“Ad Arghillà Nord sono comparsi due nuovi murales di grandi dimensioni che stanno facendo discutere cittadini e residenti. Il primo, caratterizzato da colori vivaci e intensi, rappresenta una vegetazione forte e rigogliosa, simbolo di un terreno fertile, curato e prospero. Il secondo raffigura Italo Falcomatà, una figura che per molti reggini rappresenta ancora oggi il modello del sindaco vicino alla gente: umile, concreto, presente e capace di lasciare un segno nella storia della città grazie al suo impegno costante per il territorio”. E’ questa la segnalazione di un cittadino di Reggio Calabria e lettore di StrettoWeb, Giovanni Di Bella.
“Opere artistiche di grande impatto visivo che meritano certamente attenzione e rispetto. Tuttavia, non posso fare a meno di evidenziare una contraddizione che salta immediatamente agli occhi. Questi murales sorgono infatti su edifici che continuano a presentare evidenti segni di degrado, con facciate ammalorate, infiltrazioni e criticità che da anni attendono interventi risolutivi. A ciò si aggiungono strade dissestate che, in alcuni tratti, mettono quotidianamente a dura prova automobilisti e residenti”.
“La domanda che molti cittadini si pongono è semplice: quale messaggio si è voluto trasmettere realizzando queste opere in un contesto che continua a soffrire di problemi strutturali irrisolti? È giusto valorizzare l’arte urbana e investire nella bellezza, ma è altrettanto giusto interrogarsi sulle priorità di un quartiere che da troppo tempo attende risposte concrete”.
“Comprendo che i finanziamenti destinati ai murales possano provenire da specifici capitoli di spesa e che, probabilmente, non sarebbero stati utilizzabili per altri interventi. Ma provate a spiegare questo ai residenti che ogni giorno convivono con disagi, degrado e servizi insufficienti. Per loro resta difficile comprendere come si riescano a trovare risorse per opere artistiche mentre continuano a mancare quelle necessarie per restituire piena dignità al territorio”.
“Arghillà è stata troppo spesso al centro di annunci, progetti e promesse. Oggi più che mai servono fatti concreti, interventi strutturali e una programmazione seria che metta al centro i bisogni reali della comunità. L’arte può contribuire a migliorare l’immagine di un quartiere, ma da sola non basta. La vera rigenerazione passa attraverso la riqualificazione degli edifici, la manutenzione delle strade, il potenziamento dei servizi e la presenza costante delle istituzioni. È questo che i cittadini di Arghillà aspettano da anni”.







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