Il presidente americano Donald Trump avrebbe approvato il piano d’attacco contro l’Iran e ne avrebbe ordinato l’esecuzione mentre si trovava in Turchia per il vertice Nato di Ankara. A riportarlo è Axios, che cita come fonte un funzionario statunitense. La decisione sarebbe maturata ad Ankara, dove Trump avrebbe incontrato alcuni dei principali membri della sua amministrazione e dei vertici militari.
Attacco USA all’Iran deciso durante il vertice Nato
Secondo quanto riferito, durante la permanenza in Turchia per il vertice Nato, Trump avrebbe tenuto un incontro con il segretario alla Difesa Pete Hegseth, il segretario di Stato Marco Rubio, il segretario al Tesoro Scott Bessent e il capo di Stato Maggiore congiunto, generale Dan Caine.
In quella sede sarebbe stato approvato il piano operativo contro l’Iran, poi eseguito con attacchi contro le aree meridionali del Paese. La notizia dell’attacco USA all’Iran arriva in un quadro di forte tensione legato alla sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz.
La posizione degli Stati Uniti: risposta agli attacchi nello Stretto di Hormuz
Il funzionario statunitense citato da Axios ha collegato direttamente l’operazione americana agli episodi avvenuti nella via marittima strategica. Secondo la fonte, “questa risposta è la diretta conseguenza degli atti di terrorismo internazionale perpetrati dall’Iran contro navi innocenti in transito nello Stretto di Hormuz. Gli iraniani conoscono le conseguenze delle loro azioni sconsiderate, eppure hanno scelto di perpetrare questi attacchi”.
Lo stesso funzionario ha poi sottolineato la portata degli attacchi attribuiti all’Iran, sostenendo che “sono stati da quattro a cinque volte più estesi e potenti rispetto a quelli effettuati a Hormuz dieci giorni prima”.
Iran, il Comando Centrale Khatam al-Anbia promette una risposta
Dopo gli attacchi statunitensi contro l’Iran, il Comando Centrale Khatam al-Anbia ha dichiarato che i recenti atti di aggressione degli Stati Uniti non resteranno impuniti. Lo riferisce l’agenzia di stampa Tasnim, citando un comunicato del massimo comando militare iraniano.
Nel testo, Teheran promette una reazione dura contro Washington: “le Forze armate della Repubblica Islamica daranno una risposta schiacciante ai più recenti atti terroristici degli Stati Uniti contro l’Iran”.
Teheran denuncia il “terrorismo americano” e rivendica il controllo sulla rotta sicura
Il quartier generale iraniano ha promesso di non lasciare impunito il “terrorismo americano”, sottolineando che i tentativi di Washington di interferire negli affari della via navigabile “in nessuna circostanza” resteranno senza risposta.
Nel comunicato viene inoltre ribadita la posizione iraniana sul transito delle navi nella zona: “Si ribadisce – si legge nel comunicato – che l’unico passaggio sicuro per le navi commerciali e le petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz è la rotta designata dalla Repubblica islamica”.
Stretto di Hormuz al centro della tensione tra Stati Uniti e Iran
Lo Stretto di Hormuz resta quindi il fulcro della nuova escalation tra Stati Uniti e Iran. Da una parte, Washington presenta l’operazione come una risposta agli attacchi contro navi in transito; dall’altra, Teheran denuncia una “sfacciata aggressione” e richiama il presunto mancato rispetto degli impegni assunti dagli Stati Uniti nell’ambito del memorandum d’intesa firmato con l’Iran il mese scorso.
La crisi si concentra così su una delle aree marittime più sensibili, mentre il confronto tra Washington e Teheran si sposta su un nuovo livello di tensione militare e diplomatica.
Colpite 85 installazioni militari USA i Kuwait e Bahrein
I guardiani della rivoluzione iraniana hanno annunciato di aver colpito 85 installazioni militari degli Stati Uniti in Kuwait e in Bahrein in risposta agli attacchi americani nello stretto di Hormuz. “In prima risposta a questa aggressione – si legge in un comunicato diffuso dalla televisione ufficiale Irib – la Marina e la Forza aerospaziale del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica (Irgc) hanno organizzato un’operazione congiunta con l’aiuto di missili e droni, colpendo 85 installazioni militari strategiche americane e abbattendo un drone MQ-9“.
Il Ministero degli Esteri del Kuwait ha condannato gli attacchi iraniani nel Paese: “si tratta di una violazione della sovranità e della sicurezza dello Stato“, ha dichiarato il ministero. “Ci riserviamo il diritto di adottare tutte le misure necessarie per preservare la nostra sovranità e difendere la nostra sicurezza“.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?