro 90 giorni. Il termine può essere esteso, con adeguata motivazione, fino a un massimo di 180 giorni esclusivamente nei casi caratterizzati da una maggiore complessità.

Rispetto al possibile contenzioso, la Giunta regionale considera l’eventualità di ricorsi una dinamica fisiologica e ordinaria di ogni fase sperimentale avviata su scala nazionale. Un rischio che, secondo l’assessorato, sarebbe comunque limitato dal rigore degli atti già adottati. Per quanto riguarda invece la dotazione organica degli Ambiti Territoriali Sociali, la Regione sottolinea che si tratta di una criticità strutturale e storica degli enti locali, non riconducibile alla riforma né all’azione dell’attuale governo regionale. Per rafforzare la capacità amministrativa dei territori, la Regione ha comunque avviato un piano di selezione di esperti destinati a supportare gli Ambiti Territoriali Sociali.

Straface: “confronto aperto con il Consiglio regionale”

“Dal primo marzo 2026 la sperimentazione è attiva in tutte le province della Calabria – conclude l’assessore Straface –. Comprendiamo la delicatezza di un tema che tocca da vicino la vita delle persone fragili e delle loro famiglie, ed è proprio per questo che il dibattito deve basarsi sull’oggettività dei fatti. Il sistema non è un modello teorico, ma un percorso amministrativo concreto e in costante evoluzione. Per questo motivo le porte dell’Assessorato e del Dipartimento restano sempre aperte: la consigliera Greco, così come tutti i componenti del Consiglio regionale, troverà sempre la massima disponibilità al confronto e all’ascolto diretto, senza bisogno di rincorrersi sulla stampa quando l’unico obiettivo comune deve essere quello di garantire pari diritti e la stessa qualità dei servizi in ogni angolo della nostra regione”.