Un’ex preside che lavora, in ambito europeo, per i docenti. Da Giusi Princi arriva un impulso importante, rivolto al Parlamento Europeo, per la valorizzazione del ruolo degli insegnanti, trasformando la loro professionalità in una priorità politica comunitaria. L’europarlamentare reggino spiega come la crisi del corpo docente sia una sfida non solo calabrese o italiana, ma europea, causata da salari insufficienti, eccessiva burocrazia e mancanza di riconoscimento sociale. Per affrontare questo declino, le istituzioni hanno promosso uno studio specifico che verrà presentato a settembre per analizzare il settore. Il messaggio centrale pone il capitale umano al centro della crescita collettiva, spostando l’attenzione dalle singole nazioni a una strategia condivisa dall’Unione. Nessuna riforma educativa, del resto, può avere successo senza motivare e sostenere adeguatamente chi forma le nuove generazioni.
“Il Parlamento Europeo, su mio forte impulso politico, ha finalmente acceso i riflettori sulla valorizzazione della professionalità docente. Con il convinto sostegno del PPE, oggi questo tema è così diventato una priorità condivisa dall’intera commissione CULT (Cultura e Istruzione) che ha promosso uno studio di caso che verrà presentato il prossimo settembre. – ha dichiarato Princi in un messaggio social – È un impegno che porto avanti fin dal mio insediamento perché, da donna di scuola, so che nessuna riforma può funzionare se chi insegna non è motivato, riconosciuto e sostenuto. La crisi della professione docente, infatti, non riguarda solo l’Italia o la Calabria, riguarda l’Europa. Sempre meno giovani scelgono l’insegnamento; pesano stipendi non adeguati, carichi burocratici crescenti, età media elevata e una motivazione che troppo spesso viene logorata da un sistema che chiede molto e riconosce poco.
Per la prima volta il Parlamento Europeo apre un percorso sul tema finora affidato quasi esclusivamente agli Stati membri. L’Europa mette infatti il capitale umano al centro delle proprie priorità, riconoscendo che non c’è crescita né coesione senza chi ogni giorno forma le nuove generazioni. Io continuerò a spendermi con determinazione su questo fronte e naturalmente vi terrò informati“.


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