Sud chiama Nord amplia il proprio radicamento nel Meridione e guarda al Molise come nuova tappa del percorso politico avviato oltre la Sicilia. A Campobasso, nel corso di una conferenza stampa insieme alla presidente Laura Castelli, Cateno De Luca ha ribadito la volontà di costruire un progetto fondato sulla buona amministrazione, sull’azione concreta e sul superamento di una visione meramente lamentosa del divario tra Nord e Sud. La notizia centrale è l’ingresso del Molise nel percorso politico del movimento. De Luca ha infatti annunciato che il progetto di Sud chiama Nord “mette le radici anche qui”, sottolineando il rispetto dovuto al territorio molisano e la necessità di dare risposte concrete ai cittadini.
L’intervento di Cateno De Luca
Nel suo intervento, Cateno De Luca ha impostato il messaggio politico attorno a una scelta netta: continuare a lamentarsi per il divario Nord-Sud oppure agire per ribaltare la situazione. Il leader di Sud chiama Nord ha rivendicato la seconda strada, collegando questa impostazione alla propria storia politica e amministrativa. De Luca ha dichiarato testualmente: “ci sono due strade: o piangere per il divario Nord-Sud e per tutto quello che la politica romana ha fatto per arricchire il Nord a discapito del resto del Paese, oppure rimboccarsi le maniche e ribaltare questa situazione. Mi conoscete e sapete benissimo quale scelgo: la seconda. Sono da sempre contro il “Sud piagnone”, perché per cambiare le cose bisogna avere il coraggio di agire. Ho scelto di metterci la faccia non solo in Sicilia, ma in tutto il Meridione, perché siete in tantissimi a scriverci e a chiederci un aiuto concreto. Oggi l’ho ribadito anche a Campobasso, in Molise, in conferenza stampa insieme alla nostra presidente Laura Castelli. Il Molise merita rispetto e il nostro progetto da oggi mette le radici anche qui. La buona amministrazione non conosce colori politici né confini. Siamo un movimento post-ideologico: per noi esistono solo le cose giuste da fare per i cittadini”.
Il tema del divario Nord-Sud al centro del messaggio politico
Il riferimento al divario Nord-Sud rappresenta il cuore dell’intervento di De Luca. Il leader di Sud chiama Nord denuncia una storica penalizzazione del Mezzogiorno da parte della politica nazionale, ma allo stesso tempo rifiuta una narrazione esclusivamente vittimistica.
La sua posizione è costruita su un doppio livello: da un lato la critica alla “politica romana” accusata di aver favorito il Nord a discapito del resto del Paese, dall’altro l’appello al protagonismo dei territori meridionali. Per De Luca, il Sud non deve limitarsi a denunciare le disuguaglianze, ma deve organizzarsi, amministrare meglio e pretendere risultati. Questa impostazione punta a intercettare un sentimento diffuso nel Mezzogiorno, trasformando la protesta in proposta politica e amministrativa.
“Contro il Sud piagnone”: la linea dell’azione concreta
Uno dei passaggi più forti del comunicato è la presa di distanza dal cosiddetto “Sud piagnone”. De Luca utilizza questa espressione per indicare un atteggiamento che, a suo giudizio, non basta più per cambiare le condizioni del Meridione. Il messaggio è chiaramente orientato all’azione: per modificare i rapporti di forza e affrontare le criticità dei territori serve “rimboccarsi le maniche”. In questa prospettiva, la buona amministrazione diventa lo strumento principale per dimostrare che il Sud può produrre risultati, governare processi e costruire alternative. La linea politica di Sud chiama Nord viene quindi presentata come una risposta operativa alle difficoltà storiche del Mezzogiorno, lontana tanto dalla rassegnazione quanto dalle appartenenze ideologiche tradizionali.
Dal modello siciliano al radicamento nel Meridione
De Luca sottolinea di aver scelto di “metterci la faccia” non solo in Sicilia, ma in tutto il Meridione. È un passaggio che conferma la volontà di trasformare Sud chiama Nord da esperienza nata e consolidata nell’isola a progetto politico più ampio, capace di parlare a diverse regioni del Sud. La conferenza stampa di Campobasso si inserisce in questa strategia di espansione territoriale. Dopo le tappe e le iniziative avviate in altre aree, il movimento guarda ora al Molise come territorio in cui costruire presenza, relazioni e radicamento politico. Il riferimento ai tanti cittadini che scrivono e chiedono “un aiuto concreto” rafforza la narrazione di un movimento chiamato dai territori, più che imposto dall’alto. De Luca lega così la crescita del progetto alla domanda di rappresentanza che arriverebbe da diverse comunità meridionali.


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