Si è definito “cittadino disidratato” e questo già dice tutto. E’ un cittadino, di Salice (zona nord di Reggio Calabria), quello che ha scritto a StrettoWeb una lettera rivolta al Sindaco Cannizzaro. Il problema? Lo avrete capito: la mancanza d’acqua. Secondo weekend di fila senza acqua, in una zona dove – dice il firmatario – la stessa non è mai mancata. Eppure, si chiede, considerando la piena della diga del Menta dopo tre mesi di piogge abbondanti, dov’è il problema?
“Caro Sindaco,
le scrivo come cittadino del quartiere di Salice, uno dei tanti quartieri della nostra Reggio Calabria che in questi giorni sta vivendo una situazione assurda e inaccettabile. Prima però voglio riconoscere ciò che è giusto riconoscere: le sue iniziative “Reggina Pulita”, “Operazione Piazza Pulita” e “Operazione Spiagge Pulite” stanno finalmente riportando ordine, decoro e dignità a una città che per anni è stata abbandonata. Sarò sincero, non l’ho votata, ma questo non mi impedisce di dire la verità e farle un plauso: questi interventi erano necessari e lei li sta realizzando, impegnandosi in prima persona.
Proprio per questo, Sindaco, mi aspetto che la stessa determinazione venga applicata anche a un problema che tocca la vita quotidiana di migliaia di persone: la mancanza d’acqua. Nel quartiere di Salice, dove vivo da vent’anni, l’acqua non è mai mancata. Mai!!!! Nemmeno nei periodi più caldi, nemmeno quando la città affrontava difficoltà. E invece quest’anno, per il secondo Week-end consecutivo, ci ritroviamo completamente senza acqua per tutto il giorno: mattina, pomeriggio e sera. E non è solo Salice: tante altre zone stanno vivendo la stessa identica situazione.
La situazione è ancora più paradossale se si pensa che, come riportato dagli articoli di questa stessa testata (L’urlo benefico del Menta: la diga non smette di correre verso Reggio, sta esondando da 16 giorni consecutivi del 18 Aprile 2026 e La Diga del Menta esonda dopo mesi di piogge senza precedenti: cancellati anni di allarmismi sulla siccità del 04 aprile 2026), la diga del Menta negli ultimi mesi ha registrato un surplus d’acqua dovuto alle piogge abbondanti. Se l’acqua c’era — e in quantità — allora è legittimo chiedersi come sia possibile che oggi interi quartieri, come Salice e molte altre zone, restino senz’acqua per ore o per giornate intere. E soprattutto: con un surplus così documentato, perché non si è provveduto a creare un ulteriore bacino di raccolta o a potenziare quelli esistenti, così da garantire una riserva stabile per l’estate? Si può sopravvivere a sistemi di pompaggio acqua e condotte vetuste? Sono domande che nascono direttamente dalla realtà dei fatti e che meritano una risposta chiara e che sia definitiva.
A questo punto, mi chiedo: ma davvero devo essere costretto a installare un autoclave? È questa la soluzione che si vuole imporre ai cittadini? È normale che dopo vent’anni di servizio regolare, improvvisamente la risposta sia “arrangiatevi con l’autoclave”? E soprattutto: siamo sicuri che non ci siano interferenze non registrate sulle condotte? Perché non può essere solo una questione di sprechi. Gli sprechi ci sono, certo, ma qui c’è qualcosa che non torna: cali di pressione sempre negli stessi orari, interruzioni improvvise, zone che restano a secco mentre altre …. È legittimo chiedersi se qualcuno stia usando più di quanto dovrebbe, o se ci siano deviazioni, perdite o manovre non dichiarate che nessuno controlla.
Durante la settimana, nei giorni feriali, poi, tra le 18 e le 19, la pressione cala in modo evidente. È come se qualcuno chiudesse un rubinetto dall’alto. Questo non è un servizio pubblico: è un disagio programmato, ripetuto, inspiegabile. E qui entra in gioco la Sorical, che dovrebbe garantire il servizio, rispondere ai cittadini, comunicare anticipatamente eventuali lavori o interruzioni. Invece, ogni volta che si chiama, la risposta è sempre la stessa: “Non sappiamo nulla, non risultano interruzioni”. Venerdi della scorsa settimana ho chiamato e segnalato il problema lasciando nome e numero telefonico, il giorno successivo richiamo per avere notizie e non avevano nessuna precedente segnalazione (ho una pec a provarlo). In data odierna altre due chiamate, le risposte vaghe e senza informazioni utili a capire tra quante ore potremo lavarci ancora. È impossibile accettare una situazione del genere. Non si può vivere con l’acqua che va e viene senza preavviso, senza spiegazioni, senza responsabilità.
Sindaco, lei ha dimostrato di saper intervenire quando vuole. Ha dimostrato che quando decide di affrontare un problema, lo affronta davvero. E allora le chiedo di cavalcare l’onda anche qui, perché l’acqua non è un optional: è un diritto. È la base della vita quotidiana. È ciò che permette a una famiglia di vivere con dignità. Non voglio polemizzare, voglio capire. Voglio sapere se esiste un piano, un intervento, una soluzione. Voglio sapere se il Comune intende affrontare questa emergenza o se dobbiamo rassegnarci a vivere con le bacinelle piene “per sicurezza”, come si faceva cinquant’anni fa.
Caro Sindaco, questo non è uno sfogo: è un appello. Un appello civile, diretto, rispettoso ma fermo. Perché una città che non garantisce l’acqua ai suoi cittadini è una città che ha perso la sua funzione più elementare. Confido che quanto espresso possa tradursi in atti concreti. Mi auguro che qualcuno risponda. Mi auguro che qualcuno agisca. Con rispetto, ma con determinazione, un cittadino che si trova con l’acqua alla gola (ma possibilmente non nei fine settimana). I.M”.



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