Si è svolta oggi la seduta della Commissione consiliare contro il fenomeno della ‘Ndrangheta, della corruzione e dell’illegalità diffusa dedicata all’audizione dell’assessore Antonio Montuoro sul tema dei beni sequestrati e confiscati alla mafia. Un momento di confronto rilevante per definire le strategie che la Regione Calabria ha posto in essere rispetto all’utilizzo e alla valorizzazione degli stessi. Nel corso della seduta, il Consigliere Regionale Daniela Iiriti (FdI) ha espresso una valutazione articolata sui temi affrontati, richiamando “la necessità di un approccio integrato e concreto”. “Condivido gli interventi del presidente Polimeni e del consigliere Bruno – ha dichiarato – a dimostrazione che questa Commissione non può prevedere steccati ideologici vista la materia trattata e gli ambiti di intervento. L’attenzione rispetto alla centralità di questo tema è stata ampiamente dimostrata dal presidente Occhiuto che ha inteso prevedere una delega specifica ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti. I beni confiscati, non rappresentano solo un patrimonio di natura economica ma un riscatto sociale”.
Il Consigliere ha sottolineato come “la valorizzazione dei beni sottratti alla ’ndrangheta sia fondamentale per dare credibilità all’azione dello Stato”
Il Consigliere ha sottolineato come “la valorizzazione dei beni sottratti alla ’ndrangheta sia fondamentale per dare credibilità all’azione dello Stato e abbia una funzione sociale di legalità, inclusione e contrasto alla marginalità ancora più concreta quando gli immobili divengono presidi di legalità dove diventa riconoscibile il volto dello Stato. Non dobbiamo mai dimenticare il sacrificio di tanti uomini dello Stato e dobbiamo unire le forze e le competenze in una battaglia ardua ma non invincibile”. L’intervento della Consigliera Iiriti si inserisce nel percorso di rafforzamento delle politiche regionali sulla legalità, con “l’obiettivo di trasformare ogni bene confiscato in un presidio civile, un luogo restituito alla comunità e sottratto definitivamente alla criminalità organizzata. Dove avanza lo Stato arretra la mafia”.


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