Il Vinitaly and the City di Sibari rappresenta una tappa fondamentale per il riscatto della Calabria, unendo le eccellenze del settore vitivinicolo alla ricchezza del patrimonio archeologico cittadino. Giunta alla sua terza edizione, la manifestazione mira a superare gli obsoleti pregiudizi territoriali dimostrando che la regione possiede tutte le competenze necessarie per organizzare iniziative di portata internazionale. Oltre alla promozione dei prodotti locali, viene data grande rilevanza alla formazione professionale e alla ricerca scientifica per valorizzare i vitigni autoctoni.
Questo approccio non si limita alla semplice conservazione, ma punta a trasformare l’identità territoriale nel motore principale del futuro economico calabrese. Attraverso una narrazione positiva e consapevole, le istituzioni sottolineano come la Calabria sia ormai pronta a competere globalmente in ogni ambito produttivo.
Intervistata nel servizio di Graziano Tomarchio, per StrettoWeb, Fulvia Michela Caligiuri, direttore generale dell’Arsac, ha dichiarato: “questo evento è la dimostrazione che la Calabria sa fare bene i compiti a casa, come dice l’assessore Gallo, anche noi come parte pubblica dobbiamo fare bene i compiti a casa e stiamo dimostrando di farli. Se li facciamo bene dobbiamo far giudicare gli altri e soprattutto è sempre migliorabile.
Possiamo esportare come Calabria in questo settore, in tanti settori, non solo in questo. La Calabria è dovunque: siamo numericamente poco meno di un milione e nove, ma in realtà siamo molti di più perché siamo in giro per il mondo e in maniera vincente.
La prima edizione, è vero, è stata un po’ timida, un po’ di emozione, però credetemi: l’emozione che ha dato la prima edizione di Vinitaly qua a Sibari, anche se era molto ridimensionata rispetto ad oggi, però era il primo, come il primo figlio, è stata una cosa fantastica.
Stereotipi? La frase “non sembra di essere in Calabria” è un po’ spiacevole perché siamo ancora abituati a non avere delle cose, invece noi abbiamo tutto. Abbiamo anche il Vinitaly and the City, quindi non è un problema di “come mai in Calabria?”, “Perché in Calabria”. Anche in Calabria dobbiamo essere sempre più consapevoli che in Calabria si può fare tutto“.


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