Un finale da film che ha lasciato tutti a bocca aperta per urlare, di gioia e di disperazione. Ironia della sorte, tutti e 5000 i tifosi del PalaCalafiore hanno passato entrambi gli stati d’animo, indipendentemente dalla maglia che indossavano. Tutto nello spazio di 4 secondi. Il finale di Viola-Avellino è complicato da raccontare a chi non ha dimestichezza con il basket. Quattro secondi, nella vita di una persona normale, scorrono talmente veloci che non si fa in tempo nemmeno a rendersene conto. Nella vita di un tifoso di basket, possono essere decisivi.
Ieri notte, la Viola è stata sotto tutta la partita, ha rimontato la corazzata Avellino nel finale e ha segnato la tripla del vantaggio a 4 secondi dalla fine con la bomba di Marini. Praticamente, il tiro della vittoria. PalaCalafiore letteralmente impazzito per un successo che sembrava non dover arrivare. E che non è arrivato, alla fine. Peccato che nessuno, in quel momento, potesse aspettarselo. Ribaltamento rapido, l’ex Bruno Duranti fa il più classico dei catch and shoot con la leggerezza di chi, ben oltre l’arco, a fil di sirena, deve prendere un macigno lanciato da un compagno e farlo partire verso il canestro dando vita alla giocata che deciderà vittoria o sconfitta per la sua squadra, probabilmente l’intera serie.
Quel tiro avrebbe tutte le ragioni per non entrare e nessuno se la sarebbe presa con Duranti che, al più, ci avrebbe provato. Invece, quel tiro è entrato. Tripla sulla sirena, Avellino vince 69-71 e si porta a casa Gara-1. Il video è diventato virale su tutti i social, ha fatto impazzire Avellino, piangere Reggio Calabria. È il bello del basket, sono le emozioni per le quali seguiamo questo sport. Nel bene e nel male. Dipende solo da che parte stai.


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