Potremmo elegantemente parlare di “dietrofront”. Ma oggi non ci sentiamo eleganti e né buonisti. E’ trasformismo, è ipocrisia, è schizofrenia. Quella dei media italiani, abituati a celebrare i personaggi della politica come eccelsi statisti, fenomeni, simboli storici. Certo, ma dopo che sono morti. Perché quando erano in vita, tutto il contrario. L’esempio lampante è Silvio Berlusconi. Gli hanno detto di tutto, tacciandolo persino di essere “fascista”, un po’ come fanno con Giorgia Meloni adesso. E sì, li ricordiamo, noi, gli anni di Governo con il Cavaliere alla guida: gruppi squadristi, olio di ricino, colpo di stato, marce infinite da Milano 2 a Palazzo Chigi, Comunisti uccisi a sangue freddo dopo i discorsi in Parlamento, razzismo, omofobia. Non è vero! Non vi scaldate.
Ovviamente, Berlusconi non era fascista. Quando però il leader azzurro governava l’Italia, per i grandi media italiani era da considerare un pericoloso estremista. Oggi è facile, per il giornalismo nazionale, il “dietrofront”, che – appunto – è solo e soltanto ipocrisia. L’argomento è Vannacci. Il Generale ha fatto irruzione nella politica italiana ormai da un po’ e i media si interrogano. Riportiamo, a tal proposito, una riflessione del Corriere della Sera pubblicata oggi, dove il quotidiano si chiede se il CentroDestra deciderà di stare con Vannacci o con Forza Italia, considerando il movimento azzurro in una posizione moderata e sicuramente lontana dall’ideologia del Generale.
Ecco la riflessione: “Intorno a lui (Vannacci, ndr) s’è infatti cominciato a coagulare un movimento di gente che non ha un giudizio negativo del fascismo, e che applaude eccitata a ogni suo comizio. Dove il generale non parla solo di remigrazione, ma ondeggia tronfio dentro discorsi in cui calpesta i diritti civili tra razzismo, negazionismo e omofobia. Ecco il punto: Marina Berlusconi non si siederà mai al tavolo con uno così. E, tra l’altro, c’è ragione di credere che non ci si sarebbe seduto nemmeno il padre Silvio. Guardate: su di lui, sulla sua stagione politica e umana, ciascuno di noi ha maturato un proprio giudizio. Ma è sicuro che il Cavaliere sapesse bene da che parte stare”.
Secondo il Corriere della Sera, dunque, Forza Italia starebbe lontano da Vannacci (fatto acclarato, anche a sentire le diverse dichiarazione del Governatore calabrese Occhiuto) anche perché Marina Berlusconi non lo accetterebbe. E neanche suo padre Silvio, se fosse ancora in vita e recitasse il ruolo di leader della coalizione, lo avrebbe accettato, secondo il noto quotidiano. Ma come: oggi Berlusconi non accetterebbe quello che i media definiscono vicino a posizioni fasciste, cioè Vannacci? Però, ai tempi in cui governava l’Italia, non si diceva lo stesso. Il Cavaliere, accusato costantemente di fascismo, oggi viene rivalutato dal Corriere della Sera, come simbolo ed emblema della lotta allo stesso.
Eppure Berlusconi scelse di far entrare nella propria coalizione i vari Alleanza Nazionale, Fratelli d’Italia, Fiamma Tricolore, Alternativa Sociale della Mussolini (federata direttamente con Forza Nuova), movimenti di Destra vera, praticamente identici a Futuro Nazionale, anzi anche – in quegli anni – pure più estremisti. Alla fine la realtà, nei fatti, è quella che sappiamo: Berlusconi non è mai stato fascista, è sempre stato un democratico, ha guidato un paese democratico con valori liberali, gli stessi che oggi animano Forza Italia. E lo ha fatto pur inglobando – all’interno della sua coalizione – movimenti radicali rispetto a quello che ha fondato.
Insomma, non è mai stato un estremista e i media lo sapevano, anche allora. Ma fa comodo dirlo solo oggi. All’epoca in cui governava, invece, era più semplice alimentare la propaganda fascista per tutto ciò che non fosse Sinistra, un po’ come oggi si fa con Meloni e Salvini, che però sono ancora vivi. Magari anche loro, in un futuro lontano, verranno rivalutati. “era una brava persona, salutava sempre”. E magari aveva, in fondo, anche il pugno chiuso…


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