Dall’1,94% a Presidente del Consiglio, Facci: “chi nel 2013 schifava Meloni oggi è suo leccac***”

La riflessione del giornalista Filippo Facci sulla parabola politica di Giorgia Meloni e su chi ha 'cambiato idea' sul conto del leader di FdI

Dall’1,94%, la percentuale presa nel 2013 al Senato da FdI fresco di fondazione, all’elezione plebiscitaria come Presidente del Consiglio alla guida di un dei governi più solidi e longevi della Repubblica Italiana. La parabola politica di Giorgia Meloni è abbastanza netta, se ne sono accorti tutti, anche chi 13 anni fa la snobbava e ora fa a gara per starle dietro. Questo il pensiero di Filippo Facci, giornalista e scrittore, che abbiamo un po’ edulcorato. Facci, infatti, parla direttamente di “leccac***“.

In un post social, Facci ha ricordato: “Atreju 2013. La Meloni aveva lascito il Popolo della Libertà il 20 dicembre del 2012, dopo la cancellazione delle primarie del Popolo della Libertà. Tutti i direttori (oggi suoi leccaculo) la schifavano. Lei fondò Fratelli d’Italia con La Russa e Crosetto. Alle politiche del 24-25 febbraio 2013 Fratelli d’Italia aveva preso appena l’1,96% alla Camera e l’1,94% al Senato, 9 deputati e 0 senatori. Io scrissi e dissi che aveva fatto bene a mollare Berlusconi e Fini. Comunque, nel giorno della foto, io e Marco Travaglio partecipammo alla prima festa di Atreju e il 12 settembre a un “processo alla giustizia italiana”, io ero l’accusa e lui la difesa. Oggi lei la sento rarissimamente perchè ha piuttosto da fare e soprattutto è circondata da una barriera umana composta in buona parte dagli stessi leccaculo che allora la schifavano. Ma va bene così“.