Carta di Calabria, nasce il nuovo patto per il futuro dell’olivicoltura italiana

La rete delle Città dell’Olio firma a Corigliano-Rossano un documento storico che unisce visione di lungo periodo e impegni concreti per difendere il patrimonio olivicolo nazionale

È la Carta di Calabria l’eredità più importante della convention nazionale delle Città dell’Olio, in corso a Corigliano-Rossano, in provincia di Cosenza. Per la prima volta nella sua storia, la rete dei 560 enti pubblici olivicoli italiani si dota di un documento condiviso capace di mettere insieme una prospettiva strategica fino al 2030 e una serie di azioni operative immediate per il rilancio e la valorizzazione dell’olivicoltura italiana. La firma della Carta rappresenta un passaggio considerato centrale per il futuro del comparto, perché riunisce in un unico percorso la visione elaborata dalla Consulta degli Ambasciatori delle Città dell’Olio e gli impegni delle Comunità dell’Olio, le reti territoriali che coinvolgono Comuni, produttori, ristoratori, scuole e società civile. Un progetto che punta a rafforzare il legame tra produzione agricola, tutela del territorio, cultura alimentare e partecipazione delle comunità locali.

La Carta di Calabria e la visione 2030 della civiltà dell’olio italiano

Il nuovo documento nasce dall’esigenza di delineare una nuova fase per la civiltà dell’olio italiano, con una prospettiva capace di guardare alle sfide future del settore. La visione 2030 è stata sviluppata dalla Consulta degli Ambasciatori delle Città dell’Olio, organismo composto da personalità provenienti dal mondo delle istituzioni, della cultura e della ricerca, riunite per la prima volta in seduta plenaria. Accanto alla componente strategica, la Carta raccoglie gli impegni concreti delle Comunità dell’Olio, protagoniste del primo incontro nazionale dedicato alle reti territoriali dell’olio, ospitato a Rossano. Queste realtà rappresentano un modello di collaborazione che mette in relazione amministrazioni pubbliche, imprese agricole, operatori della ristorazione, istituti scolastici e cittadini, con l’obiettivo di costruire una maggiore consapevolezza sul valore dell’olio extravergine di oliva e dei territori che lo producono.

Un riconoscimento costituzionale per l’olivicoltura italiana

Firmata nell’anno dell’ottantesimo anniversario della Repubblica Italiana, la Carta di Calabria rivendica per l’olivicoltura un ruolo centrale anche alla luce dei principi costituzionali. Il documento evidenzia come un oliveto curato rappresenti una concreta applicazione dei valori contenuti negli articoli 9, 4 e 32 della Costituzione. La tutela del paesaggio e della biodiversità, richiamata dall’articolo 9, trova nell’oliveto una delle sue espressioni più significative. Il lavoro degli operatori del settore richiama invece il principio dell’articolo 4, che riconosce il lavoro come fondamento della comunità nazionale. Infine, il ruolo dell’olio extravergine di oliva, elemento essenziale della Dieta Mediterranea, viene collegato all’articolo 32, che tutela la salute come diritto fondamentale e interesse collettivo. Una visione che lega quindi il valore agricolo del comparto alla dimensione ambientale, sociale e sanitaria, riconoscendo all’olio italiano una funzione che va oltre la semplice produzione alimentare.

Il valore economico dell’olio come elemento strategico per l’agricoltura italiana

Il settore olivicolo rappresenta un comparto di grande rilevanza economica e occupazionale per il Paese. A sottolinearlo è il sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Patrizio Giacomo La Pietra, che evidenzia il peso strategico dell’intera filiera. “Il valore economico e in termini occupazionali del settore olivicolo è già di per sé un motivo valido per ritenere il comparto strategico per l’agricoltura italiana“, afferma il sottosegretario al ministero dell’Agricoltura, sovranità alimentare e delle foreste Patrizio Giacomo La Pietra.

Sonnessa: “un oliveto curato è un atto repubblicano”

Per il presidente dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio Michele Sonnessa, la Carta rappresenta un impegno solenne assunto nei confronti del Paese e delle future generazioni. “La Carta di Calabria è la parola che le Città dell’Olio danno al Paese nell’anno degli ottant’anni della Repubblica. Un oliveto curato è un atto repubblicano, perché tiene insieme il paesaggio, il lavoro e la salute che la Costituzione ci affida”, spiega il presidente dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio Michele Sonnessa. Il presidente delle Città dell’Olio mette così in evidenza la natura multidimensionale del progetto: proteggere gli uliveti significa difendere un patrimonio ambientale, economico e culturale che caratterizza profondamente l’identità italiana.

Una nuova stagione per l’olivicoltura italiana attraverso i territori

La Carta di Calabria viene indicata come un punto di partenza per una nuova fase del settore. L’obiettivo è costruire un modello in cui i territori olivicoli e le comunità locali siano protagonisti delle politiche dedicate alla valorizzazione dell’olio e alla salvaguardia del patrimonio agricolo. “La Carta di Calabria rappresenta molto più di un documento programmatico: è l’impegno condiviso a costruire una nuova stagione per l’olivicoltura italiana, mettendo al centro i territori, le comunità e il valore del nostro patrimonio olivicolo”, afferma l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo. Il documento punta dunque a rafforzare il rapporto tra cittadini e cultura dell’olio, promuovendo una maggiore attenzione verso la qualità, la sostenibilità e il ruolo sociale dell’olivicoltura.

Corigliano-Rossano protagonista di un appuntamento destinato a lasciare il segno

La scelta di Corigliano-Rossano come sede della convention nazionale assume un significato particolare per un territorio profondamente legato alla tradizione agricola e olivicola. L’amministrazione comunale ha accolto un evento che punta a incidere sulle future strategie nazionali del comparto. “Per Corigliano-Rossano è motivo di grande orgoglio aver ospitato un appuntamento destinato a lasciare un segno nelle politiche nazionali dedicate all’olivicoltura”, sottolinea il sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi. Con la firma della Carta di Calabria, le Città dell’Olio consegnano quindi al Paese un documento che ambisce a diventare una guida per il futuro dell’olivicoltura italiana, mettendo insieme identità, sviluppo sostenibile, tutela ambientale e partecipazione delle comunità.