Dalla “condanna al comunismo” al “successo in Iran”: i temi del discorso di Trump per il 4 luglio

Save America Act, guerra all’Iran e posti di lavoro: il “sogno americano” di Donald Trump espresso nel discorso al National Mall per i 250 anni dell’indipendenza americana, durante il quale il presidente degli Stati Uniti ha snocciolato tutti i suoi temi classici: dalla celebrazione dell’imprenditorialità americana, alla condanna dei comunisti, all’esaltazione dei suoi successi durante il mandato. “Il sogno americano è tornato“, dice alla folla esultante, sostenendo che le forze armate e di polizia siano inondate di nuove reclute, il che significa che ora è “difficile” trovare lavoro in questo settore. Il presidente USA ha toccato anche i punti principali del suo programma legislativo: le riforme elettorali del Save America Act e l’ordine esecutivo che tenta di abolire la cittadinanza per diritto di nascita, nonché gli sforzi per proteggere il Secondo Emendamento, ovvero il diritto di portare armi.

Trump ha dichiarato che l’approvazione di una legge, il cosiddetto Save the America Act, che imponga l’obbligo di documento d’identità per votare è necessaria per mantenere grande l’America. “Tutti gli elettori dovranno fornire un piccolo documento chiamato prova di cittadinanza, e non ci saranno più schede elettorali per corrispondenza, tranne che per malattia, disabilità, dispiegamento militare o viaggi, e non ci saranno più brogli elettorali“, ha detto tra gli applausi della folla. “È molto semplice“.

Il comunismo è un sistema perdente, e lo sarà sempre – ha detto ancora Trump – Il sistema comunista è l’opposto del sistema americano, e non ha mai funzionato. Ci piace fermare una minaccia del genere immediatamente, prima ancora che inizi, è come un cancro, bisogna estirparla, bisogna estirparla in fretta“. Il tycoon ha inoltre fatto riferimento ai suoi interventi all’estero: il Venezuela – con il sequestro dell’ex presidente Nicolás Maduro da parte delle forze statunitensi – e gli attacchi alla marina iraniana.