Regionali Sicilia, sondaggio SWG: De Luca al 54% se sostenuto dal centrodestra, al 44% con il centrosinistra | DATI

La rilevazione misura gli orientamenti di voto in due scenari diversi: il leader di Sud chiama Nord risulta competitivo in entrambe le ipotesi e guida anche la classifica dell’efficacia percepita

Il dato politicamente più rilevante del sondaggio SWG sugli orientamenti di voto alle elezioni regionali in Sicilia riguarda Cateno De Luca: nell’ipotesi di una sua candidatura alla presidenza della Regione sostenuta da Sud chiama Nord e dal centrodestra, De Luca arriverebbe al 54%, staccando nettamente un candidato sostenuto dal centrosinistra, indicato al 37%. Un altro candidato raccoglierebbe il 9%. La stessa rilevazione, datata 5 giugno 2026, considera anche un secondo scenario: Cateno De Luca presidente sostenuto dal centrosinistra. In questo caso il quadro cambia e si trasforma in un testa a testa. De Luca, sostenuto da Sud chiama Nord e dal centrosinistra, viene stimato al 44%, lo stesso valore attribuito a un candidato sostenuto dal centrodestra. Un altro candidato si fermerebbe al 12%. In entrambi gli scenari, la quota degli indecisi è indicata al 25%, un dato che segnala un margine ancora molto ampio di elettori non collocati e potenzialmente decisivi per gli equilibri della competizione regionale.

Il sondaggio SWG sulle regionali in Sicilia: il peso del nome Cateno De Luca

La rilevazione fotografa due ipotesi politiche alternative, entrambe costruite attorno alla figura di Cateno De Luca. Il primo scenario lo vede candidato presidente con il sostegno di Sud chiama Nord e del centrodestra. In questa configurazione, De Luca raggiunge il 54%, mentre un candidato del centrosinistra si attesta al 37% e un altro candidato al 9%. Il secondo scenario, invece, ribalta il campo di sostegno: De Luca viene considerato come candidato presidente appoggiato da Sud chiama Nord e dal centrosinistra. In questa ipotesi, il risultato stimato è del 44%, pari a quello di un candidato sostenuto dal centrodestra, anch’esso al 44%. Un altro candidato raccoglie il 12%.

La differenza tra i due scenari mette in evidenza un elemento centrale: secondo la stima, la candidatura di Cateno De Luca avrebbe un rendimento diverso a seconda della coalizione che lo sostiene. Con il centrodestra il dato indicato è nettamente maggioritario, mentre con il centrosinistra la competizione risulta perfettamente equilibrata.

De Luca con il centrodestra: lo scenario del 54%

Nell’ipotesi in cui Cateno De Luca sia candidato presidente della Regione con il sostegno di Sud chiama Nord e del centrodestra, la stima SWG lo colloca al 54%. È il dato più alto tra quelli presenti nelle tabelle e rappresenta il risultato più netto dell’intera rilevazione. In questo scenario, un candidato sostenuto dal centrosinistra otterrebbe il 37%, con una distanza di 17 punti rispetto a De Luca. Un altro candidato sarebbe indicato al 9%. Il quadro, dunque, descrive una competizione in cui l’aggregazione tra Sud chiama Nord e centrodestra garantirebbe a De Luca un vantaggio consistente. Il dato va letto insieme alla quota degli indecisi, stimata al 25%. Anche in presenza di un vantaggio ampio, la percentuale di elettori senza una scelta definita resta significativa e potrebbe incidere sulla dinamica della campagna elettorale.

Sondaggio Elezioni Regionali

De Luca con il centrosinistra: equilibrio al 44% con il centrodestra

La seconda ipotesi analizzata dal sondaggio riguarda una candidatura di Cateno De Luca sostenuta da Sud chiama Nord e dal centrosinistra. In questo caso, il risultato stimato è del 44%, esattamente la stessa percentuale attribuita a un candidato sostenuto dal centrodestra. Il dato più evidente, dunque, è il sostanziale equilibrio tra i due poli. A differenza dello scenario precedente, non emerge un vantaggio netto di una parte sull’altra. La partita sarebbe aperta e potenzialmente condizionata sia dalla campagna elettorale sia dalla capacità di attrarre gli indecisi, indicati anche in questa simulazione al 25%.

Un altro candidato, in questa seconda ipotesi, viene stimato al 12%. Il valore è superiore rispetto al 9% registrato nello scenario in cui De Luca è sostenuto dal centrodestra, un elemento che segnala una diversa distribuzione del voto potenziale a seconda della collocazione politica del leader di Sud chiama Nord.

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Il ruolo degli indecisi nelle elezioni regionali siciliane

In entrambe le simulazioni sugli orientamenti di voto alle regionali in Sicilia, la quota degli indecisi è pari al 25%. Si tratta di un dato rilevante, perché indica che un quarto del campione non esprime ancora una scelta definita. Questo elemento rende più complessa la lettura degli scenari. Nel caso della candidatura di Cateno De Luca sostenuta dal centrodestra, il vantaggio stimato appare ampio, ma la presenza di una quota consistente di indecisi suggerisce che il consenso potrebbe ancora subire variazioni. Nel caso della candidatura sostenuta dal centrosinistra, invece, gli indecisi diventano ancora più determinanti, perché il sondaggio indica un pareggio al 44% tra De Luca e un candidato del centrodestra.

La fotografia fornita dalla stima SWG non va quindi interpretata come un risultato definitivo, ma come una misurazione degli orientamenti in un determinato momento, con un’area di elettorato ancora aperta.

Efficacia percepita: De Luca primo tra i potenziali candidati

Oltre agli orientamenti di voto, la rilevazione misura anche l’efficacia percepita dai potenziali candidati sul campione totale. In questa classifica, Cateno De Luca risulta al primo posto con il 20%. La slide specifica che, considerando il totale campione, De Luca è considerato il più abile nel risolvere le criticità della Sicilia. Il risultato viene descritto come frutto della combinazione tra un’elevata notorietà tra i siciliani e una buona efficacia percepita tra chi lo conosce. La misura riportata è la percentuale di “molta + abbastanza efficacia” sul campione totale, indicata come sintesi tra notorietà ed efficacia.

Alle spalle di De Luca si colloca Ismaele La Vardera, con il 18%. Seguono Nello Musumeci al 14% e Renato Schifani al 12%. Più distanti gli altri nomi presenti nella rilevazione: Giorgio Mulè e Giuseppe Antoci sono entrambi al 6%, mentre Giuseppe Provenzano e Barbara Floridia si fermano al 5%.

La classifica dei potenziali candidati per efficacia percepita

La graduatoria dell’efficacia percepita prosegue con Anthony Barbagallo e Nuccio Di Paola, entrambi al 4%. Seguono Marco Falcone al 3%, Luca Sammartino al 2% e Gaetano Galvagno al 2%. Il dato più significativo resta il primo posto di Cateno De Luca, che con il 20% precede tutti gli altri potenziali candidati. La distanza rispetto a Ismaele La Vardera, secondo al 18%, è contenuta, mentre il margine aumenta nei confronti di Nello Musumeci e Renato Schifani.

Questa parte della rilevazione non misura direttamente l’intenzione di voto, ma la percezione di efficacia sul campione totale. È quindi un indicatore diverso, utile a comprendere come i potenziali candidati vengano valutati rispetto alla capacità di affrontare le criticità della Sicilia.

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Sud chiama Nord al centro degli scenari politici regionali

Dalle tabelle emerge con chiarezza il ruolo di Sud chiama Nord nelle ipotesi analizzate. In entrambi gli scenari, infatti, Cateno De Luca viene indicato come candidato sostenuto dal suo movimento e da una delle due principali aree politiche: prima il centrodestra, poi il centrosinistra.

La rilevazione mostra che la collocazione dell’eventuale alleanza incide in modo rilevante sugli equilibri stimati. Con il centrodestra, De Luca viene indicato al 54%; con il centrosinistra, al 44%. In quest’ultimo caso, però, la competizione con un candidato del centrodestra sarebbe in perfetta parità.

Il sondaggio, dunque, restituisce un quadro in cui la figura di Cateno De Luca appare centrale nelle simulazioni, sia per la capacità di attrarre consenso negli orientamenti di voto sia per la posizione raggiunta nella classifica dell’efficacia percepita.

Regionali Sicilia, una partita ancora condizionata dagli scenari di alleanza

Il quadro che emerge dalla stima SWG del 5 giugno 2026 sulle elezioni regionali in Sicilia è fortemente legato agli scenari di alleanza. La candidatura di Cateno De Luca sostenuta da Sud chiama Nord e dal centrodestra viene stimata al 54%, mentre un candidato del centrosinistra sarebbe al 37%. La candidatura di De Luca con Sud chiama Nord e centrosinistra, invece, porterebbe a un equilibrio al 44% con il centrodestra.

Il sondaggio indica inoltre che De Luca è il potenziale candidato con la più alta efficacia percepita sul campione totale, con il 20%, davanti a Ismaele La Vardera, Nello Musumeci e Renato Schifani.

La presenza del 25% di indecisi in entrambe le simulazioni mantiene aperta la lettura politica della rilevazione. Il dato più netto, tuttavia, è che la figura di Cateno De Luca risulta centrale nelle ipotesi testate da SWG e che la scelta del campo di sostegno modifica in modo significativo gli equilibri stimati per le prossime regionali siciliane.

“Cateno De Luca è pienamente riconosciuto come uno degli attori principali della politica siciliana”

In sintesi Swg scrive: “Cateno De Luca è pienamente riconosciuto come uno degli attori principali della politica siciliana: gode di un’elevata notorietà (pari a quella dell’attuale presidente Schifani) ed è considerato un efficace amministratore. De Luca riesce inoltre a convogliare su di sé una parte di voto personale aggiuntivo rispetto al consenso di Sud Chiama Nord. In aggiunta a questo, a distanza di 4 anni dalle elezioni regionali, Sud Chiama Nord si conferma come una delle principali forze politiche in Sicilia”.

Nota metodologica

L’indagine quantitativa è stata condotta mediante interviste online con metodo CAWI (Computer Assisted Web Interview) e telefoniche con metodo CATI-CAMI (Computer Assisted Telephone/Mobile Interview) su un campione di 1.500 soggetti maggiorenni residenti in Sicilia per area di residenza, sesso ed età. Le interviste sono state somministrate tra il 28 maggio e il 4 giugno 2026. I metodi utilizzati per l’individuazione delle unità finali sono di tipo casuale, come per i campioni probabilistici. Tutti i parametri sono uniformati ai più recenti dati forniti dall’ISTAT. I dati sono stati ponderati al fine di garantire la rappresentatività rispetto ai parametri di area di residenza, età, genere e partito votato alle elezioni europee del 2024. Il margine d’errore statistico dei dati riportati è del 2,5% a un intervallo di confidenza del 95%.