Il primo appuntamento del Campo Largo a Napoli si è trasformato in un evento ad alta tensione politica e di ordine pubblico. La manifestazione, organizzata per dare il via al percorso unitario delle opposizioni, è stata segnata dalle proteste dei disoccupati e dagli attivisti di Potere al Popolo, con momenti di forte tensione davanti al palco e l’intervento delle forze dell’ordine. Dal palco di Napoli, il segretario del Partito democratico Elly Schlein ha rivendicato la scelta dell’unità come risposta politica alle destre e come condizione per provare a vincere le prossime elezioni.
Schlein: “non faremo mai più il favore alle destre di dividerci”
Nel suo intervento alla manifestazione del Campo Largo, Elly Schlein ha insistito sulla necessità di presentarsi uniti contro il governo e contro le destre. La segretaria del Pd ha pronunciato parole nette sul senso dell’iniziativa politica avviata a Napoli.“Siamo qui uniti non perché ce lo ha chiesto il medico. Non faremo mai più il favore alle destre di dividerci e andremo uniti a vincere le prossime elezioni”, ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein. Schlein ha poi collegato l’unità delle opposizioni alla costruzione di un Paese più equo, ponendo al centro i temi del lavoro, delle opportunità e della condizione femminile. “Lo faremo per un Paese più giusto, dove tutti hanno la stessa opportunità – ha aggiunto – Non ci serve un granché una presidente del Consiglio donna se non migliora le condizioni delle altre donne”. Nel suo discorso, la leader dem ha attaccato anche le politiche del governo sulle famiglie e sulla denatalità, accusando la destra di non intervenire sulle cause sociali ed economiche che pesano sui nuclei familiari. E ancora: “La destra si riempie la bocca di supporto alle famiglie ma poi affossa le proposte che servono davvero alle famiglie italiane – se si vuole contrastare la denatalità bisogna combattere la precarietà”.
Schlein contro il governo Meloni e la legge elettorale
Il passaggio più politico dell’intervento di Elly Schlein ha riguardato il bilancio dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni e il tema della legge elettorale. La segretaria del Pd ha accusato il governo di non avere migliorato le condizioni del Paese e di concentrarsi invece sulle regole del voto. Poi Schlein ha aggiunto: “dopo quattro anni di governo Meloni il Paese non sta meglio, avevamo i numeri in Parlamento per fare tutto e non è stato fatto nulla. Volete sapere qual è la loro priorità? Oggi otto uomini per tre ore hanno parlato della legge elettorale che vogliono cambiare perché hanno paura di perdere. Noi saremo tutti insieme contro questa pessima legge elettorale”.
Le proteste dei disoccupati e l’intervento delle forze dell’ordine
La manifestazione era partita tra le proteste dei disoccupati e Potere al Popolo. Contestati il leader M5S Giuseppe Conte, il presidente della Regione Campania Roberto Fico e il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. In particolare, i disoccupati del movimento 7 Novembre, che erano già sparpagliati in piazza, all’improvviso hanno provato ad occupare il palco della manifestazione. L’intervento immediato delle forze dell’ordine lo ha impedito, respingendo i manifestanti al di là delle transenne di sicurezza. La tensione è salita rapidamente. In piazza sono stati schierati poliziotti in tenuta anti sommossa mentre i disoccupati gridavano “Lavoro, lavoro”. La richiesta di occupazione e dignità sociale ha così attraversato l’avvio dell’iniziativa, trasformando il debutto del Campo Largo in una giornata segnata anche dal malcontento e dalla protesta sociale.
Potere al Popolo interrompe il comizio: urla e tentativi di salire sul palco
Conclusa la protesta dei disoccupati, l’iniziativa è stata contestata da una ventina di attivisti di Potere al Popolo, tra loro anche il portavoce nazionale Giuliano Granato. La protesta ha interrotto per diversi minuti il comizio tra le urla “fuori, fuori” e “buffoni”. Alcuni attivisti sono stati fermati dalle forze dell’ordine mentre tentavano di salire sul palco, costringendo i leader a sospendere i loro interventi. A tarda serata, con una nota, il premier Giorgia Meloni ha espresso solidarietà perché “la libertà di organizzare e svolgere una manifestazione politica è un principio che deve valere sempre, per tutti”.
Conte: “il salario minimo sarà la prima misura che faremo al governo”
Dopo le proteste, dal palco è intervenuto anche il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che ha posto al centro del suo discorso il tema del salario minimo. Per Conte, la misura rappresenta una priorità politica e programmatica per una futura esperienza di governo. “La prima misura che faremo al governo sarà il salario minimo”, ha esordito Conte dopo le proteste. Il leader M5S ha spiegato che il salario minimo resta uno dei punti fondamentali del lavoro comune tra le opposizioni in questa legislatura. “È una misura che ci è rimasta nel cuore – ha aggiunto Conte – e che non siamo riusciti a realizzare perché non avevamo i numeri. È la prima cosa su cui abbiamo lavorato con le forze di opposizione in questa legislatura. Giorgia Meloni ci diede la disponibilità di discuterne a Palazzo Chigi, si è finta pensosa e assorta nell’ascoltarci, e dopo averci ascoltato ha detto che rimetteva per un approfondimento la nostra proposta al Cnel di Brunetta. Il risultato è che hanno dato più fondiáper ministri e sottosegretari e non per il salario minimo, definito da Tajani misura da stato sovietico”.
Bonelli: “il governo fa la guerra ai poveri invece che alla povertà”
Sul palco del Campo Largo a Napoli è intervenuto anche Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha rivendicato la forza dell’alleanza e ha attaccato il governo sui temi sociali, ambientali e istituzionali. “La nostra alleanza dà fastidio a qualcuno ma se ne facciano una ragione, ci siamo e siamo pronti a vincere con un programma forte. Pensiamo solo all’emergenza climatica, milioni di persone in povertà energetica che non possono pagare le bollette, e un Governo che fa la guerra ai poveri invece che alla povertà”. Così Angelo Bonelli (Avs) dal palco di Napoli. Bonelli ha poi richiamato la battaglia contro la riforma della legge elettorale e contro quella che ha definito la trasformazione del servizio pubblico radiotelevisivo in strumento di propaganda. “In questi giorni – ha ricordato – stiamo conducendo una dura battaglia contro una legge elettorale che vuole costruire il dominio di Meloni sul paese. E contro il megafono del servizio pubblico radiotelevisivo alla propaganda di Meloni, ma con il referendum abbiamo dimostrato di saper vincere ugualmente. La destra usa i manganelli, noi parliamo e ci confrontiamo e questa è la nostra forza. Uniti si vince”.
Fratoianni: “basta con la pazienza, tocca a noi”
Anche Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi e Sinistra ha usato toni forti, concentrandosi sulla condizione dei lavoratori e sulla necessità di una svolta di giustizia sociale. Il suo intervento ha richiamato la fatica accumulata in anni di richieste di moderazione e responsabilità rivolte agli italiani.“Ci hanno chiesto per trent’anni di essere moderati, riformisti, responsabili e pazienti. Gli italiani sono stati pazienti, e per chi lavora la situazione è peggiorata. Basta con la pazienza, tocca a noi, questa è la nosttra battaglia di giustizia sociale per questo paese, la vinceremo insieme”. Così Nicola Fratoianni di Avs dal palco di Napoli, rilanciando tra l’altro la proposta “di riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, per restituire alle persone tempo, dignità, vita”.







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