Democrazia Sovrana e Popolare, Rizzo su Toscano: “ha decretato la fine di DSP”

Rizzo: "le iniziative inutilmente divisive del signor Toscano hanno di fatto decretato la fine di DSP, con il voto di un inutile ordine del giorno sulle alleanze politiche da parte di 282 persone, divenute 493 con improbabili deleghe, rispetto a circa 3.000 iscritti"

“Le iniziative inutilmente divisive del signor Toscano hanno di fatto decretato la fine di DSP, con il voto di un inutile ordine del giorno sulle alleanze politiche da parte di 282 persone (divenute 493 con improbabili deleghe, rispetto a circa 3.000 iscritti) ed in assenza praticamente completa del consiglio direttivo e dell’ufficio politico.  Il sottoscritto avrebbe potuto partecipare e smontare le argomentazioni all’ordine del giorno, ma ha preferito evitare una dura contrapposizione che avrebbe non solo minato il progetto originario, ma anche lacerato la nostra comunità politica col rischio di degenerazioni ed incidenti, dando ai mass media argomentazioni sulla conclamata divisione del Partito A questo punto – tuttavia – DSP cessa di essere un riferimento della mia politica.  Toscano, e chi con lui, non avranno più la titolarità per rappresentarla nel progetto originario”. Lo afferma in una nota Marco Rizzo. 

“Non posso confondermi con chi predica politiche integrative rispetto ai processi migratori e finge di non vedere quali siano gli effetti in termini di sicurezza, povertà, e annichilimento dell’identità nazionale, col rischio di essere associato alla peggiore sinistra fucsia che è corresponsabile della crisi che viviamo.  Correttezza vorrebbe che entrambi gli schieramenti interni al partito rinunciassero a simbolo e nome, che appartiene ad entrambi e che non sarebbe legale né equo venisse usurpato da una sola delle parti. Circostanza che ovviamente determinerebbe scontate azioni legali. Se non constaterò un comportamento corretto da parte del Sig. Toscano in merito, non farò altro che adottare la categoria del disprezzo politico, dinanzi ad un uso così spregiudicato delle relazioni e dei contrassegni distintivi”, rimarca Rizzo.

“Il signor Toscano, e quello che lo circonda, non esiste più politicamente per me”

“Il signor Toscano, e quello che lo circonda, non esiste più politicamente per me. E mai più sarà citato, tanto più a fronte dell’uso provocatorio ed in conflitto d’interesse del suo baracchino mediatico: lui parla e straparla di me, io non di lui.  Sono un militante politico libero da ogni vincolo e condizionamento, pronto a rimboccarmi le maniche per ricostruire ciò che è stato volgarmente e inutilmente distrutto per pura mania di grandezza ed anche presunzione ed arroganza. Nessuno mi associ più quindi a questa esperienza da ora in poi, e mai nessuno ne utilizzi simbolo e denominazione, che resta parte della mia storia.  Sono in procinto di iniziare un coerente percorso politico per l’Italia del Domani, con grande speranza,  libero da pesi e zavorre, e pronto a lavorare con chi vuole impedire davvero il declino del nostro Paese, che deve tornare ad esser sovrano in casa propria”, conclude Rizzo.