Il secondo incontro dei Caffè letterari del Rhegium Julii ha già creato diverse aspettative, per la presenza di un intellettuale e scrittore particolarmente vivace e presente nel dibattito culturale dei più grandi quotidiani nazionali come Paolo di Paolo. Laureato in lettere alla Sapienza, con dottorato di ricerca all’Università di Roma Tre. Già nel 2003 è selezionato nella rosa dei cinque finalisti del premio Campiello giovani. Ha esordito con i racconti Nuovi cieli, nuove carte (2004) e a seguire il romanzo Raccontami dei giorni in cui sono nato (Perrone, Feltrinelli) e ancora Questa lontananza così vicina (Perrone, 2018). Nel 2011 pubblica Dove eravate tutti (Feltrinelli – premio Mondello).
Nel 2013 esce Mandami tanta vita (Feltrinelli ) finalista al premio Strega e premio Salerno. Nel 2016 pubblica Una storia quasi solo d’amore (feltrinelli). Nel 2019 il romanzo Lontano dagli occhi Vince il Premio Viareggio. Nel 2023 pubblica Romanzo Umani (Feltrinelli) finalista al Premio Strega 2024. Collabora con La Repubblica, L’Espresso e Vanity Fair. Dal 2020 conduce la trasmissione radio “La lingua batte” E’ autore di numerosi saggi.
Il libro di cui si parlerà è “Un mondo nuovo tutti i giorni. Piero Gobetti, una vita al presente”. Di Paolo si sofferma ad analizzare la vita di una figura straordinaria: Scrive: Era un ragazzo. Piero Gobetti a ventiquattro anni aveva fondato tre riviste, scritto di politica, di teatro, di letteratura, d’arte, aperto la casa editrice che ha pubblicato “Ossi di seppia” di Montale.
Già prima del delitto Matteotti, aveva denunciato la minacciosa demagogia del fascismo, l’uso politico della violenza. E si era opposto frontalmente a Mussolini, che impartì al prefetto di Torino l’ordine di “rendere la vita impossibile” al giovane oppositore. Una battaglia inesausta vissuta a fianco di Ada, la ragazza speciale divenuta sua moglie e destinata a sopravvivergli portando avanti le stesse cause: la resistenza, l’istruzione, la cultura. Piero, infatti, è eternato in una prodigiosa giovinezza, perché non ha mai compiuto venticinque anni. È morto a Parigi nel 1926, solo, stanco, ma con la testa piena di progetti e una visione culturale davvero europea”.
Paolo Di Paolo ripercorre questa esistenza luminosa in modo personalissimo e con la lente di una prossimità che oggi si avverte con più forza: quella di Piero non è affatto una parentesi chiusa nella storia, nella pagina di una vecchia rivista. Al contrario, la voce del ragazzo con gli occhiali a stanghetta e i capelli arruffati risuona di nuovo nel deserto del nostro cinismo. Ricaricando di senso una grande lezione morale, invitandoci a “restare politici nel tramonto della politica“, a non arrenderci mai al pessimismo e alla rassegnazione.
L’apertura della serata proporrà, come di consueto, i saluti del Presidente del Circolo Polimeni Avv. Ezio Privitera e del Presidente del Circolo Rhegium Julii Giuseppe Bova. Seguiranno gl’interventi di Ilda Tripodi, Giuseppe Caridi e Vincenzo Filardo.


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