“Terribile! Terribile! La morte dei quattro braccianti stranieri, arsi vivi all’interno della loro auto, rappresenta un orrore inimmaginabile che scuote profondamente le coscienze che ha lasciato attonita l’intera comunità nazionale”. È quanto afferma Coldiretti Calabria nell’esprimere il più profondo cordoglio e la propria vicinanza alle famiglie delle vittime, colpite da una tragedia che non può e non può lasciare indifferenti. “Siamo di fronte a un episodio di una gravità sconvolgente che nulla ha a che vedere con il mondo agricolo, con il lavoro nelle campagne e con i valori che quotidianamente animano centinaia di migliaia di imprese agricole italiane. Si tratta di un fatto criminale e disumano che richiama ancora una volta la necessità di mantenere altissima l’attenzione contro ogni forma di diritti negati”, rimarca la nota. “Proprio per questo è necessario continuare a rafforzare l’azione di controllo e contrasto a tutte le forme di lavoro irregolare e di sfruttamento, colpendo senza esitazione chi opera fuori dalla legalità e danneggia al tempo stesso i lavoratori e le imprese oneste che subiscono una concorrenza sleale“, evidenzia la nota.
Coldiretti ricorda di essere stata “tra le prime organizzazioni a sostenere con forza l’introduzione della legge contro il caporalato”
Coldiretti ricorda di essere stata “tra le prime organizzazioni a sostenere con forza l’introduzione della legge contro il caporalato (n. 199/2016). Una legge, che modifica l’art. 603‑bis del Codice penale e introduce il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro”, presentata in Calabria una delle più avanzate d’Europa , sicuramente uno strumento indispensabile per tutelare la dignità del lavoro e contrastare le infiltrazioni criminali nelle filiere produttive. Ecco, la chiave è l’applicazione della Legge che, punisce caporali e imprenditor, definisce chiaramente lo sfruttamento, prevede pene severe (carcere e multe), colpisce anche il patrimonio e le aziende prevedendo la confisca e tutela i lavoratori sfruttati con un fondo anti-tratta”.
“In questi anni l’impegno non si è mai fermato grazie anche all’attività svolta insieme alla Fondazione Osservatorio Agromafie, attraverso iniziative di monitoraggio, studio, sensibilizzazione e promozione della legalità, con l’obiettivo di prevenire ogni forma di sfruttamento e rafforzare la trasparenza lungo tutta la filiera agroalimentare. La tragedia che ha colpito questi quattro lavoratori- prosegue Coldiretti- impone una riflessione profonda e un rinnovato impegno da parte di tutte le istituzioni, delle forze sociali e del mondo produttivo. La legalità, il rispetto della persona e la tutela della vita umana devono restare principi non negoziabili. Solo così sarà possibile isolare chi opera nell’illegalità e difendere il lavoro vero, quello che ogni giorno contribuisce alla crescita economica e sociale del Paese nel rispetto delle regole e della dignità delle persone”.
Il presidente regionale Franco Aceto ha ribadito che: “la tragedia di Amendolara è una ferita profondissima per tutta la Calabria. Siamo davanti a un orrore disumano, che provoca dolore e rabbia. Ai familiari delle vittime va il cordoglio più sincero e la vicinanza di tutto il mondo agricolo sano, quello fatto da imprese che ogni giorno lavorano nel rispetto delle regole, della dignità delle persone e della legalità. Quanto accaduto non può essere confuso con l’agricoltura calabrese, né con le migliaia di aziende oneste che presidiano i territori e creano lavoro regolare, dignitoso e trasparente. Bene ha fatto la Regione a costituirsi parte civile e questo lo sosterremo Coldiretti continuerà a fare la propria parte, anche attraverso della Fondazione Osservatorio Agromafie, per sostenere ogni azione utile contro sfruttamento, illegalità e infiltrazioni criminali. Di fronte a quattro vite spezzate in modo così atroce sicuramente non bastano le parole: serve un impegno comune, concreto e permanente, da parte delle istituzioni, delle forze dell’ordine, delle organizzazioni sociali e del mondo produttivo, per difendere il lavoro vero e la Calabria perbene”.


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