Un presunto tentato furto in via Reggio Campi, a Reggio Calabria, riaccende l’attenzione sul fenomeno delle truffe agli anziani e dei raggiri messi in atto da malintenzionati che si presenterebbero come appartenenti alle forze dell’ordine. A segnalare l’episodio è una lettrice di StrettoWeb, che racconta quanto sarebbe accaduto nel tardo pomeriggio di ieri ai danni di una donna di circa 80 anni, riuscita fortunatamente a evitare che il ladro portasse via denaro o preziosi.
Secondo quanto riferito, il presunto truffatore avrebbe utilizzato una tecnica più elaborata rispetto ai classici raggiri telefonici o porta a porta. Non si sarebbe limitato a fingersi un carabiniere, ma avrebbe dimostrato di conoscere informazioni personali sulla famiglia, numeri di cellulare e dettagli utili a rendere più credibile la messinscena. Un metodo che, secondo la testimonianza, avrebbe avuto l’obiettivo di creare confusione e spingere le vittime ad abbassare la guardia.
La tecnica: allontanare il marito e introdursi in casa
La dinamica descritta dalla lettrice sarebbe particolarmente insidiosa. I malintenzionati, dopo avere raccolto informazioni sulla famiglia, troverebbero una scusa per allontanare da casa il marito e riuscire così a entrare nell’abitazione quando all’interno si trova soltanto la moglie. A quel punto il tentativo sarebbe quello di cercare soprattutto contanti e gioielli, approfittando dello stato di agitazione e della buona fede della persona presa di mira.
Nel caso segnalato, però, la donna sarebbe riuscita a mantenere lucidità nonostante la pressione del momento. L’80enne, accortasi della situazione sospetta, avrebbe mandato via il presunto ladro prima che potesse impossessarsi di qualcosa. Un esito positivo, ma che non cancella la preoccupazione per un episodio che, se confermato, dimostra quanto queste truffe possano essere studiate nei dettagli.
“Non pensate che possa capitare solo agli anziani”
La lettrice invita alla massima prudenza, sottolineando che questi episodi non riguardano soltanto persone anziane o fragili. I truffatori, spiega, farebbero leva sulla sorpresa, sulla paura e sulla confusione, elementi che possono mettere in difficoltà chiunque, anche solo per pochi istanti. Basta aprire parzialmente la porta, anche con la catena inserita, per esporsi a una situazione di possibile pericolo.
Il problema, evidenzia ancora la segnalazione, non è soltanto il rischio di subire un furto in abitazione, ma anche quello di trovarsi faccia a faccia con persone potenzialmente pericolose. In certe circostanze, un gesto improvviso, una spinta o una reazione violenta potrebbero trasformare una truffa in un episodio ben più grave.
L’appello: denunciare sempre e chiamare subito le forze dell’ordine
La segnalazione si chiude con un appello chiaro ai cittadini di Reggio Calabria: non sottovalutare mai episodi sospetti e contattare immediatamente le forze dell’ordine. In caso di tentata truffa o presenza di persone sospette nei pressi della propria abitazione, è fondamentale chiamare subito il numero di emergenza, fornendo una descrizione precisa del soggetto, dell’abbigliamento, dell’eventuale mezzo utilizzato e della direzione di fuga.
Molte vittime, soprattutto quando si tratta di anziani, tendono a non raccontare quanto accaduto ai familiari o a non denunciare per vergogna o senso di colpa. È invece importante ribadire che la responsabilità è sempre dei truffatori e che segnalare tempestivamente può aiutare a proteggere altre persone, specialmente nelle zone più esposte a questo tipo di raggiri.
La raccomandazione resta quella di non aprire la porta a sconosciuti, anche quando si presentano come carabinieri, tecnici, incaricati o rappresentanti di enti pubblici. In caso di dubbio, è sempre meglio chiudere la porta, contattare direttamente il 112 o chiamare un familiare di fiducia. La prudenza, in questi casi, può fare la differenza.


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