Il conto alla rovescia è ormai agli ultimi giri. Entro la mezzanotte di oggi, 16 giugno, le società aventi diritto dovranno completare gli adempimenti per l’iscrizione al prossimo campionato di Serie C. È il primo vero spartiacque dell’estate della terza serie: da una parte le domande presentate, dall’altra quelle che eventualmente non arriveranno; poi, in un secondo momento, il controllo sulla validità della documentazione e l’eventuale apertura dei procedimenti per completare l’organico.
Il punto centrale è proprio questo: oggi non si chiude definitivamente il quadro, ma si capisce da dove ripartirà la Serie C. La scadenza di mezzanotte servirà innanzitutto a stabilire quante società avranno presentato regolarmente la domanda nei tempi previsti. Solo dopo entreranno in scena le verifiche federali, che dovranno accertare la completezza degli adempimenti economico-finanziari, amministrativi, legali e infrastrutturali richiesti dal sistema delle Licenze Nazionali.
Il numero da guardare è 59. Se entro oggi si iscriveranno 59 società, significherà che all’appello mancherà soltanto la Ternana, già fuori dal perimetro professionistico e destinata a lasciare un posto vacante. In questo scenario il Foggia andrebbe verso la riammissione in Serie C. Non un ripescaggio in senso tecnico, ma una riammissione per occupare il posto lasciato libero da una società che non parteciperà al campionato.
Attenzione, però: anche qualora le domande presentate fossero 59, non sarebbe ancora il momento dei verdetti definitivi. Bisognerebbe poi attendere il controllo sulla validità delle pratiche. Di quelle 59 domande, infatti, bisognerà verificare se saranno tutte complete, corrette e accompagnate da tutti i requisiti richiesti. Solo se una o più domande dovessero essere respinte, scatterebbe il meccanismo dei ripescaggi.
Riammissione e ripescaggio: la differenza decisiva
Nel linguaggio comune si tende a parlare sempre di “ripescaggio”, ma nel caso della Serie C la distinzione è sostanziale. La riammissione riguarda il caso in cui una società avente diritto non presenti domanda o non possa più partecipare, lasciando libero un posto nell’organico. In quella situazione si guarda solo alle società retrocesse dalla Serie C che possono essere reintegrate.
Il ripescaggio, invece, si apre quando una società presenta la domanda di iscrizione ma questa viene successivamente respinta perché non conforme: documentazione incompleta, requisiti economici non rispettati, problemi infrastrutturali, fideiussioni mancanti o irregolari, oppure altri adempimenti non assolti. In quel caso non si tratta più soltanto di sostituire una società che non si è iscritta, ma di integrare l’organico dopo una bocciatura federale.
È per questo che il caso Ternana porta verso la riammissione del Foggia. La società umbra non rappresenta una domanda da valutare e respingere, ma un posto che si libera. Il club pugliese, retrocesso sul campo, resta quindi il principale candidato a rientrare nel campionato per la vacanza d’organico già determinata dalla situazione ternana.
Diverso sarebbe il caso di un club che oggi presentasse la domanda ma non superasse poi il vaglio degli organi competenti. A quel punto si aprirebbe un’ulteriore casella e si entrerebbe nel terreno dei ripescaggi, con un meccanismo più ampio e articolato.
Il principio dell’alternanza: come funziona la corsa ai ripescaggi
Il sistema di integrazione dell’organico della Serie C si muove secondo un principio di alternanza. L’ordine tiene conto di più categorie di soggetti: le nuove seconde squadre di Serie A, le società retrocesse dalla Serie C, le migliori società provenienti dalla Serie D e, in coda, eventuali seconde squadre di Serie A già partecipanti alla Serie D.
Tradotto in termini pratici, in caso di posto da coprire attraverso il ripescaggio, il primo elemento da verificare sarebbe l’eventuale candidatura di una nuova Under 23 di un club di Serie A. Se non ci fossero condizioni concrete o domande valide in quella direzione, l’attenzione si sposterebbe sulle società retrocesse dalla Serie C. Successivamente toccherebbe alle società di Serie D aventi titolo, secondo graduatorie, requisiti e condizioni previste. Solo più avanti entrerebbero in gioco altri eventuali profili.
Il quadro, però, al momento resta condizionato da una premessa: prima bisogna capire quante società si iscriveranno oggi. Senza una mancata domanda o senza una domanda respinta, non c’è un posto da assegnare. Per questo il Foggia guarda soprattutto alla riammissione collegata alla Ternana, mentre tutti gli altri ragionamenti sui ripescaggi restano subordinati all’esito delle domande e delle verifiche successive.
Cosa serve per presentare domanda di ripescaggio
La domanda di ripescaggio non è una semplice manifestazione d’interesse. Per poter ambire alla Serie C servono requisiti stringenti e una documentazione completa. Una società deve dimostrare di poter sostenere il salto tra i professionisti non solo dal punto di vista sportivo, ma anche economico, organizzativo e infrastrutturale.
Tra gli elementi necessari rientrano la disponibilità di un impianto idoneo e conforme alle prescrizioni richieste, il rispetto degli adempimenti economico-finanziari, il versamento dei contributi previsti, la presentazione delle garanzie richieste, compresa la fideiussione, e tutta la documentazione amministrativa prevista dalle norme federali. In sostanza, non basta essere in graduatoria o avere un titolo sportivo favorevole: bisogna essere nelle condizioni di affrontare il professionismo con una struttura adeguata.
Proprio per questo alcune società teoricamente interessate possono poi fermarsi davanti agli ostacoli pratici. Il passaggio dalla Serie D alla Serie C comporta costi più elevati, obblighi più rigidi, strutture più complesse e requisiti infrastrutturali più pesanti. Lo stesso vale per i club retrocessi che puntano alla riammissione: il percorso è possibile, ma solo se tutti i parametri vengono rispettati.
Cosenza, il nodo stadio verso la soluzione
Tra le situazioni più delicate delle ultime ore c’è stata quella del Cosenza. Il club rossoblù si è trovato a fare i conti con una criticità non soltanto economica o amministrativa, ma soprattutto infrastrutturale: la disponibilità dello stadio. Il tema dell’impianto è decisivo perché, senza uno stadio indicato e conforme ai requisiti, una domanda di iscrizione non può considerarsi completa.
La situazione ha generato forte apprensione, anche perché il tempo a disposizione era ormai ridottissimo. Il Cosenza, reduce dalla retrocessione, doveva completare la pratica e individuare una soluzione utile per non arrivare scoperto alla scadenza. Nelle ultime ore, però, il quadro è andato progressivamente verso una via d’uscita.
La soluzione alternativa legata allo “Scida” di Crotone ha rappresentato il passaggio chiave per rimettere in carreggiata la domanda. Il club avrebbe lavorato per ottenere tutte le autorizzazioni necessarie e per indicare un impianto idoneo in tempo utile. Resta un dossier da seguire fino all’ultimo minuto, perché in questi casi la differenza la fanno i documenti depositati e i nulla osta effettivamente allegati alla pratica. Ma la sensazione, a poche ore dal gong, è che il Cosenza stia andando verso la soluzione.
Crotone, apprensione rientrata: iscrizione verso il completamento
Un altro fronte osservato con attenzione è quello del Crotone. Il club pitagorico ha vissuto settimane complicate, tra difficoltà economiche, gestione giudiziaria e un clima di incertezza che ha inevitabilmente coinvolto la città e la tifoseria. Il tema dell’iscrizione ha creato apprensione perché il Crotone rappresenta un patrimonio sportivo importante per la Calabria e per l’intera Serie C.
Rispetto ai timori iniziali, però, anche in questo caso il quadro sembra essersi progressivamente rasserenato. Il Crotone resta una società da monitorare, ma non appare più come un caso destinato a saltare. La direzione sembra quella del completamento degli adempimenti entro la scadenza, con l’obiettivo di presentare la domanda e poi affrontare il successivo controllo federale.
“C’era realmente il rischio che la squadra non potesse iscriversi al campionato e quindi era necessario fare un passaggio istituzionale attraverso il sindaco. Effettivamente questo rischio si correva. Per fortuna sono riuscito con le mie forze a iscrivere la squadra”. E’ quanto ha affermato il Presidente del Crotone Vrenna in un incontro odierno coi vertici di Confindustria, richiesto dal Sindaco Voce per fare il punto alla luce di difficoltà – ormai non nascoste – rese pubbliche dal club, che tuttavia pare aver risolto i suoi problemi.
Vado, salto tra i professionisti e ostacoli da superare
Tra i club da osservare c’è anche il Vado. Il passaggio dalla Serie D alla Serie C, soprattutto per una società che si affaccia al professionismo, comporta sempre un cambio di dimensione. Non si tratta soltanto di un salto sportivo: aumentano i costi, cambiano le esigenze organizzative, crescono gli obblighi amministrativi e diventano centrali i requisiti infrastrutturali.
Nei giorni scorsi la posizione del Vado è stata considerata una delle più interessanti da seguire proprio per questo motivo. Le valutazioni hanno riguardato la sostenibilità del progetto, la capacità di strutturarsi per la Serie C, la disponibilità dell’impianto, le garanzie economiche e la fideiussione. Tutti aspetti che, per un club neopromosso, possono pesare in modo significativo.
Anche qui, però, la situazione non va confusa con quella della Ternana. La Ternana è fuori e libera un posto. Il Vado, invece, è una società avente diritto che deve completare il proprio percorso di iscrizione. Il dossier è da monitorare, ma le ultime indicazioni vanno nella direzione di un tentativo concreto di chiudere gli adempimenti. Non un caso definito, dunque, ma una situazione in evoluzione che sembra orientata verso la risoluzione.


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