Ripescaggi in Serie C, manca poco per la “verità”: cosa è cambiato in questi giorni. La grande novità di oggi e l’attesa fino al 16 giugno

La scadenza del 16 giugno chiarirà il quadro delle iscrizioni: Ternana già fuori, Foggia favorito per il posto vacante. Da monitorare Vado e Crotone, ma i pitagorici non dovrebbero avere problemi

Il conto alla rovescia è ormai entrato nella fase decisiva. La data cerchiata in rosso è quella del 16 giugno, termine entro il quale le società aventi diritto dovranno completare gli adempimenti per l’iscrizione al prossimo campionato di Serie C. Solo allora si capirà davvero quante domande saranno state presentate e, soprattutto, quante saranno considerate valide dagli organi federali.

Rispetto allo scenario tracciato nei giorni scorsi, il quadro dei ripescaggi in Serie C e delle possibili riammissioni si è aggiornato in modo significativo. Il caso già definito è quello della Ternana, esclusa dal perimetro professionistico dopo la revoca dell’affiliazione federale. Il posto lasciato libero dagli umbri apre la corsa a una integrazione dell’organico, con il Foggia oggi indicato come la società favorita per tornare in Serie C, al netto dei passaggi formali e delle verifiche previste dalla normativa.

La notizia più importante delle ultime ore, però, riguarda un’altra vicenda che avrebbe potuto produrre conseguenze indirette anche sulla terza serie: la Juve Stabia. A Castellammare è stata trovata una soluzione societaria, con il passaggio del club alla Domus srl riconducibile ad Alfredo Guerri. Una svolta che, salvo ulteriori colpi di scena, mette in sicurezza la continuità del club campano in Serie B e chiude lo scenario di una riammissione del Bari. Di conseguenza, non si apre alcun nuovo posto in Serie C collegato a un eventuale effetto domino dalla cadetteria.

Serie C, perché il 16 giugno è la data decisiva per iscrizioni e ripescaggi

Fino al 16 giugno ogni previsione resta inevitabilmente condizionata da un dato ancora mancante: la presentazione delle domande di iscrizione. Le società aventi diritto devono rispettare i requisiti economico-finanziari, infrastrutturali, legali e amministrativi previsti dal sistema delle licenze nazionali. Non basta, quindi, la volontà di iscriversi. Serve una domanda completa, corretta e accompagnata da tutti gli adempimenti richiesti.

È questo il passaggio che spesso genera confusione nel dibattito pubblico. Prima della scadenza si parla di scenari, graduatorie, indiscrezioni e possibilità. Dopo la scadenza, invece, si entra nel terreno dei fatti: chi ha presentato la domanda, chi non l’ha presentata, chi l’ha presentata in modo regolare e chi, eventualmente, si vedrà respingere l’istanza per la mancanza di uno o più requisiti.

Soltanto in un secondo momento, quindi, ci sarà spazio per ragionare concretamente su riammissioni e ripescaggi. La differenza non è soltanto lessicale, ma sostanziale. La riammissione riguarda il caso in cui una società avente diritto non presenti la domanda d’iscrizione, lasciando un posto vacante. Il ripescaggio, invece, si verifica quando una società presenta la domanda ma non in modo regolamentare, e la stessa viene quindi respinta dagli organi competenti.

Riammissione e ripescaggio, la differenza che cambia la corsa

Nel linguaggio comune si parla quasi sempre di ripescaggi, ma nel diritto sportivo la distinzione è fondamentale. Una cosa è una società che non si iscrive, lasciando libero il proprio posto. Un’altra è una società che prova a iscriversi, presenta la domanda, ma non supera il vaglio federale perché la documentazione non è completa o perché mancano i requisiti richiesti.

Nel primo caso si parla di riammissione. In questo scenario entrano in gioco le società retrocesse dalla Serie C, cioè quei club che hanno perso la categoria sul campo ma che possono essere reintegrati in presenza di una vacanza d’organico. Nel secondo caso si parla invece di ripescaggio, procedura che coinvolge anche altri soggetti, comprese le seconde squadre di Serie A e le società provenienti dalla Serie D secondo l’ordine stabilito dalla Federazione.

La precisazione è indispensabile per leggere correttamente il caso Ternana. La società umbra è ormai fuori dal quadro della prossima Serie C: la revoca dell’affiliazione ha chiuso il percorso federale della vecchia società. Il vuoto prodotto dalla Ternana apre dunque una corsa alla riammissione, e non un generico ripescaggio nel senso giornalistico del termine.

Il principio dell’alternanza e la posizione del Foggia

Le regole per l’integrazione dell’organico prevedono un meccanismo fondato sul principio dell’alternanza, se si parla di ripescaggio. L’ordine tiene conto delle nuove seconde squadre di Serie A, delle società retrocesse dalla Serie C, delle migliori società di Serie D e, in coda, di eventuali seconde squadre di Serie A partecipanti alla Serie D.

Tradotto in termini pratici, il primo elemento da verificare è l’eventuale ingresso di una nuova Under 23 di Serie A. Al momento, però, non risultano annunci concreti tali da modificare in modo sostanziale il quadro. Ecco perché l’attenzione si sposta sulle società retrocesse dalla Serie C e, in particolare, sul Foggia.

Il club rossonero, retrocesso sul campo, resta infatti compatibile con il percorso di reintegro e viene considerato oggi il favorito per occupare il posto lasciato libero dalla Ternana. A rafforzare questa lettura contribuiscono anche le difficoltà legate ad altri profili potenzialmente in corsa, a partire dal nodo infrastrutturale che riguarda il Bra, con la questione stadio indicata da giorni come un ostacolo rilevante.

Il Foggia, dunque, non è ancora ufficialmente riammesso. Ma, allo stato attuale, è la società che più di altre guarda con fiducia alla finestra aperta dalla vicenda Ternana. La parola definitiva, però, arriverà soltanto dopo il completamento delle procedure federali e dopo la verifica delle domande di iscrizione.

Vado da monitorare, tra costi del professionismo e nodo iscrizione

Tra le situazioni ancora da seguire con attenzione c’è quella del Vado. Il club ligure ha conquistato il diritto alla Serie C dopo una stagione storica, ma il salto tra i professionisti comporta impegni economici, organizzativi e infrastrutturali molto più pesanti rispetto alla Serie D.

Nei giorni scorsi sono emerse perplessità legate alla sostenibilità del progetto, alla necessità di rafforzare la struttura societaria, alla fideiussione, agli oneri richiesti dalla categoria e alla questione dell’impianto. Successivamente sono filtrati segnali più incoraggianti, ma la situazione resta da monitorare fino alla formalizzazione completa degli adempimenti.

Il Vado, dunque, non può essere equiparato alla Ternana. Nel caso degli umbri il posto vacante è già un dato acquisito. Nel caso del club ligure, invece, si parla ancora di una situazione in evoluzione, con la necessità di attendere gli atti formali e le verifiche federali.

Crotone, allarme rientrato? I pitagorici restano da seguire ma l’iscrizione non dovrebbe saltare

Un altro dossier seguito con attenzione è quello del Crotone. Il club pitagorico vive una fase delicata, segnata da difficoltà economiche, dalla gestione giudiziaria e da problemi che sono stati evidenziati pubblicamente anche dal sindaco Vincenzo Voce. Il tema dell’iscrizione ha creato apprensione in città e tra i tifosi, anche perché il Crotone rappresenta uno dei patrimoni calcistici più importanti della Calabria.

Il club rossoblù, inoltre, dovrà scontare una penalizzazione nel prossimo torneo, elemento che conferma come la situazione societaria e amministrativa non sia stata priva di criticità. Tuttavia, secondo le ultime indiscrezioni, il Crotone non dovrebbe avere problemi a completare l’iscrizione alla prossima Serie C.

La prudenza resta obbligatoria fino al 16 giugno, perché solo il deposito della domanda e il successivo controllo sulla validità degli adempimenti potranno chiudere definitivamente la questione. Ma, allo stato attuale, il Crotone appare più come una situazione da tenere sotto osservazione che come un caso realmente assimilabile alla Ternana.