Sicilia, Pd nel caos: “Barbagallo si dimetta, risultati a dir poco disastrosi”

Sicilia, Pd nel caos: "dinnanzi all'inadeguatezza politica e alla totale perdita di lucidità di Anthony Barbagallo, non possiamo più rimanere in silenzio"

Si apre una nuova fase di forte tensione interna nel Pd siciliano dopo la direzione regionale del partito che si è tenuta a Termini Imerese. Al centro dello scontro politico c’è il segretario regionale del Partito democratico, il deputato Anthony Barbagallo, duramente contestato dai dirigenti siciliani di Energia popolare e Left Wing. La notizia più rilevante è l’attacco frontale rivolto dalle due componenti dem alla leadership regionale del partito. In una nota congiunta, i dirigenti di Energia popolare e Left Wing mettono in discussione la capacità di Barbagallo di costruire l’unità interna del Partito democratico in Sicilia, accusandolo di non aver preso atto delle difficoltà politiche emerse e di continuare a guidare il partito nonostante, secondo i firmatari, sul suo nome non sarebbe più possibile comporre una sintesi unitaria.

Energia popolare e Left Wing contro Barbagallo

Il comunicato si apre con parole molto dure nei confronti del segretario regionale del Pd Sicilia. La nota afferma: “dinnanzi all’inadeguatezza politica e alla totale perdita di lucidità di Anthony Barbagallo, non possiamo più rimanere in silenzio. Anziché prendere atto che sul suo nome è impossibile costruire l’unità del partito e fare quindi un passo indietro, Barbagallo continua a tenere in ostaggio il PD siciliano”. A pronunciare queste accuse, in una nota congiunta, sono i dirigenti siciliani di Energia popolare e Left Wing, intervenuti dopo la direzione regionale del Pd tenuta a Termini Imerese sul segretario regionale Anthony Barbagallo.

Il nodo dei risultati alle amministrative siciliane

Nel documento, Energia popolare e Left Wing contestano anche la lettura fornita da Barbagallo sui risultati delle elezioni amministrative siciliane. Secondo i dirigenti delle due componenti, il bilancio del partito nei comuni chiamati al voto non giustificherebbe narrazioni positive o trionfalistiche.

La nota prosegue: “le fantasiose narrazioni trionfalistiche del segretario regionale sui risultati delle amministrative siciliane non possono nascondere la realtà di una gestione disastrosa e con risultati modesti e in alcuni contesti irrilevanti – aggiungono – Basta vedere le percentuali della lista del Pd nei comuni sopra i 15 mila abitanti per capire la reale situazione del partito in Sicilia: Ispica 2,5%, Augusta 3,4%, Carini 6,6%, Bronte 8,1%, Barcellona 8,8%, Marsala 8,7%, Agrigento 8,4% Messina 8,5%. A Milazzo la lista del Pd insieme ai 5 Stelle e a Rifondazione comunista ha raccolto appena il 6,2%. Soltanto dove lui non ha messo mano si sono raggiunti risultati più significativi: a Floridia il 12,45% (eletto il sindaco Marco Carianni), a Lentini il 13,1% (eletto il sindaco Enzo Pupillo), a Termini Imerese il 13,6% (eletta la sindaca Maria Terranova del M5S), ad Agrigento il 9,4% (eletto il sindaco Michele Sodano di Controcorrente)”.

Il passaggio è politicamente significativo perché collega la critica alla leadership di Anthony Barbagallo a una serie di dati elettorali nei comuni sopra i 15 mila abitanti. Secondo i firmatari, quelle percentuali dimostrerebbero una difficoltà strutturale del Pd in Sicilia, soprattutto nei territori in cui la gestione politica del segretario regionale sarebbe stata più incisiva.

Le percentuali contestate nei comuni sopra i 15 mila abitanti

La nota richiama una lunga serie di risultati elettorali attribuiti alla lista del Pd nei comuni siciliani sopra i 15 mila abitanti. I dati citati vengono utilizzati dai dirigenti di Energia popolare e Left Wing per sostenere la tesi di una gestione definita “disastrosa” e di risultati ritenuti modesti. Nel comunicato vengono indicate le percentuali di Ispica, Augusta, Carini, Bronte, Barcellona, Marsala, Agrigento e Messina, oltre al caso di Milazzo, dove viene specificato che la lista del Pd insieme ai 5 Stelle e a Rifondazione comunista avrebbe raccolto appena il 6,2%. La critica non si limita al dato numerico, ma punta a contestare la narrazione politica del risultato. Per le due aree dem, infatti, i numeri citati dimostrerebbero che il partito non può considerare positivamente l’esito delle amministrative e che sarebbe necessario aprire una riflessione più profonda sulla linea regionale.

I casi rivendicati come risultati più significativi

Nella stessa nota, i dirigenti siciliani di Energia popolare e Left Wing distinguono alcuni casi in cui, a loro giudizio, il Partito democratico avrebbe ottenuto risultati più significativi proprio laddove Barbagallo non avrebbe avuto un ruolo diretto nella costruzione politica delle alleanze o delle candidature. Vengono citati Floridia, con il 12,45% e l’elezione del sindaco Marco Carianni; Lentini, con il 13,1% e l’elezione del sindaco Enzo Pupillo; Termini Imerese, con il 13,6% e l’elezione della sindaca Maria Terranova del M5S; e Agrigento, con il 9,4% e l’elezione del sindaco Michele Sodano di Controcorrente. Questo passaggio accentua lo scontro interno, perché i risultati vengono letti non soltanto come dati elettorali, ma come elementi di valutazione politica sulla gestione della segreteria regionale. La contrapposizione interna si concentra così sul rapporto tra direzione del partito, radicamento territoriale e capacità di costruire coalizioni competitive.

Enna, Messina e Catania al centro delle critiche

La nota congiunta dedica un ulteriore passaggio alla gestione delle amministrative in alcuni territori considerati particolarmente rilevanti. Nel mirino finiscono Enna, Messina e soprattutto la provincia di Catania, territorio politicamente legato ad Anthony Barbagallo.

I dirigenti di Energia popolare e Left Wing affermano: “Sulla gestione di Barbagallo delle elezioni amministrative a Enna e a Messina meglio stendere un velo pietoso – proseguono – A Catania, nella sua provincia, il PD ha avuto risultati a dir poco disastrosi, a partire da Bronte dove il suo candidato sindaco è arrivato quarto e ha eletto un solo consigliere comunale. Il caso di Randazzo è l’esempio più eclatante delle sue contraddizioni: da segretario regionale sostiene il segretario di circolo Anzalone come candidato sindaco (sostenuto a sua volta dal sindaco uscente il cui comune è stato sciolto per mafia) e da componente della Commissione nazionale antimafia lo dichiara subito dopo “impresentabile”. Il massimo della sua coerenza lo riesce però ad esprimere a Pedara e a Trecastagni, dove da segretario regionale del Pd benedice l’alleanza con Fratelli d’Italia”.

Il caso Randazzo e le accuse di contraddizione politica

Tra i punti più delicati della nota c’è il riferimento al caso di Randazzo, definito dai dirigenti di Energia popolare e Left Wing come “l’esempio più eclatante” delle contraddizioni attribuite a Barbagallo. La vicenda viene richiamata nel comunicato per contestare il doppio ruolo del segretario regionale del Pd Sicilia, da un lato guida politica del partito nell’isola e dall’altro componente della Commissione nazionale antimafia.

Secondo quanto riportato nella nota, Barbagallo avrebbe sostenuto il segretario di circolo Anzalone come candidato sindaco, per poi dichiararlo subito dopo “impresentabile”. Il passaggio è uno dei più duri dell’intero comunicato, perché viene utilizzato per mettere in discussione la coerenza politica del segretario regionale e la gestione dei casi territoriali più controversi.

Le alleanze con Fratelli d’Italia a Pedara e Trecastagni

Un altro fronte di critica riguarda Pedara e Trecastagni, dove i firmatari contestano a Barbagallo di aver benedetto, da segretario regionale del Pd, l’alleanza con Fratelli d’Italia. Anche questo elemento viene inserito nella nota come prova delle contraddizioni politiche attribuite alla leadership regionale.

Il tema delle alleanze è uno dei più sensibili nel dibattito interno al Partito democratico, soprattutto in un contesto come quello siciliano, dove la costruzione di coalizioni locali può assumere configurazioni differenti rispetto agli schemi nazionali. Tuttavia, per Energia popolare e Left Wing, quei casi rappresentano un punto politico critico e vengono richiamati per rafforzare la richiesta di una riflessione interna sulla direzione del partito.