A poche ore dalla pubblicazione del rapporto di Confcommercio, che colloca la Calabria agli ultimi posti in Italia per crescita economica, consumi e redditi, interviene il senatore Ernesto Rapani, esponente di Fratelli d’Italia, secondo il quale i dati “non possono essere letti senza considerare il contesto storico e le difficoltà strutturali che da decenni gravano sulla regione“. “Il rapporto di Confcommercio – afferma Rapani – fotografa una Calabria che continua a fare i conti con problemi profondi. È una realtà che nessuno intende negare, ma sarebbe ingeneroso attribuire queste criticità all’azione di un Governo in carica da meno di tre anni. Si tratta di ritardi accumulati nel tempo, legati a carenze infrastrutturali, alla perdita di popolazione e a un tessuto economico che per troppo tempo non ha ricevuto gli strumenti necessari per competere“.
Il parlamentare richiama anche il quadro economico internazionale, evidenziando come “la crisi energetica, l’inflazione, le conseguenze della guerra in Ucraina e le tensioni geopolitiche abbiano inciso sull’intero sistema produttivo nazionale, penalizzando in modo particolare le aree più fragili del Paese“. Rapani riprende inoltre i più recenti dati del comparto turistico, sottolineando come, accanto alle criticità evidenziate dal rapporto Confcommercio, emergano anche segnali concreti di crescita.
“I dati diffusi dal Ministero del Turismo certificano per la Calabria una crescita degli arrivi turistici del 10,54% nel primo semestre del 2026, la più alta d’Italia, e un incremento del 23,19% dei turisti stranieri. Sono numeri che dimostrano come, quando si investe in promozione, infrastrutture e accessibilità, la Calabria sappia esprimere un forte potenziale di sviluppo. È la conferma che le politiche di crescita richiedono tempo, ma sono già in grado di produrre risultati concreti“.
Secondo Rapani, una parte delle difficoltà è riconducibile anche alla capacità di governo dei territori. “Le risorse da sole non bastano se non sono accompagnate da una pubblica amministrazione efficiente e da una visione di sviluppo. In molte realtà locali persistono lentezze burocratiche, un eccesso di conservatorismo amministrativo e, talvolta, atteggiamenti pregiudiziali nei confronti degli investimenti produttivi. Se ogni iniziativa imprenditoriale viene accolta con diffidenza o rallentata da procedure interminabili, diventa inevitabile perdere occasioni di crescita e di occupazione“.
Il senatore rivendica quindi l’azione dell’Esecutivo guidato da Giorgia Meloni. “Il Governo – sottolinea – ha scelto di investire con decisione sul Mezzogiorno attraverso la ZES Unica, il sostegno agli investimenti produttivi, il taglio del cuneo fiscale e gli interventi previsti dal PNRR. Sono misure che richiedono tempo per produrre effetti, ma rappresentano un cambio di passo rispetto al passato“.
Infine, Rapani invita a una responsabilità condivisa. “La crescita della Calabria non dipende soltanto dalle politiche nazionali. È una sfida che coinvolge tutti i livelli istituzionali. Occorre superare logiche di mera gestione dell’esistente e costruire un’alleanza tra Governo, Regione, Comuni, imprese e corpi intermedi. Solo così sarà possibile creare nuovi posti di lavoro, trattenere i giovani e trasformare le straordinarie potenzialità della Calabria in sviluppo reale e duraturo“.


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