Catanzaro, Gorgone si presenta: “che ho pensato? Questo è il mio Presidente”. Noto: “ci siamo lasciati piangendo, ma ora…”

Il Catanzaro, dopo la lunga vicenda Turati (finita male) e la scelta Gorgone, questo pomeriggio ha parlato a stampa e tifosi alla presenza del presidente Floriano Noto, del direttore generale Nicola Bignotti e del direttore sportivo Ciro Polito

Giorgio Gorgone si presenta. Il Catanzaro, dopo la lunga vicenda Turati (finita male) e la scelta Gorgone, questo pomeriggio ha parlato a stampa e tifosi alla presenza del presidente Floriano Noto, del direttore generale Nicola Bignotti e del direttore sportivo Ciro Polito. “Ci siamo lasciati con questi bellissimi ragazzi a Monza, piangendo a dirotto” ha esordito Noto. “Dopo la finale abbiamo ricevuto attestati di stima da tutta Italia e anche dall’estero. È motivo di orgoglio e dimostra che oggi il Catanzaro si è ritagliato una posizione di grande prestigio nel panorama calcistico”. Nonostante la Serie A sfiorata, la mentalità del club non cambia: nessun passo troppo lungo, ma sostenibilità, giovani, occhio al bilancio e idee chiare.

Non faremo promesse, ma questo non significa rinunciare all’ambizione. Vogliamo migliorare ogni anno, soprattutto sul piano organizzativo, investendo nelle risorse umane e nelle strutture. Il nostro obiettivo non è dichiarare la Serie A, ma continuare a diventare un punto di riferimento del calcio italiano. Capiamo che è difficile replicare la scorsa stagione, ma abbiamo il senso di responsabilità verso la città. Noi vogliamo migliorare non solo la posizione, ma la società e quindi anche le strutture. Sullo stadio siamo in contatto con amministrazione comunale. Abbiamo raggiunto un certo equilibrio, la partita di Coppa Italia mi auguro che potremo farla in casa”.

Dopo un breve intervento, con saluto e ringraziamenti da parte del neo DG Bignotti, parla Gorgone: “ricevere la chiamata del Catanzaro è motivo di orgoglio. So bene che questa squadra ha alzato le aspettative e che ci sarà grande attenzione sul nostro lavoro. Per qualcuno questa può sembrare una patata bollente, ma per me è semplicemente una sfida affascinante. Dopo la prima telefonata, ho detto ‘questo è il mio presidente'”.