World Wide Mafia, il mistero della docu-inchiesta su Gratteri e la rabbia del pentito: “hanno giocato sporco e male, volevano farmi una trappola”

Confermate le anticipazioni rispetto alle reali motivazioni dietro la cancellazione, che nulla hanno a che fare con la debole giustificazione del bug audio-video: così il "signor Gruber" ha voluto forzare la mano

Continua a far discutere l’improvvisa cancellazione di “World Wide Mafia”, la docu-inchiesta sulla vita di Nicola Gratteri scomparsa da Disney+ dopo qualche giorno dalla sua messa in onda. Tantissimi gli interrogativi posti dagli utenti e non solo, anche perché altrettanti erano stati gli iscritti alla piattaforma solo per guardare il contenuto, che aveva già iniziato a fare successo. Tra le prime motivazioni, presunti bug audio-video, una versione però non credibile ai più. A “scavare” all’interno della vicenda, Il Giornale e La Stampa, che per primi hanno svelato cosa si celava dietro: la mancata liberatoria firmata dal pentito di mafia del Vibonese Emanuele Mancuso. La sua voce, infatti, non è stata modificata, ma mandata in onda così, integrale e riconoscibile. E questo per precisa scelta del giornalista e regista Jacques Charmelot, marito di Lilli Gruber.

“Hanno giocato sporco e male pensando che fossi uno abbandonato perché non sono controllabile, mi sono accorto che volevano farmi una trappola” si legge nel virgolettato diffuso oggi da Felice Manti, giornalista de Il Giornale. “Chi ci riporta de relato lo sfogo del pentito di mafia Emanuele Mancuso lo fa consapevole della posta in gioco: la sua vita” spiega Manti. “Lo scherzetto di rendere la sua intervista identificabile, senza ‘blerare’ il nome né modificare la voce, potrebbe avere messo a repentaglio l’incolumità del rampollo della potente e spietata famiglia di ’ndrangheta del Vibonese, che anni gli dà la caccia”.

“La leggerezza sarebbe una decisione del regista di World Wide Mafia Jacques Charmelot, la docuinchiesta sulla vita di Nicola Gratteri su Disney+ cancellata dopo pochi giorni per lo stop alla liberatoria di Mancuso da parte del legale Antonia Nicolini. Come anticipato, è in arrivo forse già oggi un esposto-denuncia contro Charmelot, giornalista e documentarista legato sentimentalmente a Lilli Gruber” svela il quotidiano.

Confermate da Il Giornale, dunque, le anticipazioni rispetto alle reali motivazioni dietro la cancellazione, che nulla hanno a che fare con la debole giustificazione del bug audio-video. Il “signor Gruber” ha voluto forzare la mano non modificando la voce del pentito di mafia, che per questo motivo non ha firmato la liberatoria. Un tratto della sua intervista, per altro, è stato mandato in onda come trailer del contenuto, dunque facilmente reperibile da chiunque come semplice modalità di promozione della docu-inchiesta. In pratica, l’ha visto anche chi non ha poi guardato “World Wide Mafia”.