Il mare sullo sfondo, la torre cinquecentesca che domina la costa e le testimonianze di una città antica che continua a raccontarsi attraverso gli scavi. Nel Parco Archeologico dei Tauriani le Giornate Europee dell’Archeologia diventano un viaggio tra storia e musica, capace di unire il rigore della ricerca al linguaggio universale delle emozioni. Il programma prenderà il via sabato 13 giugno con “Sotto la Torre”, un pomeriggio dedicato alla scoperta del patrimonio storico e archeologico di Taureana.
A partire dalle ore 16 e fino alle 20 il Parco resterà aperto ai visitatori, offrendo la possibilità di partecipare alle visite guidate e di esplorare anche i più recenti settori di scavo. Un’occasione preziosa per osservare da vicino le tracce dell’antica città, passeggiare tra i resti che raccontano secoli di storia e comprendere il lavoro di ricerca che continua a restituire nuove conoscenze su uno dei siti archeologici più significativi della costa tirrenica calabrese.
La giornata sarà impreziosita dalla conferenza “La torre di Taureana e il sistema difensivo del Cinquecento”, in programma alle ore 17 e affidata a Francesca Martorano, docente di Archeologia e Storia dell’Architettura presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria. L’incontro offrirà uno sguardo approfondito sul ruolo della torre costiera, simbolo del Parco e punto di riferimento del paesaggio palmese, inserendola nel più ampio sistema difensivo che nel XVI secolo proteggeva le coste calabresi dalle incursioni provenienti dal mare. Attraverso il racconto delle trasformazioni architettoniche e delle strategie di controllo del territorio, il pubblico potrà riscoprire una pagina fondamentale della storia mediterranea e comprendere come queste strutture abbiano contribuito per secoli alla sicurezza delle comunità costiere.
Domenica 14 giugno, invece, sarà la musica a prendere il testimone della memoria con “Sotto il cielo degli antichi. Concerto al Parco”, in programma alle ore 18. Un appuntamento che vedrà protagonisti i giovani musicisti dell’Ensemble di Ibicolab: le flautiste Sara Ciullo ed Emilia Pallero, il chitarrista Alessandro Sorrentino, i clarinettisti Giuseppe Orlando e Francesca Pitasi, il sassofonista Edoardo Iusi e le violiniste Sara Impiombato e Priscilla Repaci.
IbicoLab rappresenta una delle più significative realtà educative e musicali del territorio palmese. Attraverso lo studio degli strumenti e la pratica d’insieme, l’associazione lavora quotidianamente per accompagnare bambini, adolescenti e giovani in un percorso di crescita artistica e personale, con l’obiettivo di formare musicisti, creare occasioni di aggregazione e costruire nel tempo una vera e propria orchestra giovanile. I ragazzi e le ragazze che saliranno insieme ai maestri sul palco del Parco dei Tauriani sono il frutto concreto di questo lavoro educativo, portato avanti con passione e continuità, e rappresentano una testimonianza di come la musica possa diventare strumento di formazione, impegno e crescita per le nuove generazioni.
Dopo di loro si esibirà il Coro N. A. Manfroce, diretto dal maestro Daniele Ciullo con l’accompagnamento pianistico della maestra Natalia Tatievskaya.
Sarà un percorso musicale costruito come un racconto, capace di attraversare secoli, stili e sensibilità differenti. Ad aprire il concerto sarà il Tourdion, brano dal ritmo antico e coinvolgente che sembra arrivare direttamente dalle feste popolari dei nostri avi, portando con sé energia, vitalità e un irresistibile senso di condivisione.
Con l’Orfeo di Gluck si entrerà nel mondo dell’opera e del melodramma. Il mito dell’eroe che sfida il regno delle ombre per amore trascinerà il pubblico attraverso scenari oscuri e drammatici, in un viaggio musicale che conduce dalla sofferenza alla liberazione, dalla perdita alla speranza.
Il concerto renderà poi omaggio a due grandi figure della tradizione musicale calabrese. In “De’ nostri avi”, tratto dall’opera di Nicola Antonio Manfroce, emerge un messaggio di fratellanza e riconciliazione che attraversa il tempo come un autentico invito alla pace. Un tema che ritorna con sorprendente attualità anche nel coro di apertura della Gina di Francesco Cilea, dove la musica si fa rifiuto della guerra e difesa dei valori umani più profondi.
Non mancherà l’omaggio al grande repertorio verdiano con un vivace brano tratto dal Trovatore, prima della conclusione affidata a una delle pagine più amate della storia della musica: il Va’ Pensiero di Giuseppe Verdi. Un coro immortale che parla di patria, memoria e appartenenza con una forza poetica che pochi compositori sono riusciti a raggiungere. Nelle parole degli esuli che ricordano la terra perduta si riflette un sentimento universale, capace ancora oggi di emozionare e di parlare a generazioni diverse.
Promosse dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Reggio Calabria e la Provincia di Vibo Valentia, in collaborazione con il Comune di Palmi, il Movimento Culturale San Fantino, IbicoLab e il Coro N. A. Manfroce, le iniziative si inseriscono nel più ampio programma delle Giornate Europee dell’Archeologia, manifestazione che ogni anno coinvolge musei, parchi archeologici e istituzioni culturali di tutta Europa con l’obiettivo di avvicinare il pubblico alla ricerca e alla valorizzazione del patrimonio storico.
Tra archeologia, paesaggio e musica, il Parco Archeologico dei Tauriani offrirà così ai visitatori un’esperienza immersiva nel cuore della storia di Taureana. Un’occasione per riscoprire il patrimonio culturale non come semplice testimonianza del passato, ma come spazio vivo di incontro, conoscenza e bellezza, dove le pietre degli antichi continuano ancora a dialogare con il presente.


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