La settimana più attesa è finalmente arrivata. Manca solo un pugno di ore a gara-1 della finale playoff, in programma domenica 7 giugno alle 19 al PalaCalafiore, con la Redel Viola pronta ad affrontare la temibile Scandone Avellino. Il clima è quello delle serate che restano nella storia, e a parlare è il coach Giulio Cadeo.“Finalmente, è una settimana basilare. Non è scontato essere arrivati fino a qui. Serve il pubblico delle grandissime occasioni. Questa è una classica: il nome Viola e il nome Scandone hanno scritto pagine importantissime anche nella massima serie di questa disciplina”, afferma Cadeo.
Dopo la serie vinta contro Angri, la squadra non si è gettata a capofitto nel lavoro fisico. Il tecnico ha scelto la via del recupero mentale prima ancora che atletico.“Ci siamo riposati, abbiamo dato uno stop ai ragazzi. Non sono premi – tiene a precisare Cadeo – ma situazioni valutate con lo staff medico e atletico. Il carico degli ultimi 25 giorni è stato pesantissimo, sia mentalmente che fisicamente. Abbiamo pensato a uno stop attivo, ma non di basket. Questa invece è una settimana classica: la prepariamo come una partita di campionato, con la differenza che è la finale”.
Sull’avversario, Cadeo non ha dubbi: la Scandone è una squadra ben attrezzata
Sull’avversario, Cadeo non ha dubbi: la Scandone è una squadra ben attrezzata. “Avellino ha tantissimi nomi fuori categoria. Noi abbiamo una squadra di assoluto rispetto, con giocatori altisonanti che hanno fatto altre categorie. Credo sia il piatto più appetitoso per tutti gli sportivi”, rimarca.
Ma che partita si aspetta? “Non lo so. Se guardo indietro, ogni finale è diversa. So che saranno partite con grande intensità e determinazione: a questo punto, queste caratteristiche non possono mancare. Ci troveremo in un ambiente ancora più carico, e finora questo ha portato benefici. Speriamo succeda anche stavolta”, puntualizza Cadeo.
Il PalaCalafiore, nelle ultime uscite, ha già dimostrato un’atmosfera da grande serata. Il tecnico lancia un appello. “Reggio Calabria sta dimostrando grandissima fame di sport. Abbiamo visto tanta gente anche nei livelli superiori, giocatori pronti a caricare il pubblico viso a viso. Ora però serve di più: invitiamo tutti quelli che non sono mai venuti al basket. Spazio ce n’è per tutti”, sottolinea Cadeo.
E a proposito di volti nuovi… “Ogni settimana qualcuno mi dice ‘vengo per la prima volta’. Io non sono scaramantico – sorride Cadeo – quindi benissimo, li aspettiamo”. Tifosi e addetti ai lavori tengono d’occhio Instagram di Marco Laganà, ancora in fase di recupero. Coach Cadeo chiede pazienza. “Sarà valutato con esami strumentali. Lui è stato bravo a seguire lo staff, e lo staff è stato sempre presente, non solo con Marco ma per tutta la stagione. Nei prossimi giorni sapremo a che punto è il suo recupero”, prosegue Cadeo.
Il cammino verso la finale è passato attraverso una bellissima serie contro Angri
Il cammino verso la finale è passato attraverso una bellissima serie contro Angri, chiusa con grande sportività tra pubblico e panchine. “Ho detto ai ragazzi: non dimentichiamo che questa squadra ha eliminato Monopoli, seppur in forma ridotta. E lo ha dimostrato fino in fondo – spiega Cadeo. – Chi mi ha impressionato di più? Nessuno in particolare, e tutti. Si è creata una situazione dove tutti hanno dato quello che potevano in quel momento. Insieme hanno ottenuto un risultato, ed è la cosa bella della pallacanestro”, aggiunge Cadeo.
Cadeo analizza poi le caratteristiche della finale. “La Scandone è completa: dopo sette minuti cambia quintetto e non capisci qual è quello base. Noi non siamo tanto diversi, abbiamo qualità diverse. Siamo due squadre diverse tatticamente, bisognerà trovare i punti deboli dell’altro. Ogni finale è diversa, ogni epilogo è diverso. Staremo a vedere. Gara-1 è un bivio, da lì si possono capire tante cose – conclude Cadeo – ma sarà solo 1-0. Non finisce la serie, tocca andare fino in fondo”.


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