Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, interviene sulla tragedia di Amendolara per esprimere cordoglio e vicinanza alle famiglie dei quattro braccianti uccisi e bruciati in macchina, chiedendo alla Regione Calabria un intervento concreto a sostegno dei familiari delle vittime. Corbelli si rivolge direttamente al governatore Roberto Occhiuto, del quale dice di apprezzare la preannunciata iniziativa di costituzione di parte civile contro gli assassini, sollecitando la Regione a farsi carico delle spese per il rimpatrio delle salme nei rispettivi Paesi e ad assegnare a ciascuna famiglia un contributo pari a un anno di lavoro di ognuno dei braccianti “insieme allo sgomento, il suo cordoglio e la sua vicinanza alle famiglie dei quattro braccianti uccisi e bruciati in macchina ad Amendolara”
Il leader del Movimento Diritti Civili chiede al governatore Roberto Occhiuto, del quale “apprezza la preannuncia iniziativa di costituzione di parte civile contro gli assassini”, di “farsi carico, con la Regione Calabria, delle spese per il rimpatrio delle salme dei poveri braccianti nei loro rispettivi Paesi e di compiere un ulteriore gesto di solidarietà nei confronti di queste quattro famiglie indigenti assegnando ad ognuna di loro un contributo pari ad un anno di lavoro di ciascuno di questi sfortunati immigrati regolari, che erano venuti nel nostro Paese a lavorare onestamente e con grandi sacrifici proprio per aiutare e sostenere le loro povere famiglie, afferma Corbelli”.
“Per l’orrore di Amendolara più che le parole, che non servono e che evito di pronunciare, per commentare qualcosa che non è umanamente possibile giudicare, perché è talmente mostruoso, preferisco il silenzio, il rispetto , il cordoglio per le famiglie delle quattro persone arse vive e con questo mio intervento, con l’appello al presidente Occhiuto, a cercare di fare qualcosa di concreto per dare oggi un aiuto reale alle famiglie delle vittime. Chiedo l’intervento della Regione perché in passato mi sono, più volte, personalmente interessato, anche con un sostegno economico (in alcuni casi anche insieme all’indimenticabile Padre Fedele), per il rimpatrio di altri migranti morti tragicamente e ho visto che spesso le famiglie delle vittime sono state lasciate sole. Per il resto per fare giustizia per l’orrore commesso è compito della magistratura, per eliminare lo sfruttamento di questi poveri lavoratori e combattere la piaga del caporalato è dovere del Governo e delle Istituzioni del nostro Paese”.
Nel suo intervento, Corbelli richiama anche le esperienze passate in cui si è interessato personalmente, anche con sostegno economico e in alcuni casi insieme a Padre Fedele, al rimpatrio di migranti morti tragicamente. Da qui l’appello alla Regione affinché le famiglie delle vittime non vengano lasciate sole. Per Corbelli, mentre il compito di fare giustizia spetta alla magistratura, il contrasto allo sfruttamento dei lavoratori e alla piaga del caporalato resta un dovere del Governo e delle istituzioni del Paese.



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