“Confabitare Calabria esprime grande soddisfazione per l’approvazione del nuovo Piano Casa nazionale e accoglie con altrettanto favore l’iniziativa avviata dalla Regione Calabria in materia di housing sociale, promossa dal Vicepresidente e Assessore regionale ai Lavori Pubblici, Urbanistica e Politiche della Casa, Filippo Mancuso, finalizzata al recupero del patrimonio edilizio esistente e alla creazione di nuovi alloggi sostenibili a canone agevolato”. A dichiararlo è l’architetto Giovanni Malara, Presidente di Confabitare Calabria e Presidente del Centro Studi Tecnici Confabitare Italia, che sottolinea come le recenti iniziative nazionali e regionali rappresentino un importante cambio di passo nelle politiche abitative e urbanistiche, orientato alla rigenerazione del patrimonio esistente, alla riduzione del consumo di suolo e al sostegno delle famiglie che incontrano crescenti difficoltà nell’accesso alla casa.
“Confabitare – afferma Malara – guarda con favore al nuovo Piano Casa perché recepisce numerosi principi che la nostra associazione ha sostenuto nel corso dell’iter parlamentare, tra cui il recupero degli immobili inutilizzati, la rigenerazione urbana diffusa, la semplificazione amministrativa e il rafforzamento delle politiche di housing sociale. Allo stesso modo esprimiamo apprezzamento per l’iniziativa della Regione Calabria che va nella medesima direzione, valorizzando il patrimonio edilizio esistente e offrendo risposte concrete al disagio abitativo di una fascia sempre più ampia della popolazione”.
Confabitare ha partecipato attivamente al confronto istituzionale sul Piano Casa
Confabitare ha infatti partecipato attivamente al confronto istituzionale sul Piano Casa, intervenendo il 19 maggio 2026 in audizione presso l’VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati. In quella sede, attraverso il contributo tecnico del Centro Studi diretto da Giovanni Malara, sono state avanzate proposte finalizzate a incentivare il recupero del patrimonio immobiliare degradato, sia pubblico che privato, con particolare attenzione agli immobili abbandonati e sottoutilizzati. Secondo Confabitare, tali immobili “rappresentano una risorsa strategica per promuovere sviluppo economico, coesione sociale e riqualificazione dei territori, soprattutto in regioni come la Calabria, dove numerosi centri storici e quartieri urbani necessitano di interventi di recupero e valorizzazione.
Particolarmente significativa viene considerata l’iniziativa avviata dalla Regione Calabria che ha aperto una fase di concertazione con i principali comuni capoluogo del territorio per individuare aree e immobili da destinare a programmi di housing sociale. Il progetto punta alla riqualificazione di edifici pubblici e privati già esistenti, comprese strutture dismesse e immobili presenti nei centri storici, con l’obiettivo di contrastare il degrado urbano, favorire il ripopolamento delle aree maggiormente colpite dall’abbandono e garantire alloggi sostenibili a canone agevolato”.
“Si tratta di una strategia particolarmente condivisibile – evidenzia Malara – perché pone al centro il recupero dell’esistente, la rigenerazione dei centri urbani e il coinvolgimento sinergico di soggetti pubblici e privati. Sono principi che Confabitare sostiene da anni e che oggi trovano una concreta applicazione nelle politiche regionali della Calabria”. L’associazione considera inoltre positiva “la scelta della Regione di coinvolgere investitori privati nei processi di riqualificazione urbana, creando un modello capace di coniugare interesse sociale e sostenibilità economica degli interventi. Tale approccio risulta coerente con le proposte avanzate da Confabitare durante il dibattito parlamentare, che prevedevano anche l’introduzione di incentivi fiscali e strumenti in grado di attrarre capitali privati verso progetti di edilizia sociale”.
Tra i temi sostenuti da Confabitare rimangono centrali anche la semplificazione delle procedure amministrative e la necessità di accelerare i processi autorizzativi per favorire la realizzazione degli interventi di recupero urbano. L’obiettivo è consentire una più rapida trasformazione degli immobili inutilizzati in nuove opportunità abitative per giovani, famiglie, studenti, lavoratori fuori sede e cittadini appartenenti alla cosiddetta “fascia grigia”, che pur non rientrando nei requisiti dell’edilizia residenziale pubblica incontrano notevoli difficoltà nell’accedere al mercato della casa. “La Calabria – conclude Giovanni Malara – ha oggi l’opportunità di diventare un modello nazionale di rigenerazione urbana e housing sociale. Confabitare Calabria assicura la propria piena collaborazione alla Regione, all’Assessore Filippo Mancuso e agli enti locali affinché questi programmi possano tradursi in interventi concreti e duraturi. Recuperare il patrimonio edilizio esistente significa non solo offrire nuove abitazioni a canoni sostenibili, ma anche restituire valore ai nostri centri storici, contrastare il degrado urbano, favorire l’inclusione sociale e migliorare la qualità della vita delle comunità locali”. Per Confabitare, l’approvazione del Piano Casa e l’avvio del progetto regionale di housing sociale costituiscono “due iniziative complementari che confermano una nuova visione delle politiche abitative: più moderna, inclusiva e orientata alla rigenerazione sostenibile del patrimonio esistente, capace di rispondere alle reali esigenze dei cittadini e di contribuire allo sviluppo equilibrato dei territori”.


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