Sono passati 40 anni, ma a pensarci viene sempre il magone, come la prima volta. Una notizia shock, una giovane vita spezza, un ragazzo di 21 anni che fino a qualche giorno prima aveva fatto sognare tutti al palazzetto, scomparso tragicamente. È la storia di Massimo Mazzetto, playmaker della mitica Viola di coach Benvenuti, con Hughes, Avenia, Campanaro. La sera del 17 giugno 1986, Reggio Calabria sente profumo di Mondiali. Gioca l’Italia, ma non quella che aveva convocato Mazzetto nel basket, quella di calcio.
Massimo era in compagnia di alcuni amici, stava rincasando: nel tentativo di superare un’automobile parcheggiata all’altezza del tornante che unisce via Reggio Campi e via Possidonea, per evitare un autobus che arrivava in direzione contraria, fece un salto su un muretto, perse però l’equilibrio e cadde da un’altezza di circa nove metri. Lo portarono in ospedale in condizioni disperate, con diverse fratture e lesioni interne. Venne sottoposto a una delicata operazione che non bastò a salvargli la vita. Alle ore 12:30 del giorno successivo morì per arresto cardiaco.
A 40 anni da quel maledetto 18 giungo 1986, l’associazione Viola Inside ne celebra ancora la memoria per tenere vivo il ricordo di un giovane ragazzo, destinato a una grande carriera, rimasto tragicamente legato a Reggio Calabria, ma nel cuore di tutti i tifosi reggini. Presenti i Total Kaos, tifo organizzato storico della Viola, un delegazione giovanile dell’attuale Viola e della Lumaka.











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