Crisi migratoria in Spagna, oltre diecimila ingressi irregolari dal Marocco: dieci morti, Sanchez manda i soldati al confine

La Spagna rafforza la sicurezza nell’enclave nordafricana dopo l’arrivo di migliaia di persone dal Marocco. Madrid e Rabat concordano rimpatri rapidi, mentre l’Unione Europea offre il sostegno di Frontex. L'Italia valuta la sospensione di Schengen

Una nuova e drammatica crisi migratoria sta investendo Ceuta, enclave spagnola situata sulla costa del Marocco e da tempo esposta a forti pressioni lungo la frontiera. Questa mattina centinaia di persone di origine nordafricana hanno attraversato il confine per entrare nella città autonoma, raggiungendo il territorio spagnolo a nuoto oppure aggirando la diga frangiflutti di El Tarajal.

Una grande folla continua ad attendere dall’altra parte del confine con l’intenzione di entrare a Ceuta attraverso le stesse modalità. Oltre 2mila migranti avevano già attraversato la frontiera nel corso dell’ultima settimana, ma il numero complessivo degli arrivi potrebbe essere molto più elevato.

In attesa dei dati ufficiali, alcune fonti di Polizia indicano che potrebbe essere stata superata la soglia dei 10mila ingressi irregolari. Centinaia di persone hanno continuato ad arrivare aggirando la diga di Tarajal, a piedi oppure a nuoto, alimentando una situazione di crescente emergenza.

Dieci corpi recuperati in mare nelle ultime 24 ore

La crisi assume contorni ancora più tragici per il numero delle persone morte nel tentativo di raggiungere a nuoto il territorio spagnolo. Le unità incaricate del controllo delle frontiere a Ceuta hanno recuperato dal mare i corpi senza vita di dieci persone nelle ultime 24 ore.

Dall’inizio dell’anno sono 38 gli stranieri trovati morti nelle acque di Ceuta, tutti deceduti mentre cercavano di attraversare a nuoto la frontiera con il Marocco. Il dato si sta rapidamente avvicinando al bilancio registrato nell’intero anno precedente, quando le vittime furono complessivamente 46.

Fino alla serata di oggi, la Guardia Civil aveva identificato sette persone morte in mare. Nella mattinata il Salvataggio marittimo ha rinvenuto altri due corpi senza vita, mentre altri due erano stati localizzati ieri sera. Se il ritmo dei ritrovamenti dovesse rimanere invariato, il numero delle vittime registrate lo scorso anno potrebbe essere raggiunto in breve tempo.

La Spagna invia i soldati nell’enclave nordafricana

La Guardia Civil è stata schierata lungo il confine meridionale per tentare di arginare il flusso degli arrivi. La Spagna ha inoltre annunciato l’invio di soldati a Ceuta per garantire la sicurezza dopo l’ingresso di centinaia di migranti, alcuni dei quali sono riusciti a evitare la recinzione di confine passando attraverso il mare.

Il Ministero dell’Interno spagnolo ha comunicato: “le forze armate rafforzeranno la Guardia Civil nell’esercizio dei suoi poteri e di qualsiasi altra misura necessaria per mantenere la sicurezza nella città di Ceuta”.

La delegazione governativa ha riferito che la Gendarmeria marocchina sta collaborando nella gestione dell’emergenza. Fonti interne alla Guardia Civil presenti in città sostengono, tuttavia, che l’assistenza fornita sarebbe superficiale e insufficiente rispetto alla pressione esercitata sulla frontiera.

Accordo tra Spagna e Marocco per il rimpatrio dei migranti

Poco dopo l’inizio della crisi, i governi di Spagna e Marocco hanno concordato l’attuazione di misure finalizzate alla consegna “il prima possibile” di “tutti” i migranti entrati illegalmente a Ceuta negli ultimi giorni, con particolare riferimento alle persone arrivate nella giornata odierna.

Fonti del Ministero dell’Interno hanno spiegato che i due Paesi hanno deciso di: “rafforzare il coordinamento e gli sforzi per affrontare questi flussi e si sono impegnati a rivedere e attuare misure per il rapido rimpatrio di tutte le persone entrate illegalmente nella città autonoma”.

Il ministro dell’Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, è rimasto in costante contatto con il suo omologo marocchino, Abdelouafi Laftit. Grande-Marlaska raggiungerà Ceuta domani per affrontare direttamente la crisi migratoria e verificare le misure adottate sul territorio.

La Commissione Europea segue la situazione a Ceuta

Anche la Commissione Europea è intervenuta sulla nuova emergenza migratoria. Una portavoce dell’esecutivo comunitario ha spiegato che Bruxelles è “a conoscenza degli ultimi sviluppi a Ceuta” e sta “seguendo da vicino l’evolversi della situazione”.

La rappresentante della Commissione ha ribadito la centralità della difesa delle frontiere esterne dell’Unione: “la lotta contro l’immigrazione clandestina – continua – la tutela dell’integrità delle frontiere esterne dell’Unione e la prevenzione degli abusi del nostro quadro giuridico sono di fondamentale importanza. La Commissione ha sostenuto la Spagna a livello operativo e finanziario, anche a Ceuta”.

Bruxelles ha manifestato la propria disponibilità a intensificare gli aiuti, coinvolgendo anche l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera: “siamo pronti a offrire ulteriore sostegno alla Spagna, sia finanziario che tecnico e operativo, anche tramite Frontex – aggiunge – il commissario Magnus Brunner è in contatto con il ministro dell’Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska in merito a questa questione”.

La Commissione Europea ha espresso apprezzamento per il coordinamento avviato tra le autorità spagnole e quelle marocchine. La portavoce ha dichiarato che l’esecutivo comunitario accoglie: “con favore – aggiunge la portavoce – la stretta collaborazione tra Marocco e Spagna per contrastare questi flussi e garantire il rapido rimpatrio di coloro che sono entrati illegalmente a Ceuta, nel rispetto delle norme vigenti”.

Per quanto riguarda la cooperazione con i Paesi esterni all’Unione, il Marocco viene considerato un “partner chiave e affidabile” dell’Ue. La portavoce ha ricordato:

“abbiamo intensificato la cooperazione in materia di migrazione, gestione delle frontiere e lotta al traffico di esseri umani. Stiamo ora lavorando per trasformare la nostra relazione in un partenariato globale e strategico”.

La Commissione ha infine assicurato che il confronto con Rabat proseguirà per fermare le traversate e ridurre il rischio di altre vittime:

“Siamo in stretto contatto con le autorità marocchine per garantire che vengano compiuti tutti gli sforzi necessari per adottare misure immediate e porre fine a questi viaggi pericolosi”.

Il precedente della crisi migratoria di Ceuta del 2021

La città autonoma non è nuova a emergenze migratorie di queste dimensioni. La situazione degli ultimi giorni inizia ad assomigliare alla crisi di Ceuta del maggio 2021, quando oltre 10mila migranti entrarono nell’enclave spagnola nell’arco di appena due giorni.

La crisi del 2021 fu considerata una rappresaglia del Marocco per la decisione del governo spagnolo di consentire a Brahim Ghali, leader del Fronte Polisario, di essere ricoverato in un ospedale di Logroño.

Il nuovo afflusso riporta quindi al centro del confronto europeo il tema della gestione dei rapporti con il Marocco, della protezione delle frontiere e della sicurezza delle persone che affrontano traversate estremamente pericolose per raggiungere il territorio dell’Unione.

Meloni: “una minaccia concreta per la sicurezza dei confini europei”

Sulla crisi di Ceuta è intervenuta anche la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni, che attraverso i social ha richiamato l’attenzione sulla gravità degli ingressi irregolari e sulle conseguenze per la sicurezza dell’Europa:“le immagini che arrivano da Ceuta sono impressionanti e dimostrano, ancora una volta, che l’immigrazione clandestina fuori controllo rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza dei confini europei”.

Tajani: “favorevole a chiusura Schengen”

Sono favorevole alla chiusura dello spazio Schengen con la Spagna e ho piena fiducia nell’operato del Ministro Piantedosi. L’immigrazione irregolare e incontrollata rappresenta un pericolo per la sicurezza nazionale. Le immagini che arrivano da Ceuta dimostrano come la scelta del Governo di Madrid di dare la cittadinanza spagnola, quindi europea, ad oltre 500mila immigrati irregolari sia profondamente sbagliata e incentivi il traffico di essere umani“. Così su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Albares: “da Tajani messaggio indegno”

Il Ministro degli esteri spagnolo Josè Manuel Albares ha convocato l’ambasciatore italiano in risposta alle affermazioni del ministro degli esteri italiano: “questo messaggio è indegno da parte del Ministro degli Esteri di un Paese partner e amico dal quale ci aspettiamo solidarietà europea, non demagogia di parte. Gli eventi odierni sono legati a una sentenza del tribunale e non hanno nulla a che vedere con il contenuto del tweet. Ho convocato l’Ambasciatore italiano per domani“.

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