Reggio Calabria, dopo il primo sfratto nuova Odissea per l’Istituto “Catanoso- De Gasperi- S. Sperato- Cardeto”: “trasferimento forzato ma nessuna sede pronta”

L’Istituto comprensivo Catanoso-De Gasperi-S. Sperato-Cardeto denuncia l’assenza di soluzioni per gli alunni in vista dei lavori di demolizione e ricostruzione del plesso

Un nuovo caso legato all’edilizia scolastica scuote l’Istituto comprensivo “Catanoso-De Gasperi-S. Sperato-Cardeto” di Reggio Calabria. Dopo la vicenda della Scuola Primaria di Condera, con i lavori di ristrutturazione mai iniziati e il trasferimento forzato degli studenti alla Primaria di S. Sperato da settembre 2024, la comunità scolastica denuncia adesso l’incertezza sul futuro della Primaria di San Cristoforo. Il plesso è interessato da un intervento di demolizione e ricostruzione da parte delle autorità competenti. Tuttavia, nonostante la richiesta di sgombero di tutti gli arredi entro il prossimo 29 giugno, non sarebbe stata ancora individuata una sede alternativa in grado di garantire il regolare svolgimento delle attività didattiche per l’anno scolastico 2026-2027.

“Un’Odissea senza fine quella dell’Istituto Comprensivo “Catanoso- De Gasperi- S. Sperato – Cardeto” e l’edilizia scolastica. Dopo la vicenda della Scuola Primaria di Condera- con i lavori di ristrutturazione mai iniziati e l’esodo forzato degli studenti che, da settembre 2024 sono costretti a raggiungere la Scuola Primaria di S. Sperato, che li ospita, con oggettivi ed esasperanti disagi- si aggiunge un nuovo increscioso capitolo. A essere al centro del mirino stavolta è la Primaria di San Cristoforo, oggetto di intervento di demolizione e ricostruzione da parte delle autorità competenti. Nonostante la richiesta di sgombero di tutti gli arredi collocati all’interno dei locali scolastici entro il prossimo 29 giugno, ancora non è stata identificata una possibile sede che garantisca il regolare svolgimento delle attività didattiche e il diritto all’istruzione degli studenti per l’anno scolastico 2026-2027”, si legge nella nota della comunità scolastica dell’I.C. “Catanoso-De Gasperi-S. Sperato-Cardeto”.

Il problema, secondo quanto denunciato, si inserisce in un quadro già fortemente critico per l’Istituto, guidato dal dirigente scolastico Marco Geria, alle prese da tempo con una situazione di sovrasaturazione degli spazi. “In assenza di spazi appartenenti al patrimonio scolastico esistente o disponibili presso altri plessi del medesimo Istituto Comprensivo o anche in istituzioni scolastiche limitrofe, l’amministrazione comunale continua a non dare risposte utili alla risoluzione del problema. L’Istituto, guidato dal Dirigente scolastico Marco Geria, soffre già da tempo di una grave situazione di sovrasaturazione degli spazi. Basti pensare alla Scuola Primaria di Cannavò, chiusa ormai da quattro anni, con insegnanti e studenti trasferiti, di conseguenza, nel plesso della Secondaria di primo grado, una struttura già condivisa con la Scuola dell’Infanzia del medesimo quartiere. Sebbene l’Istituto reggino abbia tutte le intenzioni di osservare il Regolamento comunale per le concessioni e le locazioni dei beni appartenenti al patrimonio comunale, che disciplina le relative procedure e individua le competenze dei soggetti coinvolti, l’intera comunità scolastica rimane di fronte a un grande punto interrogativo e le famiglie con il fiato sospeso”.

Una possibile soluzione, secondo la comunità scolastica, era stata individuata nei locali della Parrocchia di San Cristoforo, grazie alla disponibilità della Curia e della parrocchia presieduta da Don Davide Imeneo. Gli spazi, adiacenti alla scuola interessata dai lavori, sembrerebbero dotati dei requisiti dimensionali e impiantistici idonei per accogliere gli alunni. “Eppure una soluzione a portata di mano era emersa, grazie a un’interlocuzione con i Settori Grandi Opere e Manutenzione del Comune di Reggio Calabria. Nessuna magia o gioco di prestigio, ma solo la grande disponibilità della Curia e della Parrocchia di S. Cristoforo, presieduta da Don Davide Imeneo, che hanno messo al primo posto il futuro di giovanissimi studenti e il loro diritto di potersi istruire, senza finire nel tritacarne della burocrazia. La proposta ipotizzata era proprio l’utilizzo dei locali della Parrocchia di San Cristoforo che, oltre ad essere adiacente alla scuola che dovrà subire lavori di demolizione e rifacimento, sembra essere dotata di requisiti dimensionali e impiantistici idonei per poter ospitare gli alunni. Una valutazione oculata, che aveva preso in considerazione l’assenza di strutture comunali atte ad ospitare in sicurezza la popolazione scolastica del plesso. La comunità dell’I.C. “Catanoso-De Gasperi-S. Sperato-Cardeto” accoglie con favore la costruzione di un nuovo edificio scolastico, sicuro e moderno”.

Il nodo, però, resta quello dei tempi e degli atti necessari. Per rendere praticabile la soluzione parrocchiale, il Comune dovrebbe formalizzare con la Curia la cessione dei locali e predisporre gli interventi indispensabili all’utilizzo degli spazi: tramezzature, tinteggiatura, adeguamento dell’impianto elettrico, pompe di calore o condizionatori e cancello esterno.

“Tuttavia, il futuro non può essere edificato sui disagi del presente: gli alunni non devono e non possono subire anni di precarietà e di trasferimenti forzati. La soluzione parrocchiale, in questo senso, rappresenta l’unica vera strada per minimizzare i disagi delle famiglie e garantire la continuità didattica nello stesso quartiere. Ma in questo caso “gettare il cuore oltre l’ostacolo” non sembra essere sufficiente. Nonostante interlocuzioni e sopralluoghi intercorsi con i tecnici dell’Amministrazione comunale, gli arredi non potranno essere spostati, se Il Comune di Reggio Calabria non formalizzerà con la Curia la cessione dei locali e se il plesso di possibile destinazione (la parrocchia di San Cristoforo) non sarà preventivamente predisposto con i lavori previsti, ovvero tramezzature, tinteggiatura, adeguamento impianto elettrico, pompe di calore/condizionatori, cancello esterno. Questa importante opportunità di rinnovamento non deve essere vanificata da ritardi gestionali. Da qui una domanda sorge spontanea: la macchina burocratica è destinata anche questa volta a essere un ostacolo, un cane che si morde la coda? Oppure il fondamentale diritto all’istruzione, pilastro della nostra Costituzione, vincerà sul silenzio assordante delle Istituzioni?”, conclude la nota.

La comunità scolastica, dunque, chiede risposte rapide e concrete per evitare che la costruzione di un nuovo edificio scolastico, pur accolta favorevolmente, si traduca nell’ennesima stagione di disagi per studenti, famiglie e personale.