“La recente impennata dei prezzi dei carburanti sta mettendo in seria difficoltà l’intero tessuto economico del Paese. A pagare il prezzo più alto di questa crisi sono i cittadini e le imprese, schiacciati da dinamiche di mercato insostenibili. Chi paga il conto? Per quanto riguarda i consumatori si registra un rincaro immediato di circa 25 centesimi al litro, che pesa sui bilanci familiari già provati dall’inflazione e mette a rischio le partenze per le vacanze“. È quanto si legge in una nota stampa di CLAAI Energia Calabria.
“Dal punto di vista dei benzinai i margini di guadagno subiscono una drastica riduzione. Su un rifornimento di 20 euro, il guadagno del gestore crolla di 7 centesimi, fermandosi a soli 3 centesimi al litro, a fronte di costi fissi sempre più alti.
Per le PMI l’aumento combinato di carburante ed energia fa impennare i costi operativi, mettendo a rischio la competitività delle piccole e medie imprese, in particolare nella nostra regione.
Chi ci guadagna? Mentre cittadini e imprese soffrono, i beneficiari di questa situazione sono due:
- Lo Stato: Che incassa maggiori entrate fiscali grazie all’aumento automatico del gettito di IVA e accise.
- Le Compagnie Petrolifere: che continuano a speculare sui prezzi a danno della collettività.
Per ristabilire equità sociale ed economica, Ferruccio Schiavello, Coordinatore Regionale di CLAAI Energia, chiede un intervento immediato e concreto da parte del Governo. È indispensabile calmierare i prezzi, tutelare i consumatori e garantire la sopravvivenza economica di benzinai e PMI attraverso una revisione strutturale delle accise e un blocco deciso delle speculazioni lungo tutta la filiera energetica“, conclude CLAAI Energia Calabria.


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