Catania, scontri tra detenuti durante la rivolta in carcere: indagati gli equilibri tra gruppi rivali

La Procura valuta la posizione di 400 reclusi dei bracci Amenano e Simeto. Dopo la sommossa sequestrati 15 cellulari: al vaglio il controllo dei traffici illeciti all’interno dell’istituto

Ci sarebbero contrapposizioni tra detenuti di due gruppi rivali nella sommossa scoppiata il 20 luglio scorso nella casa circondariale di Catania dove si sarebbero affrontati e picchiati in modo violento gli ospiti del braccio Amenano e di quelli del Simeto. E’ lo scenario che, scrive il quotidiano La Sicilia, emerge dall’inchiesta per rivolta in carcere della Procura. Il fascicolo, apprende l’ANSA, è stato aperto dal procuratore aggiunto Fabio Scavone che sta valutando la posizione dei 400 detenuti ospiti dei due bracci.

Quando la rivolta è rientrata, anche per l’intervento di reparti speciali dell’Arma, polizia, carabinieri e polizia penitenziaria hanno eseguito perquisizioni trovando 15 cellulari. La maggior parte dei telefonini era nel cortile della casa circondariale dove i detenuti li avevano gettati dalle celle per liberarsene. Una delle ipotesi investigative, al vaglio della magistratura, è che alla base dello scontro ci sarebbero gli assetti per il “controllo” all’interno del carcere. E fra le attività illecite ci potrebbero essere quello dell’introduzione dei telefonini e forse anche di droga.