I nuovi sondaggi politici SWG sugli orientamenti di voto aggiornati al 22 giugno 2026 consegnano una fotografia di sostanziale stabilità del quadro nazionale, ma con alcuni segnali politici significativi. Fratelli d’Italia resta nettamente il primo partito con il 27,7%, pur registrando un lieve calo dello 0,2% rispetto alla stima del 15 giugno 2026. In flessione anche il Partito Democratico, che scende al 21,8%, e il Movimento 5 Stelle, indicato al 13,2%. Forza Italia sale al 7,4%, la Lega cresce al 5,4%, mentre Azione raggiunge il 3,7%. In aumento anche Verdi e Sinistra, al 6,6%, e Italia Viva, al 2,5%. Restano invece stabili Futuro Nazionale, +Europa, Ora!, Altre liste e la quota di chi non si esprime, ferma al 27%.
Sondaggi politici SWG 22 giugno 2026: Fratelli d’Italia resta in testa al 27,7%
Secondo la rilevazione SWG per La7, Fratelli d’Italia si conferma il primo partito nelle intenzioni di voto. La formazione guidata da Giorgia Meloni viene stimata al 27,7%, in calo dello 0,2% rispetto al 27,9% rilevato nella settimana precedente, il 15 giugno 2026. Il dato conferma la posizione di forza di Fratelli d’Italia nel panorama politico nazionale, anche se la lieve flessione segnala un piccolo arretramento nel consenso. La distanza dal secondo partito resta comunque ampia: il vantaggio sul Partito Democratico è di 5,9 punti percentuali. Nel quadro complessivo degli orientamenti di voto, il primo partito del centrodestra mantiene dunque una leadership solida, mentre gli altri partiti della coalizione mostrano segnali di crescita, con Forza Italia e Lega entrambe in aumento rispetto alla settimana precedente.
Partito Democratico in calo al 21,8%
Il Partito Democratico viene stimato al 21,8%, in diminuzione dello 0,3% rispetto al 22,1% del 15 giugno. Si tratta della flessione più marcata tra i principali partiti indicati nella rilevazione. Il PD resta saldamente la seconda forza politica nazionale, ma il calo settimanale allarga leggermente la distanza da Fratelli d’Italia. Nel confronto tra i due principali partiti, il dato evidenzia una fase in cui il centrosinistra non riesce a ridurre il divario con il centrodestra. Per il Partito Democratico, la rilevazione fotografa quindi una posizione stabile nella gerarchia politica nazionale, ma con un arretramento che assume rilievo soprattutto perché avviene contemporaneamente al lieve calo del Movimento 5 Stelle, altra forza centrale nello scenario dell’opposizione.
Movimento 5 Stelle al 13,2%, lieve arretramento
Il Movimento 5 Stelle si attesta al 13,2%, perdendo lo 0,1% rispetto alla stima precedente, quando era indicato al 13,3%. Anche in questo caso si tratta di una variazione contenuta, ma che conferma una settimana di leggera difficoltà per le principali forze dell’opposizione. Il dato del M5S mantiene il partito al terzo posto nel quadro degli orientamenti di voto, a distanza sia dal Partito Democratico sia dalle forze di centrodestra considerate singolarmente. La rilevazione segnala una sostanziale tenuta, ma senza elementi di crescita. Nel complesso, la somma delle variazioni di PD e Movimento 5 Stelle indica un piccolo arretramento del campo progressista e dell’opposizione parlamentare più ampia, mentre alcune liste minori e alcuni partiti del centrodestra registrano segnali positivi.
Forza Italia cresce al 7,4% e si conferma davanti a Lega e Verdi-Sinistra
Tra i partiti in crescita, spicca Forza Italia, che passa dal 7,2% al 7,4%, con un incremento dello 0,2%. Il partito si conferma così la quarta forza politica tra quelle indicate nella rilevazione e mantiene un vantaggio sulla Lega, stimata al 5,4%. Il dato di Forza Italia è politicamente rilevante perché rafforza il peso del partito all’interno del centrodestra. In una coalizione guidata da Fratelli d’Italia, la crescita degli alleati rappresenta un elemento da osservare con attenzione, soprattutto in relazione agli equilibri interni. La crescita dello 0,2% è la stessa registrata da Azione, ma nel caso di Forza Italia incide su un bacino elettorale più ampio e conferma una fase di consolidamento del partito nell’area moderata del centrodestra.
Verdi – Sinistra sale al 6,6%
Verdi – Sinistra viene stimato al 6,6%, in aumento dello 0,1% rispetto al 6,5% della settimana precedente. La lista si colloca davanti alla Lega e a Futuro Nazionale, confermando una presenza significativa nel campo progressista. Il dato di Verdi e Sinistra rappresenta uno dei pochi segnali positivi nell’area alternativa al centrodestra, in una settimana in cui Partito Democratico e Movimento 5 Stelle registrano entrambi una flessione. L’aumento è contenuto, ma consente alla lista di rafforzare leggermente la propria posizione.
Lega in aumento al 5,4%
La Lega sale al 5,4%, guadagnando lo 0,1% rispetto al 5,3% della rilevazione precedente. Il partito resta dietro Forza Italia e Verdi e Sinistra, ma registra comunque un segnale positivo. Nel centrodestra, la Lega si colloca al terzo posto tra le forze della coalizione, dopo Fratelli d’Italia e Forza Italia. L’incremento settimanale, pur limitato, contribuisce alla crescita complessiva dell’area di governo, considerando anche il progresso di Forza Italia. Il dato conferma una situazione in cui la coalizione di centrodestra resta trainata da Fratelli d’Italia, ma vede anche gli altri due partiti principali muoversi in territorio positivo nella settimana presa in esame.
Futuro Nazionale stabile al 5,3%
Futuro Nazionale resta stabile al 5,3%, senza variazioni rispetto alla stima del 15 giugno 2026. Il dato colloca la formazione immediatamente sotto la Lega, dalla quale è separata da appena 0,1 punti percentuali. La stabilità di Futuro Nazionale è uno degli elementi che confermano il quadro generale di limitata oscillazione. La rilevazione non mostra cambiamenti rilevanti per questa forza politica, che mantiene la propria posizione nella parte centrale della classifica dei partiti. Nel confronto con le altre liste, Futuro Nazionale resta sopra Azione, Italia Viva, +Europa, Noi Moderati, Ora! e Altre liste, confermando un consenso superiore a quello dei partiti minori indicati nella seconda tabella.
Azione cresce al 3,7%, Italia Viva sale al 2,5%
Nell’area centrista e liberale, Azione registra una crescita dello 0,2%, passando dal 3,5% al 3,7%. È uno degli incrementi più evidenti della rilevazione, insieme a quello di Forza Italia. Il partito si colloca sopra Italia Viva, +Europa, Noi Moderati e Ora!. Anche Italia Viva cresce, passando dal 2,4% al 2,5%, con un aumento dello 0,1%. Il movimento resta sotto la soglia del 3%, ma mostra un piccolo segnale positivo rispetto alla settimana precedente. Il dato combinato di Azione e Italia Viva segnala un lieve rafforzamento dell’area riformista e moderata non collocata nei principali blocchi. In un quadro politico frammentato, questi movimenti possono assumere un ruolo importante nelle dinamiche di alleanza e nella costruzione di eventuali coalizioni.
+Europa stabile all’1,6%, Noi Moderati in calo all’1,0%
+Europa resta stabile all’1,6%, senza variazioni rispetto al dato del 15 giugno 2026. La formazione mantiene quindi la propria posizione, senza segnali di crescita o arretramento nella settimana considerata. Diverso il dato di Noi Moderati, che scende dall’1,1% all’1,0%, perdendo lo 0,1%. La variazione è contenuta, ma colloca il partito sullo stesso livello di Ora!, anch’esso stimato all’1,0%. Il dato di Ora! resta invece invariato rispetto alla settimana precedente. La lista conferma l’1,0%, senza oscillazioni. Anche Altre liste rimangono stabili al 2,8%.
Non si esprime il 27% degli elettori
Uno degli elementi più rilevanti della rilevazione è la quota di chi non si esprime, indicata al 27%. Il dato resta invariato rispetto alla settimana precedente e conferma il peso significativo dell’area degli indecisi, degli astenuti o di chi non indica una preferenza. La percentuale di chi non si esprime è superiore al consenso attribuito a qualunque singolo partito, compreso Fratelli d’Italia. Questo elemento conferma quanto l’area del non voto o dell’incertezza continui a rappresentare un fattore decisivo nel quadro politico italiano. Nel contesto degli orientamenti di voto, il 27% di cittadini che non indica una scelta rende ancora più importante la lettura delle tendenze, perché una parte consistente dell’elettorato resta fuori dalla distribuzione delle preferenze espresse.
Il quadro complessivo: centrodestra stabile e opposizioni in lieve flessione
La fotografia del 22 giugno 2026 mostra un centrodestra ancora in posizione di forza. Fratelli d’Italia cala leggermente, ma resta primo partito con ampio margine. Allo stesso tempo, Forza Italia e Lega crescono, compensando la flessione del partito principale della coalizione. Sul fronte delle opposizioni, il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle perdono rispettivamente lo 0,3% e lo 0,1%, mentre Verdi e Sinistra cresce dello 0,1%. Il campo progressista appare quindi attraversato da movimenti differenziati, con un arretramento dei due partiti maggiori e un piccolo progresso della componente rossoverde. L’area centrista vede invece in crescita Azione e Italia Viva, mentre +Europa resta stabile e Noi Moderati arretra leggermente. Nel complesso, le variazioni sono limitate, ma raccontano una settimana in cui i movimenti più positivi si concentrano tra centrodestra e area moderata.
La nota metodologica del sondaggio SWG
I dati sono espressi in percentuale e fanno riferimento a un sondaggio realizzato da SWG S.p.A. per conto di La7 S.p.A.. L’indagine è stata condotta con tecnica mista CATI-CAMI-CAWI su un campione di 1.200 soggetti maggiorenni residenti in Italia, con 4320 non rispondenti, tra il 17 e il 22 giugno 2026. Il campione è stratificato per zona e prevede quote per età e sesso. Il margine d’errore statistico dei dati riportati è del 2,8% al livello di confidenza del 95%. I numeri vanno quindi letti tenendo conto del margine d’errore e della natura stimata degli orientamenti di voto, che fotografano una tendenza in un determinato periodo e non un risultato elettorale definitivo.




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