Concorso Ripam a Bova Marina “in un capannone isolato in mezzo alla campagna”: la denuncia della Fp Cgil

Il sindacato segnala attese sotto il sole, assenza di aria condizionata, difficoltà di accesso e servizi insufficienti al PalaBova. Chiesti chiarimenti sull’idoneità e sui costi della struttura privata scelta per ospitare i candidati provenienti dalle province di Reggio Calabria e Vibo Valentia.

Attese prolungate sotto il sole, temperature proibitive, difficoltà nel raggiungere la struttura e assenza di un adeguato impianto di climatizzazione. È il quadro denunciato dalla Fp Cgil Calabria in merito allo svolgimento del concorso Ripam al PalaBova di Bova Marina, sede scelta per accogliere i candidati provenienti dalle province di Reggio Calabria e Vibo Valentia. Secondo il sindacato, le condizioni riscontrate avrebbero trasformato una prova destinata a valutare la preparazione e le competenze dei partecipanti in una vera e propria prova di resistenza fisica. “Per i candidati al concorso Ripam arrivati dalle province di Reggio Calabria e Vibo Valentia, la prova che avrebbe dovuto valutare la loro preparazione e le loro competenze si è trasformata prima di tutto in una dura prova di tenuta e resistenza fisica. La sede scelta per il concorso, un capannone isolato in mezzo alla campagna di Bova Marina, difficile da raggiungere, ha mostrato criticità inaccettabili”.

A lanciare la denuncia è la Fp Cgil Calabria, che contesta l’adeguatezza del PalaBova rispetto al numero di persone presenti e alle condizioni climatiche della giornata. “Il PalaBova che sui canali ufficiali veniva presentato come un polo fieristico all’avanguardia e come sede ideale per gare e concorsi pubblici si è rivelato una struttura del tutto inadeguata, trasformando una giornata decisiva per il futuro di centinaia di persone in un’esperienza al limite del grottesco”.

Il segretario generale della Fp Cgil Calabria, Bruno Schipano, riferisce le difficoltà raccontate dai candidati già prima dell’ingresso nella struttura, situata in una zona isolata e ritenuta poco agevole da raggiungere. “Oltre la difficoltà nel raggiungere uno stabile in mezzo al nulla e il degrado circostante – afferma il Segretario Generale Bruno Schipano – i candidati raccontano di attese sfiancanti sotto al sole, con temperature proibitive, per avere accesso alla struttura a causa di un ingresso con dimensioni ridotte e sproporzionate rispetto all’afflusso di persone”.

PalaBova di Bova Marina

Una situazione definita non dignitosa dal sindacato e che, secondo la denuncia, non sarebbe migliorata neppure all’interno del capannone, dove sarebbe mancata completamente l’aria condizionata. “Rimedi di fortuna per tentare di alleviare il clima asfissiante – spiega – pochissimi ventilatori del tutto inefficaci in uno spazio così vasto e la scena surreale di una persona, probabilmente un addetto della struttura, che sperava di dare refrigerio annaffiando la parte esterna del capannone con una semplice pompa dell’acqua. Denunciamo, pertanto, una condizione estrema che ha mostrato a pieno l’assenza di rispetto per la salute dei candidati da parte dell’Ente organizzatore”.

Particolare preoccupazione viene espressa per le donne in stato di gravidanza che hanno dovuto sostenere la prova nelle stesse condizioni, oltre che per gli accompagnatori rimasti per ore all’esterno senza ripari, servizi o aree attrezzate. “In queste condizioni surreali hanno dovuto svolgere la prova anche donne in stato di gravidanza, esposte a uno stress fisico e psicologico insostenibile e del tutto evitabile. A completare il quadro, il totale abbandono riservato agli accompagnatori: nessun riparo, nessun comfort, zero servizi. Decine di familiari sono stati costretti ad attendere per ore all’esterno in mezzo alla campagna. Il futuro lavorativo di centinaia di persone affidato non alla loro preparazione, ma alla loro capacità di resistere, in condizioni disagiate al caldo torrido”.

Per Schipano, lo svolgimento di un concorso pubblico nazionale dovrebbe garantire a tutti i partecipanti condizioni equivalenti, tutelando la salute e permettendo una valutazione basata esclusivamente sul merito e sulla preparazione. “L’espletamento di un concorso pubblico nazionale – prosegue – dovrebbe avvenire garantendo a tutti i candidati le stesse condizioni di partenza, in un ambiente confortevole, dove ad essere valutati dovrebbero essere il merito e la preparazione e non trasformarsi per alcuni in un test di sopravvivenza. La ricerca di un’occupazione e il diritto ad accedere a un concorso pubblico, difatti, non possono seguire modalità che calpestano la dignità, mettendo a rischio la sicurezza e la salute dei cittadini”.

La Fp Cgil Calabria chiede quindi chiarimenti agli enti responsabili sulla scelta della sede e sui costi sostenuti, sollecitando l’introduzione di criteri vincolanti per l’individuazione delle future strutture destinate a ospitare prove concorsuali. “La Fp Cgil Calabria – conclude Schipano – esige chiarimenti dagli enti responsabili sull’idoneità e sui costi di una location privata rivelatasi palesemente inadeguata in termini di accessibilità, impianti di climatizzazione, spazi d’accesso idonei e servizi minimi per chi attende. Non è ammissibile sperperare risorse pubbliche in maniera così superficiale a discapito dei cittadini e dei futuri lavoratori che andranno ad operare a servizio della collettività. Pretendiamo l’istituzione di criteri vincolanti per le future sedi d’esame che garantiscano accessibilità reale ed impianti di climatizzazione efficienti! Il futuro delle persone non è barattabile con la sicurezza e la salute”.

PalaBova di Bova Marina