Tra gli aspetti maggiormente contestati da Legambiente Calabria figura anche la cancellazione della destinazione sportiva dell’area. Una scelta ritenuta particolarmente grave in una città nella quale, secondo l’associazione, esiste una carenza strutturale di impianti e luoghi dedicati all’attività fisica. “Non meno grave è la cancellazione di uno spazio destinato allo sport. In una città che soffre una cronica carenza di impianti sportivi e di luoghi dedicati all’attività fisica, si sottrae ai giovani e all’intera comunità un’importante opportunità di socialità e promozione della salute”.
Le criticità di infrastrutture, servizi e mobilità
L’intervento, evidenzia ancora Legambiente, andrebbe a incidere su una zona che presenta già diverse criticità dal punto di vista delle infrastrutture, dei servizi pubblici e della mobilità. L’aumento del carico insediativo rischierebbe inoltre di aggravare le carenze esistenti anche nel settore della depurazione. “Si tratta, inoltre, di un intervento destinato a incidere su un’area che già oggi presenta criticità sotto il profilo delle infrastrutture, dei servizi e della mobilità. Anche questo avrebbe dovuto indurre a una maggiore prudenza nelle scelte urbanistiche, anziché prevedere un ulteriore incremento del carico insediativo destinato ad aggravare le attuali carenze anche sotto il profilo della depurazione”.
La critica dell’associazione si estende agli effetti ambientali della trasformazione urbanistica. Legambiente richiama le conseguenze della crisi climatica e degli eventi meteorologici estremi, citando quanto avvenuto a Catanzaro in occasione del ciclone “Harry”. “In tutto questo sembra che la crisi climatica non esista. Eppure Catanzaro ha già sperimentato gli effetti devastanti degli eventi meteorologici estremi, come dimostrato dal ciclone “Harry”. Il bacino del Mediterraneo è tra le aree del pianeta che si stanno riscaldando più rapidamente e ciò comporta fenomeni sempre più frequenti e intensi di siccità e alluvioni. Continuare a impermeabilizzare il territorio e a ridurre gli spazi verdi significa aumentare ulteriormente la vulnerabilità della città”.
Per l’associazione ambientalista, la pianificazione cittadina dovrebbe puntare sulla sostenibilità e sull’aumento della resilienza climatica, attraverso nuovi spazi verdi, aree permeabili e il potenziamento delle infrastrutture idrauliche e fognarie. “È arrivato il momento di assumere decisioni fondate sulla sostenibilità, mettendo al centro il benessere dei cittadini e la tutela del territorio nel quadro di una transizione ecologica sempre più necessaria. Catanzaro ha bisogno di aumentare la propria resilienza climatica attraverso più verde urbano, parchi, alberature, aree permeabili e interventi capaci di mitigare l’effetto isola di calore e migliorare la qualità dell’aria. Allo stesso tempo è indispensabile investire nel potenziamento delle infrastrutture idrauliche e fognarie e in una gestione più efficiente delle risorse idriche”.
La proposta di recuperare il patrimonio edilizio esistente
Secondo Legambiente Calabria, le funzioni previste dalla delibera avrebbero potuto trovare spazio attraverso il recupero e la riqualificazione degli edifici già esistenti, evitando di occupare nuove porzioni di territorio. “Le funzioni previste dalla delibera avrebbero potuto essere realizzate attraverso il recupero e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, evitando l’ennesimo consumo di suolo. La decisione assunta dal Consiglio comunale rappresenta una delle pagine più discutibili degli ultimi anni sul fronte della pianificazione urbanistica cittadina, cementificando ulteriormente la città e rendendo Catanzaro ancora meno sostenibile sotto il profilo ambientale, urbanistico e sociale”.


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