“E’ trascorso un anno dalla scorsa estate e ciò che era è rimasto immutato cristallizzato in quello stato di abbandono a cui siamo stati tristemente abituati da 12 anni da …loro…Giro per la città e non riesco a comprendere come la politica..loro…abbia potuto farci questo. Ogni angolo porta i segni della mortificazione della disattenzione. E qua non è solo responsabilità della politica ma di dirigenti elevate qualificazioni forse anche dipendenti”. E’ questa la segnalazione di una cittadina di Reggio Calabria e lettrice di StrettoWeb, Maria Stella Grassetti.
“Oggi vi porto l’esempio di un tratto di costa reggina posta a sud che ha visto forse un solo momento di gloria il giorno della sua inaugurazione. Vi parlo del Parco del Vento il cui nastro è stato tagliato qualche anno fa e le cui immagini oggi fanno paura. Le strade di accesso sono inaccessibili per le grandi smisurate buche che le deturpano e che potrebbero essere causa di tragedie. Una porta del turismo visitata da migliaia di turisti che si presenta come la più squallida periferia del mondo. Già perche Pellaro è stata sempre ai margini nonostante avesse dei validi rappresentanti in seno al consiglio comunale, metropolitano insigniti di assessorati deleghe titoli e a volte troppo spesso sottotitoli alla pagina 777 di Melacavopoco”.
“Se si deve cominciare dal turismo dobbiamo necessariamente rendere fruibili e presentabili le poche spiagge rimaste in città coinvolgendo le associazioni come fece nei suoi 2 mandati il sindaco Giuseppe Scopelliti. Il ruolo delle associazioni deve partire principalmente dal coinvolgimento dei cittadini ormai disaffezionati alla città. Partire dalle scuole con progetti di sensibilizzazione per fare crescere ed educare i cittadini del futuro i nostri ragazzi. Ricordiamolo sempre Reggio Calabria è una città sul mare che non vive del suo mare come nelle grandi città del mondo che hanno fatto del mare una ricchezza”.
“Ora invito il sindaco a visitare Pellaro col suo lungomare e Punta Pellaro zona da decenni punto di ritrovo di turisti per il suo kite surf. Su quella punta estrema dello stivale c è la possibilità di creare una bellissima area turistica valorizzando la flora e la fauna che le rendono unica. Il giglio di mare, il Fratino, l area di nidificazione della Caretta Caretta le Brucare che ombreggiano la spiaggia. Oggi però serve una soluzione rapida per pulire e dico pulire questa zona… Adesso Reggio si può”.










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